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150 Anni della Provincia di Milano



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150 anni della Provincia di Milano

Una sola Provincia: la tua


Gli anni sessanta e settanta

Prendiamo ora in esame gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso caratterizzati sul nostro territorio dal fenomeno dell’immigrazione proveniente dal sud del Paese. Sono gli anni del cosiddetto boom-industriale. Qualche dato che riguarda la realtà industriale: nel 1968 gli occupati in provincia di Milano erano circa 750.000 e oltre la metà di questi lavoravano in soli due settori, il metalmeccanico ed il chimico. Rappresentativi, anche se in misura ridotta, i settori tessile, edile e cartografico con circa 200.000 occupati. Nello stesso anno la popolazione sul territorio provinciale milanese assommava a 3.685.000 abitanti, confermando la crescita costante dei decenni precedenti, ma con un elevato grado di accrescimento nell’ultimo decennio determinato dal consistente movimento migratorio. Sono invece anni di crisi per l’agricoltura, alle prese con complessi problemi: dalla diminuzione della mano d’opera alla meccanizzazione, dalla insufficiente preparazione e qualificazione professionali all’abbandono di alcune colture tradizionali, all’intensificarsi dei processi di produzione.  

Il nuovo palazzo degli Uffici Tecnici
della Provincia di Milano - 1966

Infine un altro importante motivo, iniziato alla fine della seconda guerra mondiale e comune un po’ a tutta l’agricoltura italiana: la non accettazione da parte delle giovani generazioni della tradizione familiare che una volta li inseriva senz’altra alternativa nella vita dei campi, in quanto appartenenti ad una famiglia contadina. Ha inciso quindi sul problema agricolo la notevole “fuga” dai campi dei giovani, esodo che è andato a soddisfare l’esigenza dell’industria in piena espansione. Nel periodo che stiamo considerando, l’estensione territoriale della Provincia di Milano comprendeva 249 comuni compresa quindi anche la zona del Lodigiano che diverrà Provincia solo negli anni ’90. In quegli anni il presidente della Provincia ricopriva sia la carica di presidente del Consiglio provinciale che quella di presidente della Giunta, e la sua elezione avveniva con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri provinciali, dopo la loro elezione da parte dei cittadini. Dal 1965 al 1974 la presidenza fu tenuta da Erasmo Peracchi.
Per quanto riguarda il patrimonio della Provincia di Milano, è da segnalare la costruzione del nuovo Palazzo degli Uffici Tecnici (1966). In quella sede trovarono quindi ospitalità due importanti settori dell’attività dell’Amministrazione provinciale: la progettazione, costruzione e manutenzione delle strade e l’edilizia scolastica. Caratteristica principale della costruzione erano le facciate - in vetro-metallo - di tipo continuo a sistema “courtain-walls” che consentirono una purezza di linee e di allineamenti architettonicamente positivi all’ambientazione. Si trattava di un edificio all’avanguardia, per l’epoca, in materia di sicurezza, tecnologie di costruzione, funzionalità e abitabilità, tanto che disponeva già di un impianto centralizzato per l’aria condizionata.
Un anno dopo - nel 1967 - fa la sua comparsa, nella sede centrale della Provincia di Milano in via Vivaio, il primo calcolatore elettronico IBM 360/30, dotato di 32.000 posizioni di memoria, 3 unità dischi e 2 unità nastri. A chi sa d’informatica questi pochi dati faranno sorridere ma dobbiamo tenere presente che stiamo parlando di 40 anni fa. Insomma era una novità per l’epoca e la Provincia di Milano l’acquistò e lo fece installare per la gestione del personale, la contabilità generale, la programmazione delle opere straordinarie e le indagini statistiche.