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Politiche Sociali


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A MILANO UNA NUOVA STRUTTURA PER MADRI DETENUTE E BAMBINI  (ICAM)


vista di una cameraStudi approfonditi documentano che i bambini che vivono in carcere soffrono di disturbi legati al sovraffollamento, alla mancanza di spazio, alla carenza di esperienze di socializzazione che incide non solo sulla loro crescita complessiva, tanto da limitarne lo sviluppo emotivo e cognitivo, ma provoca anche irrequietezza, facilità al pianto, difficoltà di sonno, inappetenza, apatia.

Il carcere, anche nelle situazioni migliori dove sono state realizzate delle sezioni specifiche, è comunque di per sé, per le finalità che deve raggiungere e per le modalità e l’ organizzazione che ne derivano, un luogo incompatibile con le esigenze di socializzazione e di sviluppo psico-fisico del bambino.

Il sovraffollamento, le regole del carcere, il contatto forzato tra culture diverse, creano situazioni di stress e tensioni che si ripercuotono inevitabilmente sul rapporto madre- figlio.

L’idea di creare un luogo dove ai bambini venissero risparmiate le dure conseguenze della detenzione ha portato alla costituzione di un Tavolo Interistituzionale con la partecipazione di: PRAP (Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria),  Comune di Milano e Regione Lombardia che ha permesso di realizzare l’esperienza dell’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per  Madri detenute e i loro figli da 0 a 3 / 6 anni).

La Provincia di Milano ha messo a suo tempo a disposizione,  all’interno di una propria sede istituzionale, una palazzina  adeguatamente ristrutturata e dotata dei necessari sistemi di sicurezza, arredata in modo confortevole. Dal 2015  la continuità è assicurata dalla Città  Metropolitana di Milano.

Nell’ICAM trovano posto fino a dodici madri con i loro bambini, in modo da coprire le esigenze di tutto il territorio provinciale e di quasi tutta la Lombardia.

L’intervento educativo, messo a disposizione dal Comune di Milano , vede la presenza di operatori specializzati in grado di sostenere le detenute nella cura dei figli e di assicurare regolari uscite dei bambini all’esterno. Gli agenti di Polizia Penitenziaria operano senza divisa.

Alle madri detenute vengono proposte  opportunità di scolarizzazione e formazione professionale.

L’ambiente nel quale vivono le madri e i bambini è accogliente anche se per le madri vigono le stesse regole presenti in carcere.

I bambini possono frequentare il nido di zona o la scuola dell'infanzia, sperimentare  relazioni diversificate e crescere in condizioni più simili a quelle dei coetanei che vivono in famiglia.

Si tratta della prima esperienza di questo tipo in Italia, propedeutica allo sviluppo di altre esperienze  nel Paese e in Europa.