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150 Anni della Provincia di Milano



Polo fieristico di Rho

150 anni della Provincia di Milano

Una sola Provincia: la tua


La grande guerra e l'arrivo a Palazzo Isimbardi

Bassorilievo dell'artista Salvatore
Saponaro, Palazzo Isimbardi

La data del 28 giugno 1914 è segnata da un avvenimento cruciale nella storia del nostro continente: a Sarajevo - in Bosnia-Erzegovina - venne assassinato l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico. Nel breve periodo di due mesi si susseguirono, incrociate, le varie dichiarazioni di guerra delle potenze europee ed ebbe così inizio uno dei conflitti più spaventosi della nostra storia: la Prima guerra mondiale, che costò la vita ad oltre 37 milioni di persone. Il nostro paese mantenne per circa un anno un atteggiamento di neutralità, schierandosi però nell’aprile 1915 al fianco delle forze dell’Intesa (Francia, Inghilterra e Russia). A causa  della guerra il mandato amministrativo delle istituzioni provinciali e comunali - e quindi anche della nostra Deputazione provinciale di Milano - fu prorogato, a più riprese, fino al 1920. Un mese dopo il termine della guerra (4 novembre 1918) fu emanata una legge che ampliava ulteriormente il numero delle persone ammesse a votare: venivano infatti dichiarati elettori tutti i cittadini maschi maggiorenni e, prescindendo dal limite d’età, tutti coloro che avevano preso parte ad operazioni belliche.

Da segnalare, per quanto riguarda l’attività del Consiglio provinciale durante il primo conflitto mondiale, l’istituzione, il 10 febbraio 1916, dell’Ufficio del lavoro, che aveva tra i suoi compiti fondamentali: studiare le condizioni di lavoro e d’igiene dei lavoratori sul nostro territorio, seguire il fenomeno della emigrazione all’interno e all’estero della mano d’opera, vigilare sull’applicazione delle leggi economiche e igienico sociali, studiare il fenomeno della disoccupazione promuovendo il collocamento delle persone in cerca di lavoro ed intervenire in forma conciliativa nei conflitti fra capitale e lavoro, costituendo eventuali commissioni arbitrali. Bisogna dire che, per l’epoca, si trattava di un programma di tutto rispetto ma che purtroppo rimase in buona parte sulla carta a causa della guerra, prima, e degli avvenimenti politici nazionali, dopo. Proprio a Milano, il 23 marzo 1919, Benito Mussolini fondava i fasci di combattimento mentre le elezioni politiche dello stesso anno segnavano il trionfo del partito socialista (passò da 48 deputati del 1913 a ben 156), la crescita del partito popolare italiano di Don Sturzo ed il declino dei liberali. La crisi economica, seguita alla guerra appena terminata, culminò tra il 1919 ed il 1920 in un periodo di scioperi contro il taglio degli stipendi e le serrate delle aziende.