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Cattura richiami vivi



Le catture di richiami vivi avvengono nei roccoli, particolari architetture vegetali costituite da due filari paralleli di carpino nero o bianco, disposti a forma semicircolare o a ferro di cavallo, in origine impianti fissi per l’esercizio dell’uccellagione – ossia la caccia agli uccelli con reti verticali – i quali, a seguito del divieto di tale attività intervenuto alla fine degli anni ’60 dello scorso secolo, si sono trasformati in siti per l’inanellamento degli uccelli a scopo scientifico oppure in impianti di cattura degli stessi a scopo di rifornimento di richiami vivi ai cacciatori da appostamento.
 
La voluta disposizione delle piante perimetrali e di essenze arboree con frutti raccolte a boschetto, la cui varietà dipende dall’altitudine e dalla tipologia di terreno su cui il roccolo è sistemato (faggio, querce, castagno, bagolaro, ciliegio, pero selvatico e kaki), insieme ad arbusti con allettanti pasture (sorbo degli uccellatori, sorbo torminale, fitolacca, biancospino, sambuco) e a canti registrati delle diverse specie, servono ad attirare gli uccelli in migrazione per la loro cattura.

A partire da questa fase, le possibilità sono duplici: se l’impianto funziona a scopo scientifico, si procede a inanellare ogni esemplare e a rilevarne tutte le misure denominate “biometriche” per poi subito rilasciarlo in natura; se invece il suo scopo è quello di rifornire i cacciatori da appostamento di richiami vivi - ai sensi della Legge n. 157 del 1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e relativa legge regionale Lombardia n. 26 del 1993 – i volatili di cattura, esclusivamente appartenenti alle specie tordo bottaccio, tordo sassello, cesena e merlo, vengono trattenuti per le successive operazioni di assegnazione ai cacciatori aventi titolo a riceverli.

La cattura di richiami vivi è un servizio di cui sono esclusive titolari le Province e le Città Metropolitane, sottoposto a rigidi controlli e regole e amministrato sia nei quantitativi di uccelli catturabili, totali e per specie, che nelle modalità pratiche direttamente dalla Regione in collegamento con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) per l’intero iter autorizzativo.
 
La Città Metropolitana di Milano gestisce un solo impianto di cattura, insieme alla Provincia di Monza e Brianza, situato in territorio brianzolo in comune di Giussano, che fornisce gli uccelli da richiamo ai cacciatori residenti che praticano l’attività venatoria da appostamento fisso.

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