Time Citizens Campaign: Città Metropolitana partecipa alla campagna europea sul diritto al tempo
Nella settimana dall’11 al 15 maggio 2026 prenderà il via la Time Citizens Campaign, una campagna europea realizzata nell’ambito del progetto Time4All 2.0, partecipato dalla Città Metropolitana di Milano insieme ad oltre 20 partners provenienti da otto Paesi europei: Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Portogallo e Spagna/Catalogna.
L’iniziativa nasce per sensibilizzare cittadinanza e istituzioni sul tema del diritto al tempo, promuovendo una riflessione su come l’organizzazione del tempo quotidiano influenzi benessere, salute, mobilità, lavoro e qualità della vita.
Il progetto Time4All 2.0
Time4All 2.0 rappresenta il secondo anno di partecipazione della Città Metropolitana di Milano, dopo i risultati positivi della prima edizione. Il progetto promuove la collaborazione tra città e territori europei per sviluppare politiche del tempo capaci di migliorare l’equilibrio tra vita privata, lavoro, cura familiare e partecipazione sociale.
Il diritto al tempo riconosce infatti che la gestione del tempo non è soltanto una questione individuale, ma una dimensione sociale e politica. Garantire un accesso più equo al tempo significa favorire salute, uguaglianza, sostenibilità e benessere collettivo.
All’interno del network, città e istituzioni condividono esperienze e buone pratiche per costruire modelli urbani più inclusivi e sostenibili, in grado di rispondere alle sfide contemporanee legate ai ritmi della vita quotidiana.
Il diritto al tempo in Italia
Secondo i dati europei sull’uso del tempo, l’Italia presenta alcune criticità rispetto alla media UE. In particolare, emerge una maggiore difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata, una minore flessibilità degli orari e un elevato carico di lavoro domestico non retribuito.
Molte persone lavorano inoltre anche oltre l’orario standard, riducendo il tempo libero e incidendo sul benessere quotidiano. Persistono inoltre significative differenze di genere: le donne continuano a sostenere gran parte del lavoro di cura e domestico, con un impatto diretto sulla disponibilità di tempo personale.
L’impegno della Città Metropolitana di Milano
La Città Metropolitana di Milano è membro del Local and Regional Governments Time Network, rete internazionale nata a Barcellona nel 2008 che riunisce città e territori impegnati nello sviluppo di politiche del tempo.
Far parte di questa rete significa riconoscere il tempo come un diritto di cittadinanza e promuovere azioni concrete per migliorare la qualità della vita, ridurre le disuguaglianze e favorire un’organizzazione urbana più sostenibile.
In occasione della campagna Time Citizens, Città Metropolitana di Milano condivide tre esperienze significative che rappresentano esempi concreti di politiche del tempo applicate al territorio.
Biciplan: mobilità sostenibile e tempo restituito ai cittadini
Tra le iniziative più rilevanti rientra CAMBIO – Biciplan metropolitano, il piano strategico che promuove la mobilità ciclabile su scala metropolitana.
Il progetto prevede circa 750 km di rete ciclabile, articolata in 24 linee tra percorsi radiali, circolari e greenway, con l’obiettivo di collegare Milano ai comuni della Città Metropolitana.
Il Biciplan incentiva gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola, integrando la bicicletta con il trasporto pubblico e contribuendo a ridurre traffico, congestione e tempi di percorrenza.
In questa prospettiva, la mobilità diventa anche una politica del tempo: rendere gli spostamenti più accessibili e prevedibili significa restituire tempo alle persone e migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro.
PUMS: il Piano Urbano della mobilità sostenibile
Accanto al Biciplan, la Città Metropolitana di Milano agisce in coerenza con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), che mette al centro persone, accessibilità e qualità della vita. Il Piano punta a ridurre l’uso dell’auto privata, favorire trasporto pubblico e mobilità attiva, e costruire una rete più connessa e policentrica.
Insieme, PUMS e Biciplan delineano una visione integrata della mobilità, in cui gli spostamenti diventano più semplici, sostenibili e funzionali alla vita quotidiana delle persone.
Lavoro agile: flessibilità e benessere organizzativo
Un secondo esempio riguarda il modello di lavoro agile adottato dalla Città Metropolitana di Milano e integrato nel proprio PIAO.
L’ente considera lo smart working uno strumento strutturale di innovazione organizzativa, orientato a migliorare la qualità della vita lavorativa e la conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
Il modello si basa su flessibilità, autonomia organizzativa e gestione per obiettivi, con attenzione al diritto alla disconnessione e al benessere del personale.
Nel 2024 risultavano attivi 675 accordi individuali di smart working su 815 dipendenti, pari all’82,8% del personale. Anche presso AFOL Metropolitana la diffusione è elevata, con una percentuale superiore al 90%.
Il lavoro agile rappresenta un esempio concreto di politica del tempo, poiché contribuisce a ridurre gli spostamenti quotidiani, aumentare la flessibilità e migliorare l’equilibrio tra vita professionale e personale.
Attraverso la partecipazione a Time4All 2.0 e la diffusione di buone pratiche, la Città Metropolitana di Milano conferma il proprio impegno nel promuovere modelli di organizzazione urbana e lavorativa capaci di mettere il tempo e il benessere delle persone al centro delle politiche pubbliche.
