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Zona omogenea Nord Ovest

Nord OvestCampo della conoscenza e dell'innovazione
16 comuni - 135,82 Kmq - 315.749 abitanti - 98.627 addetti

ARESE, BARANZATE, BOLLATE, CESATE, CORNAREDO, GARBAGNATE MILANESE, LAINATE, NOVATE MILANESE, PERO, POGLIANO MILANESE, PREGNANA MILANESE, RHO, SENAGO, SETTIMO MILANESE, SOLARO, VANZAGO




Progetti e azioni



Un programma per l’innovazione
Sulla spinta di Expo e del programma di sviluppo del sito in chiave di polo della ricerca e dell’innovazione, il Nord Ovest si presta ad essere il principale campo di sperimentazione per l’avvio di un programma per l’innovazione e lo sviluppo.
Attraverso un impegno comune tra le Amministrazioni, in chiave di Zona omogenea, si proverà a costruire un protocollo di azioni e politiche che possano contribuire ad intercettare la nuova domanda in chiave di impresa 4.0, in ottica di internazionalizzazione d’impresa e attrattitività del territorio. Le politiche dovranno essere orientate ad abilitare il sistema economico: accompagnando la riconversione di alcuni settori in difficoltà, prevalentemente manifatturieri; favorendo lo sviluppo di settori chiave rivolti in particolare alla sfera dei servizi; promuovendo azioni e servizi che incentivino la creazione e localizzazione di imprese innovative (incubatori, fab-lab, startup, co-working, ecc.), in chiave di sharing economy; orientando le politiche di formazione e avviamento al lavoro, in linea con la propensione delle nuove attività. Lo sviluppo del programma dovrà vedere il coinvolgimento attivo delle forze economiche, delle imprese e degli attori sul territorio, per meglio comprendere esigenze e domande e sviluppare soluzioni condivise.
Appare inoltre fondamentale promuovere e valorizzare le eccellenze e le potenzialità territoriali, economiche e sociali del Nord Ovest, attraverso forme di fruizione di turismo “fuori porta” e l'implementazione delle opportunità per lo sviluppo delle imprese locali anche sui mercati internazionali.
Il programma dovrà integrarsi con i due successivi: un patto per la semplificazione e l’Agenda per la rigenerazione urbana si configurano infatti rispettivamente come leva e strumento chiave per la programmazione degli interventi e la dotazione di servizi.

Patto per la semplificazione e la competitività
Per rendere competitivo e attrattivo il territorio per imprese e cittadini, pur nei limiti delle possibilità di azione di questo contesto, appare fondamentale sviluppare un processo orientato in forma più estesa all’abilitazione del sistema economico locale, attraverso la definizione di un “patto per la semplificazione e la competitività”, che estenda l’impegno ad intervenire concretamente sul funzionamento della “macchina amministrativa pubblica”.
Le azioni dovranno rispondere a criteri orientati a garantire maggiore efficacia ed efficienza alle attività delle Amministrazioni, attraverso: la semplificazione dell’azione amministrativa; l’omogeneizzazione di norme, regolamenti e pratiche; la messa in comune di buone prassi ed esperienze.
L’obiettivo è quello di rendere più competitivo il territorio nel suo complesso, incrementando i livelli di servizio per cittadini e imprese. Il primo passo prevede la predisposizione di un progetto pilota, da condividere e sviluppare insieme agli attori socio-economici del territorio, che si proponga il potenziamento in ordine alla digitalizzazione e messa in comune di alcuni servizi: SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) e catasto intercomunali, CUC (Centrale Unica di Committenza) di Zona omogenea, standardizzazione della modulistica e omogeneizzazione dei regolamenti in materia amministrativa, edilizia, commercio e attività produttive. Un progetto che deve partire dalla condivisione ed estensione di buone pratiche esistenti tra i Comuni, pur in un quadro di autonomia decisionale dei singoli Enti locali nelle materie di competenza.
Altro elemento e fattore di competitività riguarda il sistema delle società partecipate. Sempre in chiave di efficientamento dei servizi offerti, si valuta l’opportunità di verificare gli spazi di azione in ottica di riorganizzazione, al fine di mettere in comune esperienze e risorse, come ad esempio in tema di gestione integrata dei rifiuti.

Un’Agenda per la rigenerazione urbana
Il Nord Ovest ha vissuto una fase interessata da grandi trasformazioni, che hanno prodotto effetti significativi sia sul tessuto urbano sia sul tessuto economico e sociale. Si apre ora una fase nuova, che vedrà diversi campi d’azione. Da un lato si muoveranno le grandi trasformazioni, con Expo ed ex Alfa Romeo in primo piano, connesse ed integrate a sistemi di relazioni più ampie della Zona omogenea e solo in parte governabili a livello locale. Queste grandi trasformazioni porteranno degli effetti di più vasta scala, non riconducibili ai siti stessi. Effetti che, se ben governati, potranno definirsi come grandi opportunità di sviluppo per il Nord Ovest, rispetto alle attività d’impresa e al mercato del lavoro, ma al territorio e alla qualità urbana.
Dall’altro lato, emerge con forza una problematica legata alla qualità di molti ambiti urbani che intercettano, in particolare, il tema delle aree produttive dismesse di dimensioni “minori”, sempre più numerose e complesse da trasformare senza adeguati strumenti. Un fatto che non influisce solo sulla qualità urbana, ma che intreccia anche temi di sicurezza, adeguatezza della dotazione dei servizi, qualità dell’ambiente e inquinamento del suolo.
Alla luce di questo quadro, appare fondamentale dotarsi di politiche orientate alla valorizzazione dei processi di rigenerazione urbana. L’avvio e la promozione di una riflessione comune su questi temi, porterà a dotarsi di un’Agenda per la rigenerazione urbana alla scala della Zona omogenea, attraverso la quale è possibile promuovere un’idea di sviluppo supportata da una strategia spaziale e da adeguati strumenti di promozione e attuazione.
Attraverso l’Agenda il Nord Ovest si dota di uno strumento funzionale a individuare ambiti strategici, linee di indirizzo, criteri e strumenti comuni di intervento, finalizzati a delineare pratiche innovative e favorire i processi di riuso (anche temporaneo) del territorio, in chiave di sostenibilità e innovazione, integrando temi connessi alla mobilità, all’ambiente e allo sviluppo economico.
Infine, la costruzione di un “atlante delle opportunità” sul territorio, adeguatamente supportato da un quadro di regole omogenee e opportune garanzie in ordine alla certezza del diritto e ai tempi delle pratiche amministrative, si configura come potente strumento per le politiche di attrattività e di marketing territoriale.

Mobilità a Nord Ovest
Uno dei temi più sentiti dai Comuni della Zona omogenea è rappresentato dalla mobilità. A valle di una stagione di forti investimenti e interventi in termini di infrastrutturazione viabilistica, che hanno profondamente ridefinito gli assetti territoriali e di mobilità, appare oggi necessario attivare un progetto che possa valutare concretamente gli effetti prodotti da queste grandi infrastrutture sul sistema della mobilità. In particolare appare fondamentale valutare le possibilità di integrazione tra le differenti forme di mobilità, verificando i possibili campi d’azione.
Si rileva inoltre la presenza di una serie di criticità specifiche dovute a una poco attenta programmazione dei servizi di TPL, che creano difficoltà di connessione con alcuni importanti servizi pubblici. Alla luce di questi elementi di valutazione, nonché in vista del varo dell’Agenzia per il TPL, appare opportuno avviare un progetto condiviso tra i Comuni finalizzato a definire le priorità e gli orientamenti per lo sviluppo per la mobilità nel Nord Ovest.
Lo strumento identificato, configurabile come un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), è in grado di garantire una molteplicità di risultati. Due sono i principali fronti d’azione dello strumento.
• La programmazione degli interventi infrastrutturali, con priorità agli interventi finalizzati a migliorare l’integrazione modale. Ciò significa lavorare: sulle reti di trasporto pubblico, valutando adeguatamente le priorità e le possibilità per l’ambito; sulla viabilità, attraverso una programmazione integrata tra i Comuni della Zona omogenea delle priorità di intervento e l’implementazione dei progetti di fattibilità più rilevanti; sulla mobilità dolce, promuovendo l’integrazione delle reti comunali esistenti; sulla programmazione dei nodi di interscambio.
• Un progetto di riorganizzazione del TPL, finalizzato a dotare i Comuni della Zona omogenea di adeguati strumenti di analisi e di una proposta di riorganizzazione che possa superare le attuali criticità. Fondamentali in particolare le relazioni con la programmazione della città di Milano e un progetto che sia in grado di offrire soluzioni in grado di migliorare le connessioni alle principali polarità esistenti (in primo luogo poli sanitari e scolastici). Fondamentale lavorare sull’intermodalità, in particolare tra gomma, ferro e mobilità dolce, in una visione che possa integrare il modello “classico” con le nuove forme di “mobilità intelligente”, a partire dall’estensione delle forme di bike&car sharing, valutando la possibilità di promuovere l’uso di mezzi più ecologici, di tipo elettrico, e sfruttando le nuove tecnologie, utili ad esempio per attivare strumenti di infomobilità.
L’attivazione di politiche e progetti condivisi e adeguatamente contestualizzati, oltre a rendere più efficiente la programmazione dei singoli Comuni, offre maggiori possibilità di attrarre investimenti e di partecipare a bandi di finanziamento di diversa natura. Attraverso una visione progettuale convincente sarà inoltre possibile interagire in forma strutturata con la nascente Agenzia per la mobilità, che avrà il compito di programmazione del trasporto pubblico, inquadrando in modo efficace le priorità per l’ambito.

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