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Zone ripopolamento e cattura



L'istituzione delle Zone di Ripopolamento e Cattura (di seguito denominate Z.R.C.), previste dall'art. 10 comma 8 della L. 157/92 (Piano faunistico - venatorio) e dall'art. 18 della L.R.26/93, é finalizzata alla riproduzione e alla successiva immissione, mediante cattura, di fauna selvatica allo stato naturale sul territorio.
Le catture di cui sopra dovranno essere effettuate in modo tale da non impoverire eccessivamente le popolazioni della zona.
Periodicamente, verranno inoltre effettuate ad opera di personale tecnico specializzato immissioni di esemplari prelevati da altre zone di cattura per il rinnovo e il rinsanguamento delle popolazioni in loco.
Nelle Z.R.C. è vietata ogni forma di esercizio venatorio.

Fondamentale, nella scelta dell'area sulla quale istituire una Z.R.C., è la preventiva verifica della vocazionalità del territorio.

Localizzata la zona, è necessario che la stessa sia mantenuta il più a lungo possibile al fine di creare ceppi autoctoni di fauna stanziale.

La legge prevede inoltre incentivi economici per i conduttori o proprietari dei terreni interessati, qualora gli stessi effettuino interventi tesi al ripristino, seppur parziale, dell'ambiente, finalizzato a un accrescimento della capacità riproduttiva della fauna, in particolare dì quella stanziale.

Le dimensioni ritenute più opportune sono circa 600 ettari per quanto riguarda il fagiano e tra i 700 e 1000 ettari per la starna e la lepre.

Nelle Z.R.C. i prelievi mediante cattura, rappresentano lo scopo specifico principale dell'istituzione delle medesime: esse sono istituite dalla Città Metropolitana e hanno una durata di 5 anni salvo rinnovo. 

Nell'atto di costituzione sono stabiliti i criteri di prevenzione dei danni alle produzioni agricole e le modalità del loro risarcimento, nonché gli incentivi per l'incremento della riproduzione della fauna selvatica, il miglioramento ambientale e il controllo delle specie la cui densità sia causa di squilibri di vario genere, reciproci o in rapporto alla vegetazione dell'habitat considerato.

Nella realtà territoriale complessa della Città Metropolitana di Milano le Z.R.C. possono offrire l'opportunità di conferire maggior qualità ad aree sensibili e strategiche dal punto dl vista ecologico.
In tali aree potrebbero essere concentrati anche altri strumenti finanziari oltre a quelli previsti dalla L.R. 26/93, per l'attivazione ad esempio di progetti di rinaturalizzazione della campagna, creazione di macchie boschive ecc. in riferimento ai Regolamenti comunitari di miglioramento e sostenibilità dell'ambiente nonché al disposto normativo dell'art. 15 della L.R. 26/93.

I confini di queste zone dovrebbero coincidere con elementi territoriali facilmente visibili e sorvegliabili come ad esempio corsi d'acqua o direttrici della rete viaria.

Ci pare ovvio, ma opportuno, sottolineare a questo punto la necessità che, per un ottimale conseguimento degli obiettivi di cui sopra, conditio sine qua non sia l'organizzazione di un efficiente servizio di vigilanza a tutela delle specie di fauna selvatica che si vogliono incrementare. Tale vigilanza, risulta altresì opportuna per un costante monitoraggio delle qualità ambientali, soprattutto dei territori compresi nelle Oasi e Z.R.C..
Per ciò che concerne l'opera di gestione delle aree di cui sopra, la Provincia predisporrà adeguati programmi specifici di intervento per ciascuna zona.
  
   
 

Zone di ripopolamento e cattura
Denominazione Superficie (ha)
Abbiategrasso 416
Arluno 709
Basiglio** 802
Buccinasco** 839
Della Muzzetta** 1.037
Pozzuolo M.- Bellinzago 371
S. Colombano al Lambro 74
S. Giuliano - Colturano 611
San Giuliano, Carpiano 1.137
Triuggio** 760
Superficie totale 6.756

 
  
   
 * Il Centro pubblico di riproduzione della fauna selvatica all’interno della ZRC sarà ultimato e potenziato per l’ incremento della produzione locale di fauna stanziale

** ZRC con percentuali di territorio ricomprese in altri istituti a tutela, da sottrarre: la Riserva naturale della Muzzetta dall’omonima ZRC, la Grande foresta di pianura di Gaggiano dalle ZRC di Basiglio e di Buccinasco, la Grande foresta di pianura di Basiglio dall’omonima ZRC, l’area a Parco naturale della Valle del Lambro dalla ZRC di Triuggio.




 
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