Come sottrarre un bene pubblico e vivere tranquilli

 

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Oggi vi insegno come tenersi a vita un libro preso in prestito in biblioteca facendosi beffe delle rimostranze dei bibliotecari. Il principio che sottende alla lezione fa capo ad un concetto talmente ovvio che quasi mi secca dover puntualizzare: se i libri della biblioteca sono di tutti sono anche miei, dunque li tengo quanto accidenti mi pare e non può essere certo un bibliotecario – cioè uno che ha semplicemente vinto un concorso – a chiedermene conto. Via, è evidente.

Per prima cosa impariamo a conoscere i nostri nemici. Dimenticate lo stereotipo del bibliotecario impotente e annoiato e della bibliotecaria frigida e annoiata: i bibliotecari oggi non si annoiano più e hanno relazioni sessuali come noi. Sono dinamici, usano il computer, hanno acquisito consapevolezza del loro ruolo, sono politicizzati (…omissis…), alcuni sono addirittura fieri di essere bibliotecari. Solo un tratto del tradizionale profilo del bibliotecario è rimasto inalterato: la cacacazzaggine. I bibliotecari sono dei cacacazzi da combattimento (…omissis…) Ora veniamo alla nostra lezione e passiamo ad un esempio concreto. Avete preso in prestito un libro, uno qualsiasi. A prestito scaduto potrebbe arrivarvi una email di questo tenore, da parte della solerte bibliotecaria:

“Gentile utente, le rammento che da un giorno e alcune ore (cinque) è scaduto il prestito del libro in suo possesso.

Nel pregarla di ottemperare quanto prima al suo dovere di riconsegnarlo, vorrei ricordarle che il posseduto delle biblioteche pubbliche è a disposizione della collettività tutta e, come tale, meritevole di maggiore considerazione da parte sua.

In attesa di un suo cortese riscontro la saluto digrignando i denti.”

Ora, come rispondete a questa email? Ignorarla e dirottarla nello spam non servirebbe a niente, ci ho già provato. Le email dei bibliotecari hanno il potere di ricicciare dal cestino a frequenze imprevedibili e nei momenti meno opportuni.

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Dovete trovare il modo di rispondere in maniera efficace, sorprendente, spiazzante, così da prendere tempo quanto basta per appellarsi (omissis) al diritto di usucapione (Art. 1158 del Codice Civile).

Vi propongo cinque possibili messaggi di risposta.

1. Pietoso

Gentile Dott.ssa,

scusi il ritardo con cui le rispondo ma in questo villaggio somalo, dove mi trovo per il volontariato, non ho molto tempo per controllare la posta elettronica. Lei ha perfettamente ragione e sono certo che anche il piccolo Ahmed, che ha perso entrambe le gambe a causa di una mina, capirà che non potrà più leggere il suo libro preferito perché il prestito è scaduto. Domani mattina attraverserò a piedi il campo minato per raggiungere il più vicino ufficio postale (420 km) e restituire il libro. Mi scuso ancora con lei e con la collettività per il disturbo arrecatovi.

2. Collusivo

Ciao, stavo per contattarti io. Lo sapevi che il libro che ho preso vale un pacco di soldi? Mio zio mi ha detto almeno 200-300 mila. Mi pare giusto che dividiamo. Non scrivermi più, però, mi faccio vivo io. Ciao.

3. Folle

Io il libro lo vorrei restituire ma l’ho mangiato hihihihihi pagina dopo pagina gnam gnam gnam l’indice che delizia gnam gnam gnam la copertina rigida crunch crunch crunch hihihihihi burp.

4. Vigliacco

Gentile Dott.ssa,

sono la moglie della persona che sta cercando. Purtroppo mio marito è perito in un incidente aereo nel sud-est asiatico. Mi lasci il tempo di cercare il libro da restituire (sempre che non fosse con lui al momento dell’incidente, adorava leggere in volo), la ricontatterò dopo i funerali.

5. Controffensivo

Gentile Sig.ra Bibliotecaria,

(omissis) Le faccio presente che la scheda-prestito da lei compilata contiene un grossolano errore di forma che – a mio avviso – inficia l’intera procedura di prestito e non le dà diritto di reclamare alcunché. La informo altresì che sta per giungere la fine del mondo come previsto in Matteo 24:29. La invito pertanto a impiegare in maniera più redditizia il poco tempo che le resta da vivere. Grazie.

Ecco, provate anche voi a elaborare altre risposte su questo stile. Purtroppo non potete esercitarvi con la biblioteca del nostro Ateneo perché non ne abbiamo una: abbiamo preferito destinare lo spazio al laboratorio di lap-dance. Voi direte che si può risolvere la questione alla base evitando di frequentare un luogo inutile come la biblioteca. Certo, ma andiamo per gradi: “come trascorrere la vita senza leggere un libro” sarà l’oggetto di una futura lezione.

 

La pagina originale si trova al link: <http://www.scaricabile.it/2011/02/come-sottrarre-un-bene-pubblico-e-vivere-tranquilli/>