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Area Programmazione territoriale

Settore Pianificazione e programmazione delle infrastrutture

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PAESAGGIO, AMBIENTE


Corridoio Nord


CORRIDOI ECOLOGICI DI CONNESSIONE TRA IL PARCO DELLE GROANE ED IL PARCO DELLA VALLE DEL LAMBRO

INQUADRAMENTO TERRITORIALE
Lo studio riguarda aree comprese nel settore Nord della provincia di Milano, delimitato dal Parco delle Groane a Ovest, il Parco della Valle del Lambro a Est, dai confini provinciali a Nord e dal tratto di autostrada della MI-VE (A4), che va da Novate Milanese a Monza, a Sud.
Si tratta di un territorio di alta pianura, piuttosto povero in corsi d’acqua, che ha presentato negli ultimi decenni una fortissima espansione urbanistica ed industriale che rischia di produrre una completa sutura tra i vari centri abitati.
L’agricoltura ancora presente ha prevalentemente carattere residuale, sia dal punto di vista della produzione che da quello delle configurazioni delle aree. La vegetazione esistente è per la gran parte di scarsa qualità e notevolmente frammentata. Le arterie di grande traffico (Milano-Meda, Valassina, ciconvallazioni ecc.) ed i relativi svincoli determinano rispettivamente barriere e nodi molto problematici per gli attraversamenti della fauna, tanto più che tali infrastrutture sono spesso affiancate da cortine ininterrotte di edifici industriali o altro.

ACCENNI METODOLOGICI E SPECIE GUIDA
Non è stato possibile considerare l’area di studio come un’unica entità, ma si è reso indispensabile suddividerla in ambiti territoriali definiti, in modo tale da poterli studiare puntualmente e trattare in riferimento alle effettive diversità di ognuno.
Lo studio degli ambiti è integrato dal rilevamento di tutti gli elementi strutturali della rete (vegetazione esistente), tramite schedatura degli stessi e analisi dell’agricoltura presente che è avvenuta anche mediante uno speditivo censimento delle colture praticate.
Le specie guida sono state scelte in modo tale da essere indicative sia ai fini della riqualificazione in senso naturalistico, che in senso antropico. Occorreva, inoltre, una specie ad home-range relativamente limitato il cui habitat potesse offrire indicazioni sulla componente arbustiva del sistema e soprattutto permettesse di indirizzare la valutazione sugli elementi lineari per finalizzare meglio il modello per la riconnessione della frammentazione del territorio (moscardino). Ne serviva una, invece, che possedesse un home range più ampio le cui caratteristiche potessero interessare le componenti più evolute della vegetazione anche in senso strutturale. Di conseguenza, questo avrebbe permesso di valutare gli elementi boscati anche in relazione alla loro dimensione ed al loro grado di connettività (scoiattolo).
E’ stata condotta un’analisi di regressione multipla tra l’idoneità degli ambiti e le variabili prescelte. Questo tipo di impostazione ha permesso di valutare quantitativamente tutti gli elementi del sistema ambientale e costruire un giudizio sui rapporti tra i diversi parametri. Si è poi proceduto ad assegnare ad ogni elemento caratterizzante l’uso del suolo un peso in relazione alla sua configurazione spaziale, struttura ed idoneità.

ANALISI DEL SETTORE AGRICOLO
E’ stato messo in luce che oltre l’80% delle aziende hanno superficie inferiore a 10 ettari e la manodopera impiegata è quasi esclusivamente familiare o prevalentemente familiare. Questa situazione è resa molto instabile dalla pressione dell’urbanizzato che ha trasformato i contratti di affitto pluriennali in contratti annuali di coltivazione. Vista la situazione territoriale e ambientale dell’area studio non si ritiene sufficiente procedere con attività conformi ai regolamenti comunitari, ma andranno invece realizzati interventi sostanziali di ricostruzione di habitat con elevata potenzialità faunistica. A questo scopo si ritiene che il settore agricolo debba subire una trasformazione radicale in cui la progressiva marginalizzazione dell’agricoltura dell’area potrebbe trovare, soprattutto nei proprietari di terreni attualmente affittati, pubblici e privati, una disponibilità ad attuare investimenti in natura ambientale.


PROGETTAZIONE
La rete principale prevista deve assumere un ruolo di tipo prevalentemente naturalistico e va quindi realizzata in particolare con l’intento di aumentare la ricettività faunistica.
La rete secondaria ha un duplice ruolo: quello complementare alla rete principale, in quanto “zona buffer e/o tampone”, per la mitigazione dei disturbi antropici, come zona dotata di caratteristiche ecologiche utili all’incremento complessivo della capacità portante e come contenitore di attività ricreative e agricole compatibili, e per fornire spazi verdi alle aree urbane compresse.
Sono state indicate le aree considerate strategiche ai fini della funzionalità della rete; essi costituiscono gli unici punti di passaggio della rete in zone altrimenti ad edificazione continua. Tali aree sono considerate come a priorità di intervento, per le quali è previsto un impianto di formazioni boschive già strutturato, con alberi e arbusti più grandi e radi degli altri tipi di impianto previsti.
Non si è riportato invece alcun tipo di informazione riguardo le altre aree da rivegetare, questo per lasciare la massima libertà all’interno delle fasce, dipendentemente dalle opportunità locali di contrattazione con il pubblico ed il privato. Vengono invece forniti una serie di criteri da osservare in occasione della localizzazione e realizzazione degli impianti per ogni ambito.
Collina artificiale: per le zone altamente problematiche, in cui i passaggi sarebbero scarsamente efficienti anche con interventi di rivegetazione o di attraversamento, si è pensato di costruire gallerie artificiali intorno agli assi viabilistici da superare, e ricoprire con materiale inerte ed operare un recupero a parco di tutta l’area interessata. Si stima che i costi di realizzazione delle gallerie possano essere in buona parte ammortizzati dal conferimento di materiale inerte.
Sono state poi date delle indicazioni sui tipi e le modalità dei monitoraggi (es. modello a Passeriformi) da effettuare per valutare nel tempo l’efficacia degli interventi svolti.

>>> Tavole dello studio (formato pdf - 8.564 Kb)

 
 
 

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