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Zona omogenea dell'Alto Milanese

alto_milaneseUn territorio in rete, attrattivo e aperto all'innovazione
22 comuni - 258.743 abitanti - 215,23 Kmq - 60.198 addetti


ARCONATE, BERNATE TICINO, BUSCATE, BUSTO GAROLFO, CANEGRATE, CASTANO PRIMO, CERRO MAGGIORE, CUGGIONO, DAIRAGO, INVERUNO, LEGNANO, MAGNAGO, NERVIANO, NOSATE, PARABIAGO, RESCALDINA, ROBECCHETTO CON INDUNO, SAN GIORGIO SU LEGNANO, SAN VITTORE OLONA, TURBIGO, VANZAGHELLO, VILLA CORTESE.


Progetti e azioni



In rete per lo sviluppo: un modello innovativo di governance per la Zona omogenea
L’Alto Milanese vanta un’esperienza di cooperazione, organizzata in un modello di governance strutturato e stabile, quasi unica nel panorama dell’area metropolitana. Il “Patto per l'Alto Milanese” ha in questi anni contribuito ad accrescere una visione condivisa di sviluppo del territorio, implementando e favorendo la cooperazione sia istituzionale sia nella costruzione di politiche e progetti comuni.
L’istituzione delle Zone omogenee fornisce l’opportunità di far maturare ulteriormente questo modello, compiendo un passo in avanti verso l’innovazione sistemica nei processi di governance.
Attraverso il consolidamento del Patto dei Sindaci, nella Zona omogenea si creano le condizioni per far emergere ed esercitare attivamente un nuovo e più strategico ruolo di regia dei processi decisionali e programmatori, garantendo visione condivisa e tutela dell’interesse generale della comunità di riferimento. L’esercizio di tale ruolo implica adeguate forme e modalità di attuazione (protocolli d’intesa, accordi di programma, convenzioni) e il coinvolgimento anche di altri attori locali non istituzionali. Oltre alla definizione del modello di organizzazione, fondato sulla cooperazione intercomunale, fondamentali saranno anche la capacità e la volontà di identificare i campi d’azione, per offrire la concreta possibilità di “riempire di contenuti” l’agenda della Zona omogenea. A tal fine i Sindaci del “Patto per l'Alto Milanese” si impegnano a sviluppare un protocollo d’intesa per la definizione del modello di governance e delle modalità operative, insieme alle funzioni e ai servizi che i Comuni decideranno di affrontare in forma cooperativa nel quadro della Zona omogenea (ad es. gestione integrata del ciclo rifiuti, servizi socio sanitari, SUAP, CUC, polizia locale, ecc.). La prospettiva è quella di avviare un progetto che, a partire dalle forme di cooperazione già attive e dalle aziende di gestione dei servizi pubblici locali esistenti, importante risorsa ed elemento stabile di confronto e operatività, possa consolidare queste esperienze e, se possibile, avviare ulteriori ambiti di collaborazione intercomunale.


Abilitare il sistema economico: patto per la semplificazione e la competitività
L’iniziativa “La Milano che conviene”, promossa dai Comuni dell’Alto Milanese insieme a Confcommercio e alle principali associazioni di categoria e imprese del territorio, ha portato a siglare nel 2014 un Accordo di programma e avviato un progetto finalizzato a promuovere e valorizzare le eccellenze e le potenzialità istituzionali, economiche e sociali del territorio, attraverso il consolidamento dell'attrattività turistica e l'implementazione delle opportunità per lo sviluppo delle imprese locali anche sui mercati internazionali.
In continuità e complementarità con tale iniziativa, si propone di avviare un processo orientato all’abilitazione del sistema economico locale in forma più estesa, attraverso la definizione di un “patto per la semplificazione e la competitività”, con l’impegno ad intervenire concretamente sul funzionamento della “macchina amministrativa pubblica”.
Le azioni dovranno rispondere a criteri orientati a garantire maggiore efficacia ed efficienza alle attività delle Amministrazioni attraverso: la semplificazione dell’azione amministrativa; l’omogeneizzazione di norme, regolamenti e pratiche; la messa in comune di buone prassi ed esperienze.
L’obiettivo è quello di rendere più competitivo il territorio nel suo complesso, incrementando i livelli di servizio per cittadini e imprese. Il primo passo prevede la predisposizione di un progetto pilota, da condividere e sviluppare insieme agli attori socio-economici del territorio, per il potenziamento in ordine alla digitalizzazione e messa in comune di alcuni servizi: SUAP e catasto intercomunali, CUC di Zona omogenea, standardizzazione della modulistica e omogeneizzazione dei regolamenti in materia amministrativa, edilizia, commercio e attività produttive. Un progetto che non deve partire da zero, ma dalla condivisione ed estensione di buone pratiche esistenti tra i Comuni, pur in un quadro di autonomia decisionale dei singoli Enti locali nelle materie di competenza.


Dai parchi alla rete verde dell’Alto Milanese
Nel corso degli anni l’Alto Milanese ha maturato una serie di esperienze che hanno contribuito a consolidare gli ambiti di tutela del territorio e del paesaggio. In particolare, oltre al Parco della Valle del Ticino, l’esperienza condotta con i PLIS (ben sei insistono sull’Alto Milanese) ha rappresentato un passaggio fondamentale, che oggi può aprire nuove prospettive di sviluppo.
Si tratta di avviare un progetto di consolidamento, valorizzazione e messa a sistema degli elementi che contribuiscono a comporre la rete verde nell’Alto Milanese, nella prospettiva di sviluppo della “Dorsale verde Nord” prevista dal PTCP, che può far leva innanzitutto sui “capisaldi” storici (Parco del Ticino) e di recente formazione (i PLIS), nonché su molti degli ambiti non ricompresi nei parchi ma che attualmente sono stati individuati nella “Rete Ecologica” e/o classificati come “Ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico”. Altro elemento fondamentale è rappresentato dal potenziale offerto dei corsi d’acqua, “infrastrutture blu” che si configurano come elementi strutturanti a supporto del progetto.
La prospettiva progettuale si articola su due versanti. Da un lato, la possibilità di definire un progetto di sviluppo del sistema di tutele e del verde, verso la rete dell’Alto Milanese. Dall’altra impostare un percorso che porti alla definizione di una governance integrata per i PLIS e gli ambiti di tutela, da ricondurre alla Zona omogenea.


Un’agenda per la rigenerazione urbana
L’Alto Milanese è un territorio che sta vivendo una fase di forte ristrutturazione economica, con effetti che si esprimono, oltreché sulle attività d’impresa e sul mercato del lavoro, anche sul territorio e sulla qualità urbana.
Da una valutazione dei differenti contesti locali, emerge con forza una problematica legata alla qualità di molti ambiti urbani che intercettano, in particolare, il tema delle aree produttive dismesse, sempre più numerose e complesse da trasformare senza adeguati strumenti. Un fatto che non influisce solo sulla qualità urbana, ma che intreccia anche temi di sicurezza, adeguatezza della dotazione dei servizi, qualità dell’ambiente e inquinamento del suolo.
Alla luce di questo quadro, appare fondamentale dotarsi di politiche orientate alla valorizzazione dei processi di rigenerazione urbana. L’ipotesi è quella di avviare e promuovere una riflessione comune su questi temi, che possa portare a dotarsi di un’Agenda per la rigenerazione urbana a scala della Zona omogenea, attraverso la quale sia possibile promuovere un’idea di sviluppo supportata da una strategia spaziale e da adeguati strumenti di promozione e attuazione.
Attraverso l’Agenda l’Alto Milanese si può dotare di uno strumento funzionale a individuare ambiti strategici, linee di indirizzo, criteri e strumenti comuni di intervento, finalizzati a delineare pratiche innovative e favorire i processi di riuso del territorio, in chiave di sostenibilità e innovazione, integrando temi connessi alla mobilità, all’ambiente e allo sviluppo economico.
L’Agenda offrirebbe inoltre la possibilità di costruire un “portale per gli investitori”, integrabile con l’esperienza della “Milano che conviene”, con un catalogo delle opportunità sul territorio che, adeguatamente supportato da un quadro di regole omogenee e opportune garanzie in ordine alla certezza del diritto e ai tempi delle pratiche amministrative, si configura come potente strumento per le politiche di attrattività e di marketing territoriale per l’Alto Milanese.

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