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Zona omogenea Sud Est

Sud EstOrientare lo sviluppo attraverso la Smart Land
15 comuni - 179,72 Kmq - 173.267 abitanti - 73.733 addetti.

CARPIANO, CERRO AL LAMBRO, COLTURANO, DRESANO, MEDIGLIA, MELEGNANO, PANTIGLIATE, PAULLO, PESCHIERA BORROMEO, SAN COLOMBANO AL LAMBRO, SAN DONATO MILANESE, SAN GIULIANO MILANESE, SAN ZENONE AL LAMBRO, TRIBIANO, VIZZOLO PREDABISSI.




Progetti e azioni



Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Zona omogenea
Uno dei temi più sentiti dai Comuni della Zona omogenea è rappresentato dalla mobilità. Oltre al tema della tariffazione unica, che dovrà trovare soluzione a livello metropolitano, si rileva la presenza di una serie di criticità specifiche dovute a una poco attenta programmazione dei servizi di TPL, che creano difficoltà di connessione in particolare con alcuni importanti servizi pubblici.
Alla luce di questi elementi di valutazione, nonché in vista del varo dell’Agenzia per il TPL, la Zona omogenea valuta l’opportunità di avviare un progetto condiviso tra i Comuni finalizzato a definire le priorità e gli orientamenti per lo sviluppo della mobilità nel Sud Est.
Lo strumento, configurabile come un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), in prospettiva contribuisce a garantire una molteplicità di risultati. Due sono i principali fronti d’azione dello strumento.
• Un progetto di riorganizzazione del TPL, finalizzato a dotare i Comuni della Zona omogenea di adeguati strumenti di analisi e di una proposta di riorganizzazione che possa superare le attuali criticità. Fondamentali in particolare le relazioni con la programmazione della città di Milano e un progetto che sia in grado di offrire soluzioni funzionali a migliorare le connessioni alle principali polarità esistenti (in primo luogo poli sanitari e scolastici). Fondamentale lavorare sull’intermodalità, in particolare tra gomma, ferro e mobilità dolce (valutando ad esempio gli effetti della nuova stazione FNM di San Giuliano Milanese e relativo parcheggio di interscambio), in una visione che possa integrare il modello “classico” con le nuove forme di “mobilità intelligente”, a partire dall’estensione delle forme di bike&car sharing, valutando la possibilità di promuovere l’uso di mezzi più ecologici, di tipo elettrico, e sfruttando le nuove tecnologie, utili ad esempio per attivare strumenti di infomobilità.
• La programmazione degli interventi infrastrutturali, conferendo priorità agli interventi finalizzati a migliorare l’integrazione modale. Ciò significa lavorare: sulle reti di trasporto pubblico, valutando adeguatamente le priorità e le possibilità per l’ambito (a partire dalla rivalutazione del prolungamento M3 a Paullo); sulla viabilità, attraverso una programmazione integrata tra i Comuni della Zona omogenea delle priorità di intervento e l’implementazione dei progetti di fattibilità più rilevanti (ad es. la de-semaforizzazione della Paullese); sulla mobilità dolce, promuovendo l’integrazione delle reti ciclabili comunali oggi esistenti (a partire dal progetto del percorso delle abbazie e il cammino della Valle dei Monaci e dal recupero del sedime ferroviario dismesso della Milano-Genova tra Rogoredo e Poasco); sulla programmazione dei nodi di interscambio, incentivando l’intermodalità.
Attraverso il PUMS si può interagire in forma strutturata con la nascente Agenzia per la mobilità, che avrà il compito di programmazione del trasporto pubblico, inquadrando in modo efficace le priorità per l’ambito. Sarà inoltre possibile attivare politiche e progetti condivisi e adeguatamente contestualizzati, che, oltre a rendere più efficiente la programmazione dei singoli Comuni, potranno offrire maggiori possibilità di attrarre investimenti e di partecipare a bandi di finanziamento di diversa natura.
Lo strumento si configura come la prima sperimentazione di strumento operativo costruito e, in prospettiva, adottato dall’Assemblea dei Sindaci dalla Zona omogenea.

Un programma per la rigenerazione urbana
Da una valutazione dei differenti contesti locali, emerge con forza una problematica legata alla qualità di alcuni contesti urbani, in particolare rispetto al tema delle aree produttive dismesse, ma anche di contesti rurali, dovuti alla dismissione di molte cascine, sempre più numerosi e complessi da affrontare senza adeguati strumenti. Un fatto che non si limita ai temi della qualità urbana e territoriale, ma che intreccia anche temi di sicurezza, adeguatezza della dotazione dei servizi, qualità dell’ambiente e inquinamento del suolo.
Alla luce di questo quadro, appare fondamentale dotarsi di politiche orientate alla valorizzazione dei processi di rigenerazione urbana. Avviare una riflessione comune su questi temi, può portare alla definizione di un programma per la rigenerazione urbana, attraverso il quale generare un’idea di sviluppo supportata da una strategia spaziale e da adeguati strumenti di promozione e attuazione. L’individuazione di ambiti strategici, linee di indirizzo, criteri e strumenti comuni di intervento, è finalizzata a delineare pratiche innovative e favorire i processi di riuso (anche temporaneo) del territorio, in chiave di sostenibilità e innovazione, integrando temi connessi alla mobilità, all’ambiente e allo sviluppo economico.
Ciò anche in considerazione della possibilità di potersi raccordare in modo efficace con la programmazione metropolitana, che vedrà il prossimo avvio di costruzione del Piano Territoriale Metropolitano, nel quale si auspica possano trovare spazio strumenti di perequazione e compensazione territoriale a supporto delle politiche di Zona omogenea.
In questa fase si apre dunque la possibilità di avviare alcune operazioni pilota su aree sensibili, quali ad esempio la zona industriale di via Buozzi a San Donato Milanese, di Sesto Ulteriano a San Giuliano Milanese, l’area di “Plasticopoli” a Peschiera Borromeo, al fine di individuare e mettere a fuoco adeguati strumenti per il trattamento delle problematiche.

Accordo quadro per l’agricoltura, il paesaggio e la fruizione del territorio
Al fine di riconoscere e valorizzare il ruolo dell’agricoltura come elemento di connotazione territoriale, si promuove la formazione del Distretto Agricolo del Sud Est Milano. L’azione prevede la partnership dalla Zona omogenea con le aziende agricole locali e il Parco Agricolo Sud Milano, con un modello che sia in grado di integrare lo sviluppo dell’attività agricola con altre forme di promozione e sviluppo di beni e servizi per il territorio, in coerenza con le vocazioni naturali e territoriali.
L’esito previsto del percorso è la promozione di un Accordo Quadro e in seguito di un piano d’azione, partendo dalla mappatura e monitoraggio delle attività agricole attive. Grazie al riconoscimento del distretto agricolo a livello regionale, il piano d’azione sarebbe finanziabile attraverso i bandi dei Programmi Operativi Regionali e Nazionali, attraverso i Fondi Strutturali 2014-2020 (FEASR innanzitutto, ma anche FESR ed FSE), il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, i Programmi Europei a Gestione Diretta ed altre risorse pubbliche e private.
Gli obiettivi possono riguardare l’innovazione di prodotto, di processo e di filiera, in ottica di agricoltura di prossimità, la valorizzazione e promozione del territorio e della cultura rurale, la riqualificazione e valorizzazione paesaggistico ambientale, il potenziamento e miglioramento del sistema irriguo.
Sarebbe così possibile attivare progetti di valorizzazione del territorio, sia in chiave paesistico ambientale sia di sostegno all'agricoltura come mezzo di produzione con ricadute su un settore economico rilevante e attività fondamentale per la conservazione del paesaggio (mantenimento dell’estensione, della compattezza, della qualità dell’ambiente agricolo e orientamento verso pratiche rispettose dell’ambiente). In coerenza con le vocazioni naturali e territoriali si può promuovere un modello che sia in grado di integrare lo sviluppo dell’attività agricola con altre forme di sviluppo di beni e servizi per il territorio.
Direttamente connessa al tema agricolo, si aprirebbe inoltre la possibilità di valorizzazione fruitiva e turistica del territorio, con la promozione della capacità ricettiva dell’area unitamente allo sviluppo di percorsi tra le eccellenze del territorio, a partire dalla messa in rete e valorizzazione delle Abbazie, dei castelli e delle ville storiche.

Semplificazione ed efficienza amministrativa
Per rendere competitivo e attrattivo il territorio per imprese e cittadini, pur nei limiti delle possibilità di azione di questo contesto, appare fondamentale sviluppare un processo che estenda l’impegno ad intervenire concretamente sul funzionamento della “macchina amministrativa pubblica”.
Le azioni dovranno rispondere a criteri orientati a garantire maggiore efficacia ed efficienza alle attività delle Amministrazioni attraverso: la semplificazione dell’azione amministrativa, l’omogeneizzazione di norme, regolamenti e pratiche, la messa in comune di buone prassi ed esperienze.
L’obiettivo è quello di rendere più competitivo il territorio nel suo complesso, incrementando i livelli di servizio per cittadini e imprese. Il primo passo prevede la predisposizione di un progetto pilota, da condividere e sviluppare insieme agli attori socio-economici del territorio, che si proponga il potenziamento in ordine alla digitalizzazione e messa in comune di alcuni servizi; la standardizzazione della modulistica e omogeneizzazione dei regolamenti in materia amministrativa, edilizia, commercio e attività produttive. Un progetto che non deve partire da zero, ma dalla condivisione ed estensione di buone pratiche esistenti tra i Comuni, pur in un quadro di autonomia decisionale dei singoli Enti locali nelle materie di competenza.

Protocollo Polizia locale intercomunale
Un campo di sperimentazione riguarda la Polizia Locale. L’obiettivo è quello di avviare un progetto finalizzato alla costituzione di un modello organizzativo sovracomunale stabile, che offra la possibilità di mettere in comune alcuni servizi, a partire da quelli amministrativi, liberando risorse umane grazie alla messa a fattore comune della dotazione organica o parte di essa. Si intende così arrivare a una maggiore efficienza complessiva del servizio, con la possibilità di implementare i turni a invarianza di organico, anche attraverso un piano di sviluppo del servizio per passaggi progressivi, prevedendo inizialmente anche un’organizzazione per sub ambiti. In questa chiave il primo passaggio prevede la valutazione di alcune buone pratiche già sviluppate in altri ambiti, come ad esempio nel Nord Ovest Milano nell’ambito del Patto per Expo 2015 e nell’Alto Milanese tra i Comuni dell’asse del Sempione. Da valutare inoltre la possibilità di avviare un lavoro interforze con gli altri corpi, carabinieri e polizia, in raccordo con la Prefettura.
Il convenzionamento del servizio permetterebbe inoltre di incrementare le possibilità di accesso all’assegnazione di cofinanziamenti per la realizzazione di progetti in materia di sicurezza urbana.

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