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Domande ricorrenti

Questa sezione intende fornire le risposte alle domande tecniche più frequenti - le cosiddette Faq (Frequently asked questions) - inerenti l'applicazione della normativa regionale lombarda sull'inquinamento luminoso. Il pubblico di riferimento è in particolar modo quello degli amministratori locali e dei tecnici comunali, ma anche progettisti, installatori e cittadini interessati. Le domande sono presentate con un ordine progressivamente più specifico e tecnico. Si avverte che questo servizio ha carattere puramente informativo, pertanto può contenere semplificazioni o rielaborazioni dei testi di legge: è sempre opportuno consultare le versioni originali della normativa vigente . Inoltre non si garantisce l'immediato aggiornamento dei testi al variare della normativa.

» Cos'è l'inquinamento luminoso?
» Perchè l'inquinamento luminoso è dannoso ?
» Quali leggi tutelano dall'inquinamento luminoso?
» La legge tutela anche dall'abbagliamento e dalla luce intrusiva?
» Quali impianti di illuminazione devono rispettare la legge antinquinamento luminoso?
» Cosa si intende per impianto "antinquinamento luminoso"?
» Cosa si intende per impianto "a ridotto consumo energetico"?

» Cosa sono le fasce di rispetto?
» Quali criteri di illuminazione bisogna applicare nelle fasce di rispetto?
» Come posso sapere quali comuni rientrano nelle fasce di rispetto?
» Per le aree naturali protette esistono particolari disposizioni?
» Gli impianti di illuminazione esterna devono essere autorizzati?
» Quali impianti non devono essere autorizzati?
» Quali sono i compiti degli enti locali?
» Qual è il ruolo degli osservatori astronomici e delle associazioni per la tutela dall'inquinamento luminoso?
» A chi bisogna rivolgersi per segnalare un impianto che non rispetta la legge?
» Qual è il ruolo di ARPA?
» Cosa bisogna presentare per la richiesta di autorizzazione di un impianto di illuminazione esterna?
»La legge regionale che si occupa di inquinamento luminoso (L.R. 17/2000) prescrive anche requisiti di tipo energetico per gli apparecchi di illuminazione?


Cos'è l'inquinamento luminoso? E' una forma di inquinamento che si verifica quando la luce artificiale viene dispersa oltre la zona che dovrebbe illuminare. L'inquinamento luminoso è determinato dall'immissione nell'ambiente sia di luce diretta che riflessa. In ques'ultimo caso la dispersione è legata all'eccessiva intensità con la quale si illumina la superficie. Una forma particolarmente dannosa di inquinamento luminoso è determinata dalle dispersioni di luce verso l'alto (in gergo tecnico si definisce "luce oltre il piano orizzontale").

Perchè l'inquinamento luminoso è dannoso ? Perché influisce sia sull'ambiente antropizzato che sull'ecosistema alterandone le dinamiche e gli equilibri. L'inquinamento luminoso provoca non solo un grosso spreco di risorse energetiche ma situazioni di abbagliamento che possono alterare la normale visibilità dei luoghi e diminuire la sicurezza stradale. Inoltre, comportando una sensibile perdita della visibilità della volta stellare, ci priva del piacere di guardare le stelle e ostacola l'attività scientifica degli osservatori astronomici.
Tra gli effetti sull'ecosistema e sugli organismi viventi sono da annoverare l'alterazione dei processi fotosintetici nelle piante e delle abitudini di vita e di caccia degli animali, i disturbi alla riproduzione e alle migrazioni nonché la modifica dei ritmi circadiani.

Quali leggi tutelano dall'inquinamento luminoso? La legge regionale n. 17 del 27 marzo 2000 "Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso di illuminazione esterna e di lotta all'inquinamento luminoso", è stata promulgata dalla Regione Lombardia, in assenza di una normativa nazionale, per contrastare il crescente inquinamento luminoso dei nostri cieli. La legge è stata successivamente integrata e modificata dalle seguenti leggi regionali: n. 38 del 21 dicembre 2004 "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 27 marzo 2000, n. 17 ed ulteriori disposizioni"; art. 2, comma 3 della legge regionale n. 19 del 20 dicembre 2005 "Disposizioni legislative per l'attuazione del documento di programmazione economico-finanziaria regionale"; art. 6 delle legge regionale 27 febbraio 2007 n. 5 "Interventi normativi per l'attuazione della programmazione regionale e di modifica e integrazione di disposizioni legislative". Per la corretta applicazione di queste norme, la Giunta regionale ha emanato le seguenti delibere: d.g.r. n.7/2611 del 11/12/2000 "Aggiornamento dell'elenco degli osservatori astronomici in Lombardia e determinazione delle relative fasce di rispetto" e d.g.r. n. 7/6162 del 20/9/2001 "Criteri di applicazione della l.r. n.17 del 27/03/01". Obiettivo della l.r. 17/2000 è la riduzione dell'inquinamento luminoso e dei fenomeni ad esso associati (segnatamente il miglioramento della sicurezza per la circolazione stradale, la riduzione dei fenomeni di abbagliamento, la tutela dell'attività svolta dagli osservatori astronomici e la conservazione degli equilibri ecologici). Per questa legge, la Regione Lombardia ha ricevuto il premio "Per una stella in più" istituito da Unione Astrofili Italiani, International Dark Sky Association e CieloBuio.

La legge tutela anche dall'abbagliamento e dalla luce intrusiva? Sì, la l.r. 38/04 cita espressamente queste problematiche disponendo, all'art. 6 comma 10 ter, che "gli apparecchi destinati all'illuminazione esterna, sia pubblica che privata, in particolare se non funzionalmente dedicati alla circolazione stradale, non devono costituire elementi di disturbo per gli automobilisti e per gli interni delle abitazioni". La legge non indica particolari valori di riferimento e rinvia alle norme tecniche e di sicurezza italiane ed europee. Comunque, se gli impianti sono costruiti secondo tutti i requisiti di legge, tali fenomeni vengono ridotti al minimo. Per i casi di abbagliamento degli automobilisti, i Comuni devono intervenire tramite i comandi di polizia locale (punto 2 della d.g.r. 7/6162).

Quali impianti di illuminazione devono rispettare la legge antinquinamento luminoso? Dalla data di entrata in vigore della l.r. 17/2000 (30 maggio 2000), tutti i nuovi impianti di illuminazione esterna - pubblici e privati - sull'intero territorio regionale lombardo devono essere realizzati secondo i criteri di antinquinamento luminoso e di ridotto consumo energetico indicati dalla legge. Ad esempio sono soggetti alla legge gli impianti di illuminazione stradale, dei parcheggi e dei campi sportivi, così come dei monumenti, degli edifici e delle chiese, le insegne commerciali, i cartelloni pubblicitari e l'illuminazione esterna dei condomini o delle abitazioni private. Al fine di garantire la corretta applicazione della legge tutti i nuovi impianti devono essere autorizzati dal Comune, ad eccezione di alcune particolari tipologie per le quali è anche concessa la deroga ai requisiti di antinquinamento luminoso e di ridotto consumo energetico. La l.r. 17/2000 vieta in modo assoluto i fasci luminosi verso il cielo (ad esempio quelli delle discoteche) e prevede specifiche disposizioni per le insegne pubblicitarie, gli impianti sportivi, i monumenti, le torri faro ecc. Per gli impianti esistenti, le disposizioni sono diverse a seconda dell'ubicazione. Se ricadono all'esterno delle fasce di rispetto (vedere oltre), solo gli impianti di competenza delle amministrazioni comunali e provinciali (tipicamente l'illuminazione stradale, ma non solo) devono modificare l'inclinazione degli apparecchi - ove possibile - entro il 31/12/2008. All'interno delle fasce di rispetto - così come nelle aree protette - tutti gli impianti esistenti devono essere adeguati a norma di legge entro il 31/12/2009 seguendo specifiche disposizioni (art. 9).

Cosa si intende per impianto "antinquinamento luminoso"? Sono considerati "antinquinamento luminoso" (art. 6) gli impianti che non illuminano verso l'alto, ossia oltre il piano orizzontale dell'apparecchio. In termini tecnici la legge precisa che un impianto per essere definito tale deve avere un'intensità luminosa massima a 90 gradi e oltre di 0 candele per 1000 lumen (abbreviato: 0 cd/klm max 90°). La D.g.r. 7/6162 specifica che l'arrotondamento vale fino a 0.49 cd/klm. Per evitare l'inquinamento da riflessione gli impianti devono inoltre proiettare solo la quantità di luce strettamente necessaria: la legge dispone che le superfici illuminate non superino i livelli minimi previsti dalle norme di sicurezza (previsti ad esempio per l'illuminazione stradale). In mancanza di norme specifiche le superfici illuminate non devono superare il valore di 1 cd/mq di luminanza. Ulteriori disposizioni tecniche sono indicate al punto 5 della d.g.r. 7/6162.

Cosa si intende per impianto "a ridotto consumo energetico"? Sono considerati a ridotto consumo energetico gli impianti provvisti dei seguenti elementi tecnici: lampade con la più alta efficienza possibile in relazione allo stato della tecnologia; regolatori che di notte (entro le 24.00) riducano la luce di almeno il trenta per cento  a condizione che non venga compromessa la sicurezza. Tali dispositivi sono facoltativi per le strutture addette ai servizi di pubblica sicurezza e giustizia, quali caserme, questure, tribunali ecc.

Cosa sono le fasce di rispetto? Sono le aree in cui sono presenti osservatori astronomici e astrofisici statali, professionali e non professionali di rilevanza regionale o provinciale che svolgono ricerca e divulgazione scientifica. L'importanza dell'osservatorio determina l'estensione dell'area. La Giunta regionale provvede a pubblicare annualmente sul bollettino ufficiale della Regione l'elenco degli osservatori e le relative fasce di rispetto nonché a comunicarle ai Comuni interessati. Le fasce di rispetto classificate in base alle diverse categorie di osservatori, intese come raggio di distanza dall'osservatorio considerato, sono le seguenti:

  • non meno di 25 chilometri per gli osservatori di rilevanza nazionale;
  • non meno di 15 chilometri per gli osservatori di rilevanza regionale;
  • non meno di 10 chilometri per gli osservatori di rilevanza provinciale.

 

Quali criteri di illuminazione bisogna applicare nelle fasce di rispetto? Bisogna distinguere tra impianti nuovi e impianti esistenti all'entrata in vigore della legge (30 maggio 2000). I primi devono ovviamente rispettare i requisiti di antinquinamento luminoso e di risparmio energetico già previsti per tutti i nuovi impianti e in più devono avere lampade al sodio o, qualora ci fosse qualche impedimento tecnico, lampade di analoga efficienza. In tutti i casi, qualora le norme tecniche e di sicurezza lo permettano, i nuovi impianti devono essere di minore potenza di quelli che vanno a sostituire. Se si tratta di insegne luminose, devono essere spente all'orario di chiusura e se non hanno destinazione notturna, entro le 23.00 durante l'ora legale ed entro le 22.00 con l'ora solare (punto 9 della d.g.r. n.7/6162).
Gli impianti esistenti devono essere modificati entro il 31 dicembre 2009: è possibile installare schermi, alette, vetri o nuove lampade affinché assicurino soltanto luce verso il basso (0 cd/klm max 90°), in caso contrario devono essere sostituiti completamente gli apparecchi.
È permessa una deroga per gli apparecchi più obsoleti e difficilmente sostituibili come globi, lanterne o similari: è possibile aggiungere dispositivi che limitino a 15 cd/klm verso l'alto l'emissione invece che a 0 cd/klm come previsto per tutti gli altri apparecchi (art. 9 comma 4).
In mancanza di regolatori di luce, il numero di sorgenti di luce va dimezzato entro le 23.00 (ora solare) e le 24.00 (ora legale) facendo salve le condizioni di sicurezza (art. 9 comma 3).

Come posso sapere quali comuni rientrano nelle fasce di rispetto? Le Province hanno il compito di pubblicare l'elenco dei comuni compresi nelle fasce di rispetto, stilato sulla base degli osservatori astronomici individuati annualmente dalla Giunta regionale. Tale elenco comprende anche i comuni al di fuori del territorio provinciale ricadenti nelle fasce di rispetto individuate. La newsletter "Inquinamento luminoso" delle Provincia di Milano provvede regolarmente anche a questo servizio .

Per le aree naturali protette esistono particolari disposizioni? Sì, le aree naturali protette sono assimilate agli osservatori astronomici (art. 5, commi 1 e 7) e quindi vengono tutelate con le stesse disposizioni previste per le fasce di rispetto. Tali aree non devono essere definite in quanto sono già individuate dai provvedimenti di protezione ambientale a valenza nazionale, regionale e locale.

Gli impianti di illuminazione esterna devono essere autorizzati? Sì, tutti gli impianti di illuminazione esterna, sia pubblici sia privati, realizzati dopo il 30 maggio 2000 sul territorio regionale, devono essere autorizzati dal Comune, comprese le insegne commerciali e pubblicitarie, l'illuminazione delle strade, dei monumenti, degli impianti sportivi e dei giardini privati ecc. Sono previste alcune esenzioni all'autorizzazione che sono esposte nei punti successivi.

Quali sono i compiti degli enti locali? La Regione ha il ruolo centrale di promotore della l.r. 17/00: cura l'adeguamento dei capitolati relativi all'illuminazione, facilita appositi meccanismi di finanziamento e incentiva la formazione e l'aggiornamento dei professionisti collaborando con le associazioni astronomiche e gli enti di categoria.
Le Province hanno compiti sia di controllo sia di informazione. Anch'esse devono adeguare i propri impianti di illuminazione esterna ai criteri della legislazione regionale. In particolare, pubblicano l'elenco dei comuni compresi nelle fasce di rispetto, vigilano affinché i Comuni svolgano i propri adempimenti e, nel caso si dimostrino inadempienti, comminano le sanzioni amministrative. I proventi di tali sanzioni devono essere impiegati per l'adeguamento degli impianti di illuminazione di propria competenza.
I Comuni sono i veri protagonisti della lotta all'inquinamento luminoso perché hanno funzioni di pianificazione, regolamentazione, autorizzazione, controllo, sanzione e comunicazione. Innanzitutto, i Comuni devono dotarsi di un proprio piano di illuminazione, integrando lo strumento urbanistico generale. Rilasciano l'autorizzazione per tutti gli impianti di illuminazione esterna, anche a scopo pubblicitario, per i quali non valgano le deroghe previste; a tal fine devono prevedere iniziative di informazione per la corretta realizzazione degli impianti. Verificano il rispetto della legge direttamente o su richiesta degli osservatori astronomici e delle associazioni per il contenimento dell'inquinamento luminoso. I proventi delle sanzioni devono essere impiegati per l'adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica ai criteri della legislazione regionale. Promuovono inoltre forme di aggregazione tra i Comuni per la migliore applicazione della normativa, ad esempio adottando un unico piano d'illuminazione per territori omogenei. Infine, tramite la polizia locale, intervengono sugli apparecchi di illuminazione che producono abbagliamento agli automobilisti.
I Comuni possono avvalersi del supporto tecnico dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Lombardia (ARPA): questo significa che l'ARPA può supportare le amministrazioni comunali - a titolo gratuito - nel controllo e nella verifica della conformità degli impianti di illuminazione, senza però avere compiti di progettazione, né d'installazione o di manutenzione.

Qual è il ruolo degli osservatori astronomici e delle associazioni per la tutela dall'inquinamento luminoso? Gli osservatori astronomici e le associazioni rappresentative degli interessi per il contenimento dell'inquinamento luminoso possono pretendere controlli periodici dalle amministrazioni comunali e segnalare gli apparecchi che non rispettano la legge richiedendo un intervento risolutivo. Inoltre hanno il compito di collaborare con le pubbliche amministrazioni per applicare al meglio la legge. Tra le associazioni nazionali più attive in questo campo segnaliamo CieloBuio (www.cielobuio.org).

A chi bisogna rivolgersi per segnalare un impianto che non rispetta la legge? I possibili casi di mancato rispetto della legge sull'inquinamento luminoso vanno segnalati al sindaco del Comune in cui è presente l'apparecchio contestato. Nella segnalazione, da scrivere in carta semplice e da inviare via posta o fax, bisogna descrivere nel modo più dettagliato la situazione denunciata (tipologia di impianto, ubicazione, funzione, proprietario, modi e tempi di funzionamento, data di installazione ecc.), possibilmente allegando delle fotografie e indicando eventuali disturbi causati. Importante ricordare che il Comune ha il dovere di fare controlli e intervenire ai sensi della normativa vigente (l.r. 17/00 e successive modifiche e integrazioni). Indicare infine i propri recapiti nel caso gli uffici comunali avessero bisogno di ulteriori informazioni. Se si tratta di impianti ad elevato impatto luminoso - ad esempio grandi parcheggi, fari di discoteche - può essere utile fare una segnalazione alla Regione e alle associazioni per la tutela del cielo notturno, come ad esempio CieloBuio (www.cielobuio.org). E' invece inutile richiedere direttamente l'intervento dell'ARPA in quanto l'Agenzia può venire attivata solo su richiesta delle amministrazioni comunali come supporto tecnico nelle azioni di controllo.

Qual è il ruolo dell'ARPA ? La legge assegna all'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Lombardia (ARPA) il ruolo di supporto tecnico ai Comuni (art. 4, comma 2, l.r. 38/2004): questo significa che l'ARPA può fornire le proprie competenze tecniche alle amministrazioni comunali per verificare, ad esempio, la conformità dei progetti illuminotecnici sottoposti ad autorizzazione, oppure fornire le proprie osservazioni ai Piani di Illuminazione in corso di approvazione. La legge, quindi, non affida direttamente ad ARPA il compito di vigilanza e controllo né compiti di pianificazione o progettazione. I pareri di ARPA, relativi alla conformità alla legge dei progetti e dei piani, non sono vincolanti e sono rilasciati a pagamento.

Cosa bisogna presentare per la richiesta di autorizzazione di un impianto di illuminazione esterna? Premettiamo che l'istanza va inoltrata al Comune, per tutti gli impianti pubblici e privati di illuminazione esterna che ricadono sul territorio della Lombardia. La documentazione da presentare è la seguente:

  • progetto illuminotecnico completo di descrizione tecnica dell'intervento, descrizione dello stato di fatto dal punto di vista illuminotecnico, planimetrie, progetto architettonico, classificazione illuminotecnica delle strade adiacenti (ove occorre), apparecchi e lampade previste, calcoli illuminotecnici, eventuale presenza di regolatori di flusso e regole di funzionamento, indicazione dei parametri di installazione degli apparecchi illuminanti (ad es. gradi di inclinazione), potenze installate e consumi previsti, bilancio energetico comprovante l'efficienza energetica del progetto, indicazione dei valori da rispettare previsti dalla legge o dalla norma tecnica di settore, verifica della rispondenza dei valori di progetto con i predetti limiti di legge;
  • curriculum comprovante l'esperienza di settore e l'abilitazione del progettista;
  • dichiarazione di conformità del progetto alla legge regionale 17/00 a cura del progettista;
  • dati tecnici degli apparecchi e delle lampade, caratteristiche illuminotecniche, curve fotometriche sotto forma di grafico, tabella e file in formato Eulumdat o altro equivalente;
  • dichiarazione di conformità degli apparecchi alla legge regionale 17/00 da parte di un laboratorio accreditato, firma del tecnico di laboratorio e indicazione delle norme di prova.

Qualora l'impianto ricada tra le deroghe previste dalla legge, il progettista dovrà consegnare un'attestazione che dimostri tale condizione con elementi tecnici verificabili.
Ricordiamo infine che, a fine lavori, l'installatore dovrà rilasciare al Comune e al progettista, oltre all'attestazione della prova di collaudo, la certificazione di installazione dell'impianto conforme alle disposizioni della l.r. 17/00.

La legge regionale che si occupa di inquinamento luminoso (L.R. 17/2000) prescrive anche requisiti di tipo energetico per gli apparecchi di illuminazione? Sì, la legge ha tra gli obiettivi prioritari anche il risparmio energetico.
L’articolo 6 prescrive che gli apparecchi e le lampade devono avere la più alta efficienza possibile in relazione allo stato della tecnologia. Attualmente si considerano efficienti lampade con un’efficienza superiore a 88 lm/W (SAP sodio ad alta pressione, HIT ioduri metallici con bruciatore ceramico). Inoltre impone i regolatori di flusso luminoso in modo che dopo le ore 24.00 venga ridotto di almeno il trenta per cento, a condizione che non venga compromessa la sicurezza stradale (valutazione che spetta al progettista secondo le norme UNI 11248). Anche le insegne luminose (commerciali, pubblicitarie ecc.) devono rispettare questi requisiti, così come l’illuminazione di edifici e monumenti e gli impianti privati (condomini, aziende ecc.). Onde usare solo l’illuminazione strettamente necessaria, e quindi risparmiare energia, la legge prescrive anche di attenersi ai livelli minimi indicati dalle norme tecniche di settore (ad es. serie UNI EN 13201).