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Basso Corso e Sponde del Ticino - Sito IT2080002

L’area, di circa 8.564 ettari di estensione, è posta a cavallo tra Lombardia e Piemonte. Nella parte lombarda è ricompresa all’interno del Parco Naturale della Valle del Ticino ed interessa la Città Metropolitana di Milano (Comuni di Abbiategrasso, Azzero, Morimondo, Besate e Motta Visconti) per un totale di 3.540 ettari, e la Provincia di Pavia.

Il Sito comprende sia la depressione valliva del fiume Ticino, sia parte della pianura in cui è inciso il solco fluviale, la cosiddetta bassa pianura.
Risulta perciò costituita da alluvioni fluviali recenti e attuali. Qui il Ticino presenta un andamento per lo più meandriforme, particolarmente ricco di isole, molte delle quali temporanee e non consolidate.

L’elemento vegetazionale più importante è rappresentato dai boschi ripari, tuttavia non mancano esempi di vegetazione di greto, di praterie secche e di vegetazione acquatica palustre.
Per quanto concerne l’uso del suolo, gli elementi più diffusi sono le colture cerealicole e i pioppeti coltivati; sono presenti anche insediamenti antropici.

 

ASPETTI VEGETAZIONALI

Le tipologie vegetazionali spontanee riscontrabili all’interno del Sito comprendono diverse cenosi boschive, arbusteti, pratelli terofitici, vegetazione erbacea igrofila e vegetazione acquatica.

Le cenosi boschive comprendono:

- foreste mesofile a dominanza di querce e carpino bianco, che si sviluppano su suoli acidi ed argillosi, ascrivibili all’habitat 9160;
- boschi igrofili, tra cui boschi e boscaglie a dominanza di Salix alba, a bordura delle diramazioni del Ticino o sulle isole fluviali, e boschi e boscaglie di ontano nero, su suoli molto umidi e torbosi.

Entrambe le cenosi sono ascrivibili all’habitat 91E0;

- foreste a dominanza di specie esotiche (robinia e/o prugnolo tardivo), cenosi degradate, floristicamente e spesso di sostituzione di boschi autoctoni, per altro poco limitate.

Su substrati ricchi di scheletro, fortemente drenati, si rinvengono boscaglie a Quercus robur e Fraxinus ornus ed arbusteti mesoxerofili a Ligustrum vulgare, Prunus spinosa, Rosa canina, Crataegus monogyna e Rhamnus catharticus, spesso in situazioni di mosaico con pratelli terofitici con abbondante copertura lichenica, ascrivibili all’habitat 6210 e lande più acidofile dominate da Calluna vulgaris e Genista spp., ascrivibili all’habitat 4030.
I greti sabbioso-limosi sono colonizzati da diverse specie del genere Polygonum e Bidens, che insieme ad altre specie costituiscono pratelli terofitici nitrofili ascrivibili all’habitat 3270.

Nei corpi d’acqua sono state riscontrate vegetazioni a Ranunculus, Potamogeton e Callitriche, ascrivibili all’habitat 3260, mentre nelle bassure umide è possibile osservare fasce a carici e/o Phragmites australis e talvolta piccole comunità composte da specie del genere Cyperus ed Elecharis, ascrivibili all’habitat 3130.

 

VALENZA AMBIENTALE COMPLESSIVA

Gli habitat e le specie sopra elencate costituiscono elementi di pregio e di valore naturalistico, in relazione alla notevole biodiversità specifica ed ecosistemica che determinano nell’area in oggetto.
In particolare la presenza dei boschi a querce, carpini e olmi, nonchè le boscaglie a salici e ontano nero sono molto importanti, anche per questo Sito come per gli altri del Ticino, perchè costituiscono relitti della vegetazione forestale planiziale padana, altrove quasi completamente scomparsa a causa dell’antropizzazione del territorio.
Inoltre essi presentano una discreta estensione e continuità ecosistemica in un contesto circostante, come quello dell’intera Pianura Padana, dove l’elevatissima frammentazione ambientale ha ridotto altri habitat analoghi a residui molto isolati e di ridotte superfici.

Questo SIC, come tutta la valle del Ticino, diventa un’importante via di transito di numerose specie migratrici e collega la valle del Po (e da essa l’Appennino) ai laghi prealpini e quindi alle Alpi.
Per le popolazioni di alcune specie poi questo territorio costituisce una vera e propria sorgente di irradiamento verso l’esterno. In questo lungo tratto, infatti, la valle del Ticino esprime forse la massima diversità ambientale, sia ecosistemica sia strutturale e concorre al mantenimento di discrete popolazioni di specie minacciate a livello europeo (es. Ardeidi).
Tale importanza è stata riconosciuta dal recente inserimento di questo territorio tra i siti del Programma MAB dell’UNESCO.

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