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12 luglio 2013
I cittadini del territorio chiedono la nascita della Città metropolitana. Presentati al convegno di Palazzo Isimbardi i dati dell’indagine Ispo

Podestà: «Riteniamo che la creazione dell’Ente sia un passaggio cruciale per un’area conurbata come il Milanese»


 Il presidente della Provincia, Guido Podestà, insieme con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, è intervenuto, questa mattina, a Palazzo Isimbardi, nell’ambito del convegno sul tema «Governo metropolitano. Migliori servizi e meno costi per cittadini, famiglie e imprese».

All’incontro, al quale hanno preso parte anche i primi cittadini del Milanese, hanno partecipato il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, il presidente della Provincia di Torino e dell’Upi, Antonio Saitta, e il presidente dell’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo), Renato Mannheimer. Quest’ultimo, in particolare, ha illustrato ai presenti un’indagine che svela le preferenze dei cittadini in merito all’Ente introdotto dalla Riforma del Titolo V della Costituzione. Secondo i dati emersi dalla ricerca, due abitanti della «Grande Milano» su tre giudicano positivamente l’istituzione del nuovo livello di governo, poiché ritengono che possa coordinare i servizi migliorandone l’efficienza e riducendone i costi. Quanto ai criteri di elezione dei suoi organi direttivi, tre intervistati su quattro non hanno avuto dubbi: dovranno essere i cittadini a doverli eleggere.

«Riteniamo che la creazione della Città metropolitana sia un passaggio cruciale per la “Grande Milano”, un’area conurbata senza soluzione di continuità - ha dichiarato il presidente Podestà -. Al momento, a livello amministrativo, regna un’inaccettabile confusione, dettata dal fatto che molte competenze vengano riconosciute sia alle Province sia ai Comuni. Noi, invece, immaginiamo che il nuovo livello di governo possa fare chiarezza, limitando il proprio raggio d’azione a pochi ma concreti temi, come le infrastrutture, l’ambiente, la pianificazione territoriale, il trasporto pubblico, le politiche del lavoro e l’edilizia. L’obiettivo è quello di puntare all’efficienza dei servizi e a una più funzionale razionalizzazione dei costi. In tal senso, ci auguriamo che Palazzo Chigi segua la strada più opportuna, evitando le scorciatoie tracciate dal vecchio Esecutivo. Era scontata la recente decisione della Consulta, che dava seguito a una riforma costituzionale con un semplice decreto legge. Adesso attendiamo di comprendere le intenzioni della maggioranza. Sappiamo che sono in ballo due testi (uno dei quali non prevede la Città metropolitana) e che occorre anche una legge ordinaria utile per gestire le 18 province commissariate. Il dato più interessante dell’indagine Ispo è che il 75% degli intervistati richieda un sindaco metropolitano capace di rappresentare gli interessi di tutti i Comuni del Milanese. I cittadini, ai quali è già stata negata la possibilità di esprimere le preferenze alle politiche, desiderano, dunque, scegliere i propri rappresentanti. Il “Salva Italia” prevedeva, invece, che i sindaci del territorio, insieme con i consiglieri comunali, indicassero i 16 rappresentanti dell’Ente introdotto dalla Riforma del Titolo V della Costituzione. In 4.500 avrebbero subito le imposizioni delle segreterie dei due maggiori partiti. Ritengo che il dibattito su questo tema possa ancora costituire un buon banco di prova per Regione, Provincia e Comune. Le Istituzioni devono operare congiuntamente anche alla luce di Expo, che testerà la nostra capacità di accogliere i milioni di visitatori attesi».

 


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