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150 Anni della Provincia di Milano



150 anni della Provincia di Milano

Una sola Provincia: la tua


Il Regno d'Italia

Con la nascita del Regno d’Italia, assistiamo, per quanto riguarda il sistema amministrativo, al prevalere dell’elemento accentratore con la presenza - almeno in Lombardia - di un diffuso malcontento e desiderio di maggiore autonomia e decentramento, che contrastava con i timori di quanti erano preoccupati di preservare l’unità nazionale del nuovo Stato. Questa tendenza accentratrice venne ufficializzata dalla Legge Lanza del 1865, che stabiliva che il governo della Provincia - la Deputazione provinciale - era composta da 10 membri (eletti dal Consiglio provinciale) e dal Prefetto che la “presiede e la convoca”. Bisogna sapere che a quell’epoca il Consiglio provinciale non si riuniva - come ai nostri giorni - pressoché tutte le settimane dell’anno ma solo per “sessioni” che potevano durare un massimo di quindici giorni, eventualmente prorogabili di altri otto. Sino alla sessione successiva esso era rappresentato dalla Deputazione. I compiti che spettavano agli organismi provinciali dopo l’Unità d’Italia, possono essere così riassunti: istruzione secondaria e tecnica; mantenimento dei “mentecatti” poveri; pensioni per gli allievi delle scuole normali e ispezione nelle scuole elementari; lavori per strade provinciali, fiumi e torrenti; disciplina per la conservazione ed il taglio dei boschi; sussidi per i Comuni ed i consorzi per opere di pubblica utilità; determinazione dei pedaggi (non c’erano ancora le autostrade ma...) per strade e ponti provinciali; conservazione dei monumenti e degli archivi provinciali; regolamentazione della caccia e della pesca.

acquarello_divise Acquarello su cartoncino: divise della
"Società Tramway Milano-Magenta-
Cuggiono", 1880

Nei primi vent’anni circa di attività il Consiglio provinciale svolse soprattutto un’apprezzabile opera di documentazione, di raccolta di dati statistici, di stimolo allo studio tecnico di alcuni fondamentali tematiche riguardanti il sistema delle ferrovie, dei canali fluviali, dell’istruzione e dell’assistenza. Caratteristica di quegli anni fu infatti la costituzione di numerose Commissioni di studio per l’esame di specifiche questioni. Per esempio ne fu istituita una nel 1862 per indagare sull’insegnamento elementare nelle campagne. Le proposte di questa Commissione portarono il Consiglio provinciale a prendere alcune importanti decisioni: la creazione di un sussidio per i maestri elementari; l’istituzione di scuole complementari per il perfezionamento didattico degli insegnanti, l’istituzione di scuole miste (maschi e femmine) con l’insegnamento impartito ad alunni d’ambo i sessi da un solo insegnante; lo stanziamento di somme annue per migliorie ai locali scolastici e per fornirli di materiale didattico; la creazione di asili e di scuole serali e domenicali per adulti. In ben 80 Comuni rurali del territorio provinciale vennero aperte nel giro di tre anni altrettante scuole serali e domenicali, 300 maestri seguirono corsi di perfezionamento, aprirono 29 scuole elementari in luoghi dove prima non esistevano.