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Parco Adda Nord

Via Benigno Calvi n. 3, 20056 Trezzo sull'Adda (MI)
Tel: 02 9091229
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Il Parco dell'Adda Nord comprende i territori rivieraschi dell'Adda, lungo il tratto che attraversa l'alta pianura, a valle del lago di Como, dai laghi di Garlate ed Olginate fino a Trucazzano, oltre il quale inizia il Parco Adda sud.
In questo tratto il fiume si snoda tra rive incassate, con tipici affioramenti del "ceppo" e costituisce un paesaggio caratteristico che alterna zone a tratti fittamente boscate ed aree più antropizzate.

Particolarmente rilevanti gli aspetti archeologici e monumentali, con le opere di ingegneria idraulica di inizio secolo come le chiuse di Leonardo (Trezzo sull'Adda), il ponte di Paderno e il villaggio operaio di Crespi d'Adda.

La gola dell'Adda

L'ambiente fisico attraversato dal tratto di fiume Adda compreso nel Parco Adda Nord, è caratterizzato dalla presenza di un sistema di terrazzi fluvio-glaciali.

Il ghiacciaio che millenni or sono, nel quaternario, scendeva dalle Alpi verso la pianura, nel suo alterno avanzare e regredire, ha dato origine a formidabili anfiteatri morenici.

Ritiratosi definitivamente il ghiacciaio, il fiume si è lentamente scavato il proprio letto trasportando con sé enormi quantità di detriti morenici.
I territori attraversati dal fiume sono perciò costituiti sia da depositi fluvio-glaciali più antichi (argille rosso giallastre, i cosiddetti ferretti) e localmente, soprattutto tra Paderno e Trezzo, da banchi conglomeratici (ceppo), erosi dal corso del fiume che ha formato in loro ripide pareti verticali, sia da depositi di epoca più recente, materiali ghiaiosi e sabbiosi, che risultano presenti soprattutto tra Cassano e Truccazzano.

I grandi boschi, che fino al secolo scorso ricoprivano ancora in larga parte il territorio circostante il fiume, sono stati in seguito fortemente ridimensionati dalla presenza stabile e sempre più robusta delle comunità umane, cresciute unitamente allo sviluppo delle attività produttive agricole e industriali.
Malgrado ciò, oggi rimangono ancora non poche aree interessanti per la vegetazione.
Lungo le rive a nord di Trezzo sono presenti pioppi neri, robinie, salici bianchi, ontani neri, farnie. Oltre al bosco di alto fusto, vaste aree sono ricoperte di essenze tipiche del bosco ceduo e del sottobosco: carpino, castagno, sanguinella, nocciolo, robinia.
Tra la vegetazione palustre si possono ammirare i più bei fiori d'acqua: la delicata ninfea, il giglio selvatico giallo, il mughetto e numerose famiglie di veronica a spiga.
In questo ambiente trova rifugio una ricca fauna.

Il fiume e il territorio circostante sono ricchi di significative testimonianze storiche che rimandano alle epoche più diverse e lontane. Il fiume stesso ha segnato il confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e ha rappresentato un'importante via di comunicazione culturale e commerciale sia verso Bergamo che verso Milano.

Sono numerose lungo il corso dell'Adda le opere di fortificazione, compiute nei secoli.
Antichissimo è il castello di Trezzo di cui oggi resta la primitiva rocca longobarda che la tradizione vuole edificata dalla regina Teodolinda.
Da quella prima rocca ebbe origine una tormentata storia di lotte, di conquiste e di morti che vide protagonisti Federico Barbarossa, i Torriani, i Visconti.
Nelle sue segrete venne rinchiuso fra gli altri il duca di Milano Bernabò Visconti, vittima delle lotte di potere interne ai casati.
Il castello di Cassano fu teatro di numerose battaglie.
Anteriore al 1.000, secondo la storia, vi soggiornò anche Carlo Magno.
Nel territorio di Truccazzano, in frazione di Corneliano Bertario, si trova un castello ove si dice soggiornasse Federico Barbarossa durante le lotte con i milanesi del 1164.

La Martesana a Concesa di Trezzo

Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana. In soli 35 anni, dal 1439 al 1475, nel territorio milanese furono costruiti ben 90 chilometri di canali resi navigabili dalla presenza di 25 conche.
Un primato che nessun'altra città a quel tempo fu in grado di eguagliare.

Era il 1482 quando Leonardo da Vinci, appena giunto a Milano, ricevette incarico da Ludovico il Moro di studiare un sistema per permettere la navigazione dal lago di Como fino a Milano.
Una soluzione a questo problema è rintracciabile all'interno di alcuni disegni del Codice Atlantico.
Sebbene la navigazione risultasse spesso difficile a causa degli eccessivi prelievi d'acqua a scopi irrigui, solo nel 1574 il Martesana fu rinnovato ed ampliato e le sue acque regimentate.
Un'altra geniale soluzione per il superamento dei 24 metri di dislivello delle rapide di Paderno fu pensata a metà del '500 da Giuseppe Meda che ideò una nuova conca che, secoli più tardi, diverrà il Naviglio di Paderno.
I lavori iniziarono nel 1591, ma non vennero ultimati se non nel 1777, sotto il governo austriaco di Maria Teresa.
Allo scopo di recuperare, valorizzare e poter riutilizzare il tratto dell'Adda studiato da Leonardo, il Parco Adda Nord, il Comitato per il restauro delle chiuse dell'Adda con la Provincia di Milano ed il sostegno della Regione Lombardia, hanno chiesto e conseguito il riconoscimento dell'Unione Europea di includere questa parte del fiume nel progetto "Canaux Historiques Voies d'Eau Vivantes".

Il ponte in ferro di Paderno d'Adda è unanimemente considerato come un vero e proprio simbolo dell'archeologia industriale in Italia e come una delle più interessanti realizzazioni dell'ingegneria italiana nell'Ottocento.

Ponte di Paderno sull'Adda

 Costruito tra il 1887 ed il 1889 dalla Società Nazionale delle Officine Savigliano su progetto dell'ingegnere svizzero Rothlisberger, il ponte è lungo 266 metri ed è percorso dalla strada ferrata e dalla strada provinciale per Bergamo.
Il più antico monumento industriale tra quelli rimasti ancora visibili lungo l'Adda è lo stabilimento Velvis di Vaprio d'Adda che già nel 1857 Cesare Cantù citava nella sua grande illustrazione del Lombardo-Veneto per la qualità dei velluti che si producevano.
A quell'epoca lo stabilimento apparteneva alla società "Sioli Dell'Acqua & Co.", ma nel 1865 fu rilevata dal duca Visconti di Modrone da cui prese il nome che ancora oggi la contraddistingue, Velvis che sta per velluti Visconti.
A Cassano d'Adda sorge il Linificio Canapificio Nazionale inizialmente destinato alla semplice filatura, ma poi completato con i reparti per la tessitura e il candeggio di lino e canapa. Oggi il linificio è abbandonato e in attesa di recupero.

La villa padronale del villaggio Crespi d'Adda, patrimonio mondiale Unesco

 Il villaggio di Crespi d'Adda, fondato dall'industriale cotoniero Cristoforo Benigno Crespi, che da poco aveva qui costruito un moderno cotonificio, rappresenta un caso quasi unico in Italia di un paese letteralmente inventato dal nulla per fornire alloggio agli operai, agli impiegati ed ai dirigenti dell'azienda.
E' questo un classico esempio dell'ideologia paternalistica aziendale dove filantropia, utopia e interesse economico si integrano sull'esempio delle company towns inglesi nel progetto di controllo della manodopera.
Il rigido sistema di gerarchie sociali si realizza anche nell'organizzazione dello spazio: al centro geografico la fabbrica, da qui si dipartono due assi perpendicolari.
Il primo, parallelo al fiume, fiancheggia lo stabilimento fino al cimitero e separa gli spazi del lavoro da quelli della zona di residenza, del tempo libero e dei servizi;
il secondo collega il corpo centrale dell'opificio con la piazza alberata antistante la pineta.
Gli edifici residenziali sono distribuiti a maglia regolare con una successione di crescente prestigio man mano che ci si allontana dalla fabbrica.
In un primo momento, a partire dal 1878, furono costruite alcune grandi case plurifamiliari per gli operai, poi dal 1889 fu il momento delle villette mono e bifamiliari, costruite sul modello dei cottages inglesi.
Nel 1894 iniziò la costruzione della villa dei Crespi, progettata in forma di castello, con tanto di torri e merli, dall'architetto Pirovano; l'anno prima era terminata l'edificazione della chiesa, su progetto dell'architetto Cavenaghi. Fino al 1925 seguirono altre opere che completarono la struttura.
Per l'eccezionalità ed unicità del sito, assieme al paesaggio che richiama alle opere di Leonardo da Vinci, Crespi d'Adda è stato dichiarato PATRIMONIO MONDIALE dell'Umanità, sotto egida dell'UNESCO.

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