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Oasi di protezione



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 Le Oasi di protezione, previste dall'art. 10 comma 8 della L. 157/92 (Piani faunistico - venatori) e dall'art. 17 della L.R. 26/93, sono aree destinate al rifugio, alla sosta ed alla riproduzione della fauna selvatica.
Le suddette pertanto vanno concepite e individuate in relazione a questa loro peculiarità e devono essere scelte per la valenza ecologica dell'habitat tale da offrire un luogo di rifugio e protezione per quelle specie particolarmente meritevoli di conservazione.

L'estensione delle Oasi varia a seconda dei fini ecologici e delle specie che si intendano proteggere.
Pertanto si prevede di individuare zone di protezione, anche di piccole dimensioni, per la tutela dl un buon numero di popolazioni di fauna selvatica, tra cui diverse specie di avifauna migratoria. Esse sono tanto utili quanto più saranno ben distribuite in punti strategici del territorio.

Le Oasi sono destinate alla conservazione della fauna selvatica col fine di favorire l'insediamento e l'irradiamento naturale delle specie stanziali e la sosta delle specie migratorie, nonché di preservare il flusso delle correnti di migrazione: in esse è vietata ogni forma di esercizio venatorio.

Le Oasi vengono istituite delle Province o dalla Città Metropolitana e possono essere revocate qualora non sussistano più i presupposti perché siano mantenute (ad esempio, per sopraggiunti interventi infrastrutturali o urbanistici). 

La loro gestione è svolta dalla Città Metropolitana ed essa può anche affidarla, previa apposita convenzione, ad associazioni di protezione ambientale con esperienza nella gestione di aree protette, su presentazione di specifico piano di gestione.

Nelle Oasi, la Città Metropolitana, sentito l'istituto Nazionale per la Fauna Selvatica e l'Osservatorio regionale, può autorizzare catture a scopo di studio o di ricerca scientifica e può autorizzare altresì gli agenti del Corpo di Polizia provinciale alla cattura di determinate specie di fauna selvatica in sovrannumero a scopo di ripopolamento e di reintroduzione altrove.
E' comunque opportuno precisare che tali modalità di prelievo della fauna non costituiscono in queste aree un normale metodo di gestione, ma solo un mezzo cui ricorrere per effettive e comprovate necessità.

Le Oasi hanno come primaria caratteristica la conservazione della fauna selvatica: si tende quindi a preferire territori integri, scarsamente antropizzati, con presenza di un habitat naturale avente una certa varietà specifica sia botanica che faunistica. È tuttavia vero che un territorio complesso e fortemente antropizzato come quello della Città Metropolitana di Milano può indurre anche a scegliere aree che, se non hanno primariamente le caratteristiche dl cui sopra, vengono comunque considerate strategiche dal punto dl vista ecologico, e sulle quali attuare politiche di miglioramento ambientale.

Rispetto alle dimensioni areali delle Oasi, vista l'alta sensibilità del territorio della Città Metropolitana di Milano, ogni dimensione è pur sempre conveniente considerando comunque l'esigenza ecologica delle specie e la peculiarità del territorio; ciò che è importante, invece, é la migliore possibile distribuzione delle Oasi stesse sul territorio considerato.

Per le Oasi, la prevista protezione della fauna può essere sconvolta dalle logiche degli interventi infrastrutturali e/o urbanistici, in quanto nessuna limitazione a tali settori all'interno di dette aree può essere prevista dalla pianificazione faunistica, contrariamente ad altri strumenti di pianificazione quali ad esempio il PTC delle aree protette, che pongono condizioni e/o limiti all'uso del proprio territorio.

Sul territorio agro-silvo-pastorale, la compatibilità degli istituti faunistici é quindi in relazione alla conservazione della risorsa suolo, che solo ambiti su cui si esercita l'attività agricola e quella di tutela ambientale (vocazione naturalistica o strategica dal punto di vista ecologico), possono garantire.

Vista l'estensione delle aree a parco naturale dei parchi regionali (10.336 ha circa tra vigenti e in via di approvazione) nonché delle riserve naturali, le Oasi espressamente previste dalla  Città Metropolitana di Milano in base alla L.R. 26/93 hanno un'estensione limitata, ma tutelano specifici siti di notevole pregio ambientale e si inseriscono in aree dove generalmente esiste già una gestione da parte di una delle associazioni protezionistiche maggiormente riconosciute. 
  
Oasi di protezione  Denominazione Superficie (ha)
Addetta 140
Alto Milanese 172
Arluno-Vanzago 130
Bosco di Cusago* 604
Carengione 363
Cava di Cascina Boscaccio* 361
Garzaia di Casarile 19
Lacchiarella*  161
Lambro Meridionale  463
Melegnano-Cerro al Lambro 227
Melzo 28
Melzo-Gorgonzola 79
Naviglio Pavese 148
Pasturago 58
Rho 114
Rozzano-Vigentina 220
San Colombano 245
San Donato- San Giuliano 378
Trenzanesio 354
Trezzo d’Adda 111
Superficie totale  4.375
 
 
  
 * Oasi di protezione con percentuali di territorio ricomprese in altri istituti a tutela, da sottrarre: 118 ha della Riserva naturale del Bosco di Cusago e 36 ha della Riserva naturale Fontanile Nuovo dall’Oasi Bosco di Cusago; 15 ha della Grande foresta di pianura dall’Oasi di Lacchiarella; 8 ha della Grande foresta di pianura dall’Oasi di Cascina Boscaccio in comune di Gaggiano

 




 
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