Il conservatorio

Sebbene Giuseppe Verdi non vi fu ammesso, dal 1901 il Conservatorio di Milano è a lui intitolato. Un omaggio che non sarebbe dispiaciuto di certo al Maestro. Oggi la prestigiosa struttura è parte del sistema universitario di Alta Formazione Artistica e Musicale che fa capo al Ministero dell'Università e della Ricerca, cui afferiscono le Istituzioni preposte alla formazione alle arti, alla musica e allo spettacolo. Come sottolinea Massimo Venuti nella presentazione on line del Conservatorio, “fu istituito con Regio Decreto napoleonico nel 1807, prevedendo nella struttura sita nei chiostri di uno dei gioielli dell'architettura barocca, la Chiesa di S. Maria della Passione, la pensione completa per gli interni e a pagamento per gli esterni. L'inaugurazione effettiva avvenne il 3 settembre dell'anno dopo, con l'emanazione del 1° Regolamento degli Studi da parte del Vicerè Eugène de Beauharnais che permise ai primi 18 convittori, tra maschi e femmine, di studiarvi liberamente. Cortile-ConservatorioDa allora le sue vicende storiche, come l'aggiunta della grande biblioteca, che assunse nel 1816 la funzione di Archivio Musicale della Lombardia, la fondazione del Liceo Musicale nel 1850, del Museo degli Strumenti musicali (1898), o l'attivazione dei primi corsi di Musicologia (1965) hanno rafforzato questa Istituzione rendendola una delle più importanti al mondo per lo studio della musica. Da non dimenticare l'attivazione del Corso di Composizione Elettronica (1969), tra le prime in Europa. Lunga è la lista degli insigni musicisti che qui hanno studiato, da G. Bottesini a A. Catalani, da A. Ponchielli a G. Puccini, e nella seconda metà del Novecento non c'è stato grande autore italiano che non abbia insegnato o lavorato tra le sue storiche mura, tanto da avere dato vita a una vera "scuola milanese" di Composizione riconosciuta a livello internazionale. Anche per le materie letterarie sono rimasti storici gli insegnamenti, ad esempio, di Salvatore Quasimodo e Fernanda Pivano. Oggi, allo scadere dei primi due secoli della sua straordinaria attività, il Conservatorio milanese - facente parte del grande Polo delle Arti di Milano - continua la sua tradizione rinnovando incessantemente i piani di studio ed elaborando percorsi di formazione e produzione artistica in rispondenza alle più moderne esigenze di tipo tecnico e teorico».

La Biblioteca del Conservatorio, una delle più ricche e importanti d’Europa, conserva un’imponente collezione verdiana. Ad esempio, vi sono gli “editio princeps” di ciascuna opera e delle edizioni succesive pubblicate da Ricordi e dalle case editrici storiche milanesi e lombarde sino ai giorni nostri, ulteriori rare edizioni italiane e straniere, partiture manoscritte complete di opere teatrali redatte dai copisti Ricordi per le rappresentazioni scaligere. E poi, numerose lettere del Maestro, cimeli, quadri e fotografie. Nella Biblioteca sono, inoltre, conservati riviste e giornali otto-novecenteschi dedicati alla fortuna critica dell’opera di Verdi, nonché un’aggiornata letteratura musicologica sulla vita e sulle sue opere. Da segnalare anche un rarissimo documento, rivelatore delle fasi conclusive del processo compositivo del ico_audio “Falstaff”: le ultime bozze di stampa con annotazioni autografe, bozze che l’artista tenne sulle ginocchia, apponendovi le ultime modifiche, durante le prove finali d’orchestra a La Scala nel 1893.