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150 Anni della Provincia di Milano



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150 anni della Provincia di Milano

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Il nuovo secolo: un nuovo stemma per la Provincia

Nella prima parte della storia della Provincia di Milano, parlando dello stemma dell’Ente, abbiamo detto che il primo stemma adottato fu la croce rossa in campo bianco - cioè lo stesso stemma del Comune di Milano - sovrastato dalla corona ferrea con le due fronde di quercia e di alloro. Sino a quasi tutto il primo decennio del Novecento, venne utilizzato questo stemma e solo in quel periodo il Consiglio provinciale iniziò a porsi il problema di dotarsi di un nuovo emblema che, per la sua forma e per le sue caratteristiche, evidenziasse - anche da un punto di vista araldico - l’autonomia dell’ente Provincia, da quello del Comune. A conclusione di un lungo iter burocratico, con il Reale Decreto 22 ottobre 1914 veniva concesso alla Provincia di Milano il suo primo, vero stemma. Araldicamente si trattava di uno stemma inquartato che portava, nel suo interno, la riproduzione degli stemmi dei Comuni capoluoghi dei circondari di Abbiategrasso, Gallarate, Monza, Lodi e quello di Milano “sul tutto”.

Stemma della Provincia 1914

Nel 1915 venne emanato il nuovo testo unico della legge comunale e provinciale, disposizione che portò alcuni importanti mutamenti istituzionali: cadeva il dispositivo di rinnovo parziale del Consiglio provinciale che da quel momento veniva eletto integralmente ogni quattro anni e stessa durata ebbe la Deputazione (Governo dell’Ente). Con l’art 14 anche le elezioni amministrative ebbero l’ampliamento del suffragio concesso al voto politico l’anno prima: l’elettorato attivo fu esteso a tutti i cittadini maschi di età superiore ai trent’anni senza alcuna limitazione di censo né di istruzione (potevano votare anche gli analfabeti), mentre per coloro la cui età era compresa tra i 21 ed i 30 anni ricorrevano ancora le condizioni di censo, di servizio militare e di istruzione. Per quanto riguarda la finanza provinciale, la legge aggiungeva fra le spese obbligatorie quelle per la navigazione interna e attribuiva alla Provincia altre voci di entrata. Infatti si disponeva che, in caso di insufficienza di rendite, fossero assegnati alla Provincia sessanta centesimi addizionali sulle imposte dirette (terreni e fabbricati) e metà dei proventi della tassa annuale sulle automobili, ripartita dall’Amministrazione dello Stato in relazione al numero di automobili e alla lunghezza delle strade provinciali in ciascuna Provincia. Veniva in tal modo regolata la configurazione dell’istituzione provinciale, nei suoi organi costitutivi, nei suoi compiti, nei controlli, nei proventi e nelle spese ad essa attribuite. Il testo unico del 1915 fu importante perché raccolse gli effetti di un’evoluzione trentennale che aveva visto l’istituzione Provincia - e in genere il sistema amministrativo italiano - abbandonare lo schema francese dal quale era sorto per arrivare ad una forma più equilibrata di autarchia locale, pur sotto i controlli degli organi dello Stato. Il quadro territoriale della Provincia di Milano in questo periodo rimase sostanzialmente stabile, mentre per quanto riguarda la popolazione, nel 1911 gli abitanti del territorio provinciale assommavano a 1.734.161 dei quali 718.800 a Milano città. La prevalenza numerica dei maschi riscontrata nei primi censimenti di fine Ottocento andò sempre più attenuandosi nel tempo e proprio nel 1911 la popolazione femminile ebbe il sopravvento. La struttura economica del nostro territorio anche se andava assumendo sempre più un carattere industriale, segnalava comunque anche progressi in campo agricolo. Infatti le nuove conoscenze tecniche, faticosamente introdotte, produssero sostanziali mutamenti nelle rotazioni agrarie, razionalizzando le coltivazioni, migliorando i rendimenti del grano e dei foraggi.
Enormi progressi furono compiuti nell’allevamento del bestiame e nella conseguente produzione di latte. I primi anni del ‘900 segnarono un periodo di sviluppo economico, in particolare per il territorio milanese.
Le banche intensificarono la loro azione propulsiva nel sistema economico, le industrie - specialmente le cotoniere e le metalmeccaniche - raggiunsero notevoli risultati.