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150 Anni della Provincia di Milano



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150 anni della Provincia di Milano

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La rivoluzione industriale e la fine dell'800

Gli ultimi anni dell’Ottocento ed i primi del Novecento sono gli anni, per il nostro territorio, di un deciso sviluppo industriale favorito - come anche in altre parti del mondo - dalla scoperta dell’energia elettrica. Il 28 giugno 1883 entrava in funzione a Milano la prima centrale termoelettrica; situata a due passi dal Duomo, in Via Santa Radegonda, aveva una potenza di 400 kW. Si trattava della prima centrale elettrica costruita in Europa e la seconda nel mondo! (la prima fu quella di Pearl Street a New York). Dalla prima statistica ufficiale degli impianti elettrici in Italia, pubblicata nel 1901 apprendiamo che alla fine del 1898 sul territorio della Provincia di Milano funzionavano ben 11 centrali elettriche ed idroelettriche (delle quali quattro a Milano). Anche il settore metallurgico e meccanico vide un generale nuovo impulso all’attività, supportato dall’ampliamento e dalla modernizzazione degli impianti. La produzione principale di quei tempi era la costruzione di materiali per le ferrovie alla quale si dedicavano, intorno al 1890, sei grandi industrie: la Ernesto Breda, le ditte Miani-Silvestri & C., F.lli Invitti & C., la filiale di Saronno della Esslingen Maschinen - Fabrik, la F. Grondona & C. e la Società degli Omnibus per le tramvie. Altri settori dell’industria meccanica erano comunque ben rappresentati sul nostro territorio: la Franco Tosi & C. di Legnano per caldaie e motori a vapore, la Carlo Magnoni & C. di Monza per i motori idraulici, la Stiegler per ascensori e montacarichi oltre che per i motori a gas, la Fratelli Fravega per la costruzione di macchine per l’industria alimentare, la Fratelli Pozzi per le macchine tessili, la Salmoiraghi Rizzi & C, per le macchine da cucire.

 Fiorenzo Bava Beccaris

Nomi storici dell’industria milanese che vedevano impegnati nelle loro fabbriche migliaia di operai, scarsamente tutelati però nei loro diritti e il cui tenore di vita era molto modesto. Ricordiamo che nel 1890 viene fondata a Milano la prima Camera del lavoro e muovevano i primi passi in quegli anni gli organismi a tutela della classe operaia. L’anno dopo, 1891 anche in Italia si celebra per la prima volta la festa del 1° maggio. Come non ricordare i tragici episodi del 1898, con i tumulti scoppiati a Milano e repressi nel sangue dal generale Fiorenzo Bava Beccaris.
I lavoratori chiedevano più diritti e l’aumento del prezzo del pane diede il via alla protesta della popolazione. Quattro giorni di duri scontri, nel maggio del 1898, durante i quali - colpite da cannoni e fucili - furono uccise ottanta persone e ferite quattrocentocinquanta. Mentre Milano piangeva i suoi morti il generale Bava Beccaris riceveva la Croce di Grande Ufficiale dell’Ordine militare di Savoia. Due anni più tardi, precisamente il 29 luglio 1900, Re Umberto I venne ucciso a Monza dall’anarchico Gaetano Bresci, il quale dichiarerà di essersi voluto vendicare dei morti di Milano del ’98 e dell’offesa per la decorazione a Bava Beccaris.
L’importanza dell’agricoltura nell’economia della provincia favorì lo sviluppo delle industrie alimentari ed in particolar modo la produzione di latticini, in un primo tempo soprattutto la produzione dei formaggi, in seguito anche per quella del burro. Si trattava però prevalentemente di strutture a produzione familiare (cioè erano gli stessi contadini che lavoravano i prodotti della terra e  ell’allevamento). Nel 1890 comunque il 40% della produzione nazionale di burro era realizzato nella nostra provincia. Nello stesso anno si produssero 20.190.600 Kg di grana, quartirolo e gorgonzola. La maggior parte di questa produzione veniva esportata favorendo un considerevole traffico commerciale. I distretti più produttivi erano quelli di Milano, Lodi e Abbiategrasso.