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Ricerca e utilizzo acque minerali e termali

Si considerano acque minerali quelle acque che, per le loro caratteristiche chimico – fisiche, vengono adoperate come bevanda e per usi curativi; negli ultimi anni, le acque minerali naturali sono state identificate principalmente come acque da tavola, spesso in sostituzione delle acque dell'acquedotto. Sono invece definite acque termali, le acque minerali naturali le cui particolari caratteristiche chimico – fisiche e batteriologiche le rende utilizzabili per fini terapeutici.
Ai sensi della L.R. n. 1/2001, la Città metropolitana di Milano gestisce la materia della ricerca, coltivazione e concessione di acque minerali e termali e il controllo sulla corretta gestione delle concessioni stesse; è invece in capo alla Regione la definizione dei relativi canoni. La L.R. n. 44/80 "Disciplina della ricerca, coltivazione e utilizzazione della acque minerali e termali" regola il procedimento finalizzato alla ricerca, alla coltivazione ed all’utilizzo di acque minerali e termali.
L'iter per lo sfruttamento della risorsa termale e minerale prevede due fasi successive:

  1. autorizzazione alla ricerca ;
  2. concessione per l'utilizzo.

La normativa di riferimento è la seguente:

  • D. Lgs. 25 gennaio 1992, n. 105 e succ. modifiche "Attuazione della direttiva 80/777/CEE relativa alla utilizzazione e alla commercializzazione delle acque minerali naturali" ;
  • D. Lgs. 4 agosto 1999 n. 339 e succ. modifiche "Disciplina delle acque di sorgente e modificazioni al decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 105, concernente le acque minerali naturali, in attuazione della direttiva 96/70/CE";
  • Legge 24 ottobre 2000, n 323 "Riordino del settore termale";
  • Legge Regionale 29 aprile 1980, n. 44 e succ. modifiche "Disciplina della ricerca, coltivazione e utilizzo delle acque minerali e termali".
Fase 1: Ricerca (art. 3-5 e 9 L.R. n. 44/80)

Istanza per l'ottenimento del permesso di ricerca di acqua minerale naturale ad uso imbottigliamento o termale o di acqua di sorgente.

La ricerca di acque minerali e termali è consentita solo a chi sia munito del relativo permesso. Il richiedente dovrà dimostrare di possedere la capacità tecnica ed economica adeguata all'importanza della ricerca da svolgere.

Il permesso - rilasciato per un'area non eccedente i trecento ettari - non può avere una durata superiore ai tre anni e prevede il pagamento di un canone annuo proporzionale all'area oggetto di ricerca.
Per ottenere il permesso è necessario inoltrare, alla Città metropolitana di Milano – Servizio Risorse Idriche, apposita istanza in bollo con allegata la documentazione prevista dalla legge.

Fase 2: Concessione (art. 14 e 22 L.R. n. 44/80)

Istanza per l'ottenimento della concessione idromineraria di acqua minerale naturale ad uso imbottigliamento o termale terapeutico.

La coltivazione di giacimenti di acque minerali e termali è subordinata al rilascio di apposita concessione.
La concessione ha una durata massima di trent'anni e prevede il pagamento di un canone annuo proporzionale all'area oggetto di concessione.

Per avviare il procedimento di concessione è necessario depositare, presso la  Città metropolitana di Milano – Servizio Risorse Idriche, apposita istanza in bollo con allegata la documentazione prevista dalla legge.

Le acque minerali e termali nella provincia di Milano

In  Città metropolitana di Milano  esiste un'unica concessione operativa e autorizzata; situata in comune di San Colombano al Lambro – Località Gerette è costituita da 5 fonti denominate Apollo, Laura, Vittoria, Elio, Leone, Nuova e Ariete. Si tratta di acque tipicamente clorurato-sodiche e bicarbonato-calciche caratterizzate da salinità piuttosto elevata e da un buon contenuto di idrogeno solforato.

Sito Regione Lombardia - sezione acque termali