Mobilità per tutti

Anche se è vero che non tutti possono muoversi in bicicletta, è altrettanto vero che una infrastruttura ciclabile pianificata e progettata con criteri di qualità può essere al servizio anche di chi ha difficoltà a muoversi in autonomia come i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza, i portatori di disabilità. Anche i bambini più piccoli possono muoversi in bicicletta, accompagnati da un adulto in autonomia, se i percorsi sono sicuri, facilmente individuabili e con una segnaletica di utilizzo immediato. Forse il miglior indicatore di un territorio ciclabile è la quantità di bambini piccoli e ragazzi che si sposta in bicicletta tutti i giorni. Allo stesso modo, nei paesi più “ciclabili” gli anziani non sono esclusi dalla mobilità attiva, e anzi ne sono protagonisti: anche grazie alla diffusione della bicicletta elettrica, ad esempio, nei Paesi Bassi gli anziani compiono più chilometri in bicicletta di tutte le altre categorie di età (CLO, 2018). Infatti, la ciclabilità può rappresentare per gli anziani una importante opzione di mobilità individuale e autonoma, con ricadute positive sulle condizioni di salute di chi pedala e con il vantaggio ulteriore di alleggerire il carico di chi se ne prende cura (e deve spesso accompagnarli dappertutto). Infine, un territorio più ciclabile è inclusivo perché offre spazi di mobilità gradevole, sicura ed autonoma anche alle persone portatrici di disabilità. Infatti, sia la realizzazione di percorsi ciclabili separati che la riqualificazione degli spazi pubblici di mobilità per favorire la condivisione della strada fra tutti gli utenti contribuiscono a creare condizioni favorevoli per la mobilità delle carrozzine, dei tricicli elettrici e di tutte le persone che hanno difficoltà di movimento. Anche in questo caso è utile fare riferimento agli esempi più virtuosi sul tema: nei Paesi Bassi è molto frequente l’utilizzo dei percorsi ciclabili separati da parte di persone in carrozzina, di donne in stato di gravidanza, di chi utilizza biciclette speciali per le persone portatrici di disabilità (da soli o in tandem) e, in generale, di utenti che in altri contesti avrebbero enormi difficoltà a muoversi in autonomia e senza un mezzo a motore. È certamente vero che non tutti possono andare in bicicletta. Ma un territorio più ciclabile può consentire a tutti di muoversi in sicurezza e serenità.