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150 Anni della Provincia di Milano



Polo fieristico di Rho

150 anni della Provincia di Milano

Una sola Provincia: la tua


La rinascita democratica

La fine della Seconda guerra mondiale lasciò la città di Milano, il territorio provinciale e soprattutto i suoi abitanti, duramente provati da lutti e distruzioni. Infatti non si devono dimenticare tutti i problemi dovuti al disordine organizzativo provocato dalla guerra e al fatto che molti edifici provinciali - come altri edifici pubblici e privati - erano stati in parte distrutti, altri non erano più adibiti alle loro funzioni originarie (i padiglioni del Brefotrofio provinciale per esempio furono usati per ospitare i senzatetto); anche la rete stradale ed i ponti erano in parte distrutti o compromessi nella loro sicurezza da mine, bombardamenti e passaggio di pesanti mezzi militari. Lentamente, ma con determinazione, iniziò il periodo della ricostruzione e della sofferta ripresa economica e sociale.
L’immediato dopoguerra segna, finalmente anche per il nostro Paese, un importante traguardo: il voto alle donne. Il 1° febbraio 1945 viene emanato il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 “Estensione alle donne del diritto di voto” su proposta di due uomini politici già allora famosi: Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi. Erano passati 154 anni dalla “Dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine” firmata da Olympe de Gouges poco prima della Rivoluzione francese. La prima occasione di esercitare questo diritto fu in occasione del referendum Monarchia/Repubblica e per l’elezione dell’Assemblea Costituente nel 1946. Particolare che forse non tutti sanno: l’Italia non fu l’ultima a concedere il voto alle donne. La Svizzera lo fece solo nel 1971.  

L'elezione del Presidente della Giunta
il 2 febbraio 1965

In particolare il lungo cammino verso la ricostruzione in senso democratico delle strutture amministrative provinciali proseguì per circa sei anni dopo la liberazione: inf atti nel 1945 fu ripristinata la Deputazione provinciale il cui posto era stato preso dal Preside negli anni del regime fascista ma si dovette attendere il 1951 per vedere la ricomparsa anche del Consiglio provinciale. Con la legge n.122 dell’8 marzo di quell’anno, che fissava in 45 il numero dei consiglieri, cambiava anche il nome della Deputazione. Nasceva così la Giunta provinciale, organo esecutivo dell’Ente, con un numero di componenti determinato per legge: otto effettivi e due supplenti. Il Presidente della Provincia veniva eletto dal Consiglio provinciale e scelto tra i suoi componenti.
Per quanto riguarda gli interventi tesi a migliorare la viabilità segnaliamo la costituzione - con atto notarile del 28 luglio 1951 - della Società per la Serravalle-Milano, primo esempio di società autostradale formata da soli
enti pubblici e presieduta dal Presidente della Provincia. La necessità di collegare con mezzi rapidi la zona più industrializzata d’Italia con gli altri Paesi europei e degli altri continenti, portò la Deputazione a compiere attorno al problema uno studio che convinse la Provincia di Varese, le città prossime alla Malpensa e le Camere di Commercio di Varese e Milano, a costituire la società per azioni Aeroporto di Busto, diventata nel 1956 l’ormai nota SEA: Società Esercizi Aeroportuali.
Nel campo dell’istruzione e quindi - per quanto riguarda le competenze della Provincia - la riorganizzazione degli edifici scolastici esistenti e la costruzione di nuovi complessi, è da segnalare la deliberazione del Consiglio provinciale che il 7 maggio 1953 approvò la costruzione del nuovo liceo Leonardo da Vinci presso la Chiesa di San Pietro in Gessate (Via Corridoni). Inaugurato nel 1956, esso ospita anche la Sala Congressi della Provincia di Milano.