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28 giugno "La forza dei sogni". Raśl Ruiz, Peter Sloterdijk, Bruno Roberti, Roberto De Gaetano, enrico ghezzi, Hanna Shygulla

28 giugno
 

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28 giugno "La forza dei sogni". Raśl Ruiz, Peter Sloterdijk, Bruno Roberti, Roberto De Gaetano, enrico ghezzi, Hanna Shygulla

Spazio Oberdan – ore 9,30
Viale Vittorio Veneto 2

L’invisibile di Ruiz
Proiezioni

Le temps retrouvé (v. orig. con sott., 1999, 169’)
Combat d’amour en songe (v. orig. con sott., 2000, 123’)
Dias de campo (v. orig. con sott., 2004, 90’)
Saranno presenti: Raśl Ruiz ed enrico ghezzi

Spazio Oberdan – ore 21
Viale Vittorio Veneto 2

Letture Raśl Ruiz Peter Sloterdijk
Performance da Moi et mon double Hanna Schygulla (Palma d’Oro 1983, David di Donatello 1983)
Intervengono Bruno Roberti, Roberto De Gaetano
Proiezione Raśl Ruiz Agathopedia (v.orig. con sott., 2008, 52’)
Coordina Enrico ghezzi

Domenica 28 giugno prendono il via gli incontri dedicati al grande cinema con registi di fama internazionale difficilmente avvicinabili al d fuori del circuito dei festival cinematografici.
La giornata comincia insieme a enrico ghezzi allo Spazio Oberdan, la mattina, con  la proiezione di tre film Rałl Ruiz - ("L'invisibile di  Ruiz” č appunto il tema guida).
Alla presenza di questo regista la cui sensibilitą spazia fra reale e fantastico trasfigurando entrambi, vengono proiettati Le temps retrouvé (1999), Combat d’amour en songe (2000) e Dias de campo (2004).
La sera, sempre allo Spazio Oberdan, coordinato da enrico ghezzi, si terrą un incontro con letture di Raśl Ruiz (di cui verrą anche proiettato un rarissimo film, Agathopedia, preceduto da interventi di Bruno Roberti e Roberto De Gaetano) e Peter Sloterdijk, filosofo di punta dell’attuale panorama europeo, che affronta il tema delle nuove prospettive, nascoste, dell’umanitą.
La serata accoglierą inoltre una video-performance di Hanna Schygulla (l’attrice di Rainer Werner Fassbinder e una delle principali esponenti del “nuovo cinema tedesco”, vincitrice della Palma d’Oro e del David di Donatello nel 1983), tratta dall’opera Moi et mon double dello scrittore polacco Witold Gombrowicz.

Come ogni sera, saranno proiettati quaranta secondi dal film Ghiro ghiro tondo, del regista di origine armena Yervant Gianikian e di Angela Ricci Lucchi, che hanno dato vita a una “cinepresa analitica” in grado di riesplorare in profonditą le inquadrature offerte dal normale scorrimento della pellicola sullo schermo.
Le immagini proiettate mostrano una serie di giocattoli ammaccati, risalenti all'epoca delle guerre mondiali, che compongono una specie di mondo miniaturizzato da cui emerge l'ombra dei fascismi.

Per partecipare č indispensabile ritirare un tagliando di ingresso presso lo Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, a partire dalle ore 10 del giorno precedente le proiezioni.

LA MILANESIANA – Letteratura Musica Cinema Scienza
prosegue e approfondisce le riflessioni della sera durante l’Aperitivo con gli Autori. Lunedģ 29 giugno presso la Sala Buzzati di via Balzan 3 con inizio alle ore 12 avrą luogo l’incontro dal titolo Attualitą e inattualitą dell’uomo Raśl Ruiz, Hanna Schygulla, Peter Sloterdijk, Bruno Roberti Roberto De Gaetano, enrico ghezzi dialogheranno coordinati da Armando Besio.  L'ingresso č libero fino ad esaurimento posti, solo con prenotazione al numero 02 87387707.
Quest’anno ogni appuntamento Aperitivo con gli Autori sarą preceduto da una proiezione di un frammento del filmato Dalle macerie della guerra, a cura dell’istituto Luce. Reperimento e selezione materiali: Luigi Orlotti.
 



BIOGRAFIE

RAŚL RUIZ. Raśl Ruiz, dopo aver studiato teologia e diritto in Cile, frequenta la scuola di cinema documentario in Argentina.
Il suo debutto alla regia avviene nel 1960, il suo primo lungometraggio č del 1967, Il tango del vedovo.
Nel 1968 firma la regia di Tres tristes tigres, con cui vince il Pardo d’Oro al Festival di Locarno. Nominato dal Partito socialista cileno consigliere per il cinema durante il governo di Salvador Allende, Ruiz č costretto ad abbandonare il Cile dopo il colpo di stato del generale Pinochet. Rifugiatosi a Parigi nel
1974, mette subito in scena la sua esperienza in Dialogo de exilados.
Nel 1978, realizza L’hypothčse du tableau volé, imperniato sul rapporto tra suono e immagine. Nel 1995 gira Tre vite e una sola morte con Marcello Mastroianni. Nel 1997 vince l’Orso d'argento al festival di Berlino per Genealogia di un crimine.
Nel 1999 dirige Il tempo ritrovato, tentativo “impossibile” di portare sullo schermo l’ultimo volume di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust; gli interpreti sono John Malkovich, Emmanuelle Béart, Catherine Deneuve e Marcello Mazzarella. Nel 2000 č la volta di Figlio di due madri, tratto dal romanzo di Massimo Bontempelli. Nel 2006 dirige John Malkovich in un film sulla vita del pittore Gustav Klimt.

 


HANNA SCHYGULLA. Ha partecipato a una ventina di film di Rainer Werner Fassbinder, i pił conosciuti dei quali sono Effi Briest, Il matrimonio di Maria Braun, Berlin Alexanderplatz. Ha inoltre lavorato con i grandi registi tedeschi Wim Wenders, Volker Schloendorff, Margarethe Von Trotta. Durante la sua carriera ha collaborato con i pił grandi registi europei: Jean-Luc Godard, Michel Deville, Andrzei Wajda, Ettore Scola, Bela Tarr, Amos Gitai.
La sua interpretazione nel film La storia di Piera di Marco Ferreri le č valsa la Palma d’Oro al Festival del Cinema di Cannes nel 1983. Recentemente con il film Ai confini del paradiso, di Fatih Akin, ha ottenuto il premio per il miglior ruolo di attrice non protagonista da parte del The American Critics Guild.
Da una decina d’anni realizza e interpreta sette differenti spettacoli musicali che la vedono unica protagonista.
Nel 2006, in occasione di una retrospettiva a lei dedicata, il MoMa di New York ha proiettato un cortometraggio, che fa parte dei film sperimentali del MoMa, del quale lei č autrice e interprete.
Un secondo cortometraggio, di cui lei č ancora autrice e interprete, č stato proiettato nel 2007 ed č stato integrato nella collezione permanente del MoMA.

 


PETER SLOTERDIJK. Peter Sloterdijk, nato nel 1947, č professore di Estetica e Filosofia presso la Karlsruhe Academy of Design, e tiene conferenze alla Academy of Applied Arts di Vienna. Fra i suoi libri, Critica della ragion cinica (Garzanti 1992), Thinker on Stage: Nietzsche’s Materialism (1986), Der Zauberbaum (1985), Eurotaoismus (1989), Sfere (1998-2004, tre volumi, in corso di pubblicazione presso Meltemi), The Contempt of the Masses (2000), Terrore nell’aria (Meltemi 2002), Non siamo ancora stati salvati (Bompiani, 2004), Ira e Tempo (Meltemi 2006).
Il suo nuovo libro, Du mußt dein Leben ändern (Dovete cambiare la vostra vita), č uscito in Germania nel marzo di quest’anno.
Č considerato uno dei pił importanti filosofi tedeschi del periodo del dopoguerra.

 


ENRICO GHEZZI. Ha (?) quasi sedici anni nel maggio del 1968. Ama Eddy Merckx come Jean Vigo come Max Stirner come gli 8 metri e 90 centimetri di Bob Beamon come… Si occupa di cinema e di televisione (o meglio, e peggio!, ne č occupato).
Dal 1979 lavora a RaiTre (oggi ne č vicedirettore), per la quale ha curato o inventato cicli di film, le 40 ore non-stop di La Magnifica Ossessione (1985), e i programmi Fuori Orario, Schegge, Blob (e Publimania e Fine senza Fine). Dal 1987 al 1994 ha diretto il palinsesto della RaiTre di Angelo Guglielmi.
Gli piace troppo scrivere per non lasciarsi annegare (quasi?) nelle immagini.
Ha diretto il Festival del Cinema di Taormina dal 1991 al 1998. Da regista, ha realizzato alcuni programmi tv, il cortometraggio Gelosi e tranquilli (1988) e dei videoclip (tra cui Strani giorni di Franco Battiato). Ha pubblicato vari libri tra i quali paura e desiderio (Bompiani, 2000) e, nel 1994, il numero della rivista Panta dedicato al cinema. Sta (non) finendo una cosa che (non) assomiglia a un romanzo, Oro solubile.

 


ROBERTO DE GAETANO. Roberto De Gaetano (Roma, 1965) insegna Filmologia presso il DAMS dell’Universitą della Calabria. Si č occupato di cinema e filosofia, con particolare riferimento all’opera di Gilles Deleuze. Tra le sue numerose pubblicazioni: Il cinema secondo Gilles Deleuze (Bulzoni 1996), Il corpo e la maschera.
Il grottesco nel cinema italiano
(Bulzoni 1999), Il visibile cinematografico (Bulzoni 2001), La sincope dell’identitą.
Il cinema di Nanni Moretti
(Lindau 2001), Teorie del cinema in Italia (Rubbettino 2005), Tra-Due. L’immaginazione cinematografica dell’evento d’amore (Pellegrini 2008). Dirige il quadrimestrale di cinema “Fata Morgana”.

 


BRUNO ROBERTI. Critico cinematografico, studioso di cinema e teatro, regista, sceneggiatore, curatore di festival e rassegne.
Č docente al corso di laurea in Dams e Comunicazione e al corso di laurea in Scienze dell’educazione dell’Universitą della Calabria.
Ha curato laboratori di regia con sperimentazioni filmate insieme a Raśl Ruiz, Ciprģ e Maresco, Francesco Saponaro/Teatri Uniti.
Fa parte del direttivo del quadrimestrale di cinema e visioni “Fata Morgana”, e dal 1985 č redattore e membro del direttivo della rivista “Filmcritica”.
Ha pubblicato numerosi saggi su diversi registi, ed č autore di testi per i programmi della Rai.

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