Spazio pubblico e bicicletta

Un territorio in cui gli spazi pubblici di mobilità incentivino e promuovano la mobilità in bicicletta si rivela sicuro ed accogliente anche per tante altre forme di mobilità che in situazioni “tradizionali” non trovano uno spazio adeguato. In particolare, infatti, la presenza di percorsi ciclabili separati di qualità e le opere di moderazione del traffico che consentono una “ciclabilità diffusa” hanno il vantaggio di rendere la spazio stradale accogliente anche per molti altri utenti della strada e altre tipologie di mezzi di trasporto, molte delle quali hanno visto negli ultimi anni una sempre maggior popolarità. Varie forme della cosiddetta micromobilità, infatti, si sono diffuse negli ultimi dieci anni ma non hanno trovato, nella gran parte delle città italiane, spazi adatti o dedicati a loro e sono stati quindi utilizzati in promiscuità con il traffico stradale. Questo causa importanti problemi di sicurezza (date le grandi differenze di massa e di velocità dei mezzi coinvolti) ma anche di democrazia dello spazio stradale: la strada, infatti, è uno spazio pubblico che deve poter essere utilizzato con i diversi mezzi di trasporto e deve poter garantire sicurezza e gradevolezza a tutti gli utenti. La presenza di percorsi ciclabili di qualità, con ampie sezioni, pavimentazioni adeguate e in buono stato manutentivo, può incentivare ulteriormente l’utilizzo di monopattini, skateboard, rollerblade, monowheel e mezzi analoghi. Anche se tale utenza risulta marginale allo stato attuale, il fenomeno è in rapida espansione in tutto il mondo e anche in Italia, ed è dunque importante fornire condizioni adeguate di sicurezza per gli spostamenti anche a chi utilizza tali modalità. In aggiunta, il maggior potenziale per la micro-mobilità (e per un suo utilizzo realmente sostenibile, per cui non vengano sostituiti soprattutto spostamenti a piedi) si ha in combinazione con altri mezzi, e in particolare in intermodalità con il trasporto pubblico (locale o meno). La pianificazione della ciclabilità a livello di Città metropolitana di Milano, per tanto, dovrà prevedere criteri di pianificazione e prestazionali che consentano un utilizzo dei percorsi protetti e in generale di tutto lo spazio stradale anche a tutte le forme di micro-mobilità diverse dalla bicicletta.