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Cinque giorni a scuola: l'assessore Lazzati scrive al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi
Rendere obbligatoria l'articolazione oraria settimanale su cinque giorni per tutte le scuole di ogni ordine e grado, al fine di significativi risparmi energetici, sui trasporti e sulla pulizia, e per ottimizzare la qualità dell'insegnamento e l'utilizzo delle risorse.

Caro Presidente,
Gentile Ministro,
Egregio Responsabile Spending Review.

Nell’ottica di ricercare sensibili risparmi in tema di Istruzione Scolastica, vorrei sensibilizzarVi su una proposta recentemente fatta dal mio Assessorato congiuntamente a Regione Lombardia e alla Direzione Regionale Scolastica della Lombardia, consistente nel rendere obbligatoria la scansione dell’orario scolastico su 5 giorni settimanali, dal lunedì al venerdì compreso.

Come noto, i continui tagli di bilancio che vengono imposti alle Amministrazioni Pubbliche e in particolare alle Province stanno mettendo in seria difficoltà l’erogazione dei servizi essenziali per il buon funzionamento delle Istituzioni Scolastiche.
Tale problematica investe pesantemente il problema del riscaldamento e delle spese di trasporto per cui sono previste per il prossimo anno scolastico ulteriori forti diminuzioni di spesa.

La scansione oraria in cinque giorni comporterebbe un significativo risparmio relativamente al riscaldamento, ai trasporti e all’uso di energia elettrica e nel contempo renderebbe le nostre scuole autentici laboratori di apprendimento con pieno sfruttamento del tempo scuola.

La riforma degli ordinamenti che ha riguardato tutte le Scuole Secondarie di Secondo Grado a partire dall’a.s. 2009/10 con una significativa riduzione degli orari di lezione settimanali (da 27 ore a un massimo di 32 settimanali) ha reso possibile questa modalità che allineerebbe il nostro paese ai principali paesi del mondo.

Attualmente in Lombardia e nel resto del Paese si registrano scansioni orarie “a macchia di leopardo”, con parecchie scuole (nel milanese tutte le elementari e le medie inferiori) che lavorano su 5 giorni e altre con scuole che adottano per alcune classi orari su 5 giorni e per altre su 6.

Chiaramente tali situazioni non consentono nessun tipo di risparmio, ma finiscono per incrementare la spesa con un doppio regime orario.

Il lavoro su 5 giorni settimanali consentirebbe inoltre uno sfruttamento ottimale delle risorse anche per quanto riguarda il personale non docente che verrebbe impiegato per almeno 7 ore al giorno consentendo un’adeguata pulizia dei locali scolastici e facendo venir meno l’annosa questione dell’affidamento alle imprese di pulizia.

Naturalmente questa dovrebbe essere una scelta fatta dall’alto per tutto il Paese in modo da poter quantificare i risparmi su larga scala. Non può essere una scelta lasciata all’autonomia delle singole istituzioni scolastiche che risulterebbe molto meno incisiva, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei trasporti scolastici e del riscaldamento.

Inoltre, la settimana su cinque giorni consentirebbe, oltre ad una migliore organizzazione dei tempi di riposo e delle attività sportive dei giovani, anche una migliore gestione della vita familiare.

Da ultimo non sarebbe male utilizzare i risparmi ottenuti con questo provvedimento per qualificare maggiormente l’istruzione nel nostro Paese.

Distinti saluti.

 

L'Assessore all'Istruzione ed Edilizia scolastica
della Provincia di Milano
Marina Lazzati


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