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Pozzi ad uso domestico

L'uso domestico delle acque sotterranee non è soggetto a concessione e al pagamento del relativo canone a condizione che:

  • l'uso non riguardi acque estratte da risorse qualificate
  • l'uso sia rivolto al nucleo familiare dell'utilizzatore e non si configuri un'attività economico-produttiva o avente finalità di lucro, in particolare sono considerati pozzi per uso domestico:
    • quelli utilizzati dal proprietario del terreno in cui è localizzata l'opera di presa (ovvero dall'usufruttuario o dall'affituario, purchè il proprietario dia il suo consenso) per gli usi tipici della famiglia come l'uso igienico-potabile solo in zone non servite dal pubblico acquedotto; l'uso domestico potabile non è ammesso per un agriturismo, in quel caso bisogna presentare domanda di concessione;
    • quelli utilizzati per l'innaffiamento di orti e giardini, ma non per l'irrigazione di giardini condominiali, nè per l'irrigazione di appezzamenti agricoli e nemmeno per l'irrigazione di appezzamenti suddivisi in orti da assegnare a privati cittadini;
    • quelli utilizzati per l'abbeveraggio degli animali, ma non per l'allevamento zootecnico;
  • la portata massima non sia superiore a 1 l/s;
  • il volume di prelievo non ecceda il limite di 1.500 m3/anno

il pozzo domestico è quindi una piccola fonte di attingimento, con profondità limitata, che non utilizza acque pregiate destinate ad usi prioritari.

Il pozzo domestico non è soggetto alla denuncia dei volumi prelevati ai sensi dell'art. 33 R.R. n. 2/2006.

» Cosa deve fare chi vuole aprire un pozzo domestico

» Come chiedere l'apertura di un pozzo domestico ad uso potabile

» Come chiedere la chiusura di un pozzo domestico

» Come pagare il canone

Cosa deve fare chi vuole aprire un pozzo domestico

L'utente che ha intenzione di perforare un pozzo ad uso domestico o domestico potabile deve darne preventiva comunicazione alla Città metropolitana di Milano.

Fino al 31 dicembre 2018 occorre inviare alla  Città metropolitana di Milano la comunicazione unicamente utilizzando la piattaforma Inlinea, successivamente a quella data dovrà utilizzare l'applicativo SIPIUI della Regione Lombardia.


Nel caso il richiedente sia diverso dal proprietario del mappale su cui verrà perforato il pozzo ad uso domestico, è necessario allegare il consenso scritto espresso con scrittura privata autenticata; in caso contrario è sufficiente allegare copia dell'atto di proprietà.

Il pozzo non potrà essere perforato prima che sia decorso il termine di 60 gg dalla data di ricevimento della richiesta al protocollo della Città metropolitana.

Eventuali reflui, generati dall'utilizzo dell'acqua emunta dal pozzo domestico, devono essere scaricati  osservando  le prescrizioni  la normativa vigente in materia di scarichi.
il proprietario del fondo è responsabile dell'uso e del mantenimento del pozzo in perfette condizioni d'uso, igiene e sicurezza.

Alla conclusione dei lavori viene inviata da parte del richiedente comunicazione relativa alla fine dei lavori con la dichiarazione che i lavori sono stati eseguiti a norma di legge, con indicate eventuali variazioni delle caratteristiche tecniche del pozzo rispetto a quelle indicate nella comunicazione con allegate la stratigrafia del pozzo e la scheda utenza.

Come chiedere l'apertura di un pozzo domestico ad uso potabile

Quasi tutto il territorio provinciale è servito da pubblici acquedotti. Nei casi in cui sussistano insediamenti isolati, non raggiungibili dalle reti, ove non sia previsto lo sviluppo dell'acquedotto nel breve periodo, può essere richiesto  anche l'uso potabile, previo parere:

  • dell'ATS Milano Città metropolitana;
  • del Gestore del Servizio Idrico Integrato;
  • del Comune competente per territorio per gli aspetti non inerenti all'erogazione del servizio del pubblico acquedotto (Vincoli, destinazione urbanistica ecc.).

Le condizioni necessarie  per ottenere l'assenso quindi sono la verifica dell'impossibilità di allacciarsi al pubblico acquedotto e la possibilità di approvvigionamento con acque provenienti da falde profonde o da sorgenti ben protette e risultanti potabili.

L'iter procedimentale per i pozzi domestici ad uso potabile è lo stesso descritto sopra per i pozzi domestici. Si ricorda al titolare del pozzo ad uso domestico-potabile che dovrà preventivamente richiedere all'ATS di riferimento il giudizio di idoneità per l'uso potabile ai sensi del D.Lgs. n. 31/2001.

Come chiedere la chiusura di un pozzo domestico

Da parte dell'utente può essere richiesta la chiusura del pozzo per inutilizzo o altro motivo.

Fino al 31 dicembre 2018 occorre inviare alla  Città metropolitana di Milano la comunicazione unicamente utilizzando la piattaforma Inlinea, successivamente a quella data dovrà utilizzare l'applicativo SIPIUI della Regione Lombardia.

Fino al 31 dicembre 2018, utilizzando la piattaforma web  Inlinea si dovrà allegare anche un progetto di ripristino dei luoghi che dovrà illustratre le modalità d'intervento, chiarendo le precauzioni e le tecniche adottate per chiudere il pozzo, ripristinando le separazioni originarie, evitando ogni rischio d'inquinamento o contaminazione. Il progetto dovrà contenere anche la descrizione delle caratteristiche dell'opera di captazione, l'indicazione dell'anno di realizzazione della derivazione, gli eventuali trasferimenti di proprietà, le eventuali modifiche intervenute sino a oggi, descrivere gli effetti che la chiusura causerebbe su eventuali pozzi limitrofi, la stratigrafia dei terreni attraversati, il contesto idrogeologico, la caratterizzazione del pozzo (monofalda/plurifalda) e infine, da una proposta concernente le specifiche modalità di chiusura e cementificazione.

Decorsi 30 gg dalla data di richiesta si può procedere alla chiusura come previsto.
La Città metropolitana di Milano si riserva di effettuare controlli.
Alla conclusione dei lavori deve essere inviata da parte del richiedente comunicazione relativa alla fine dei lavori con la dichiarazione che i lavori sono stati eseguiti a norma di legge.