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Quante risorse l'Italia riceve dall'UE

30 Jan 2019 - La Politica di coesione europea

In base all'art. 119, comma 5 della Costituzione, lo Stato italiano persegue il principio della coesione territoriale attuando le politiche di coesione.

Tutto il territorio italiano, peraltro, fà parte del territorio dell'Unione europea, in virtù dell'adesione dell'Italia ai Trattati europei, che a sua volta è suddiviso, in base al sistema di classificazione europeo Nuts, in 274 aree, con una popolazione tra gli 800 mila e i 3 milioni di residenti. L'obiettivo generale della politica di coesione europea, definito dal Trattato di Lisbona del 2007, è quello di promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato e sostenibile di queste aree per ridurne le disparità. Questo macro-obiettivo si realizza attraverso l'istituzione e la gestione dei fondi strutturali - FESR-FSE-FC-FEASR-FEAMP, (e di altri strumenti finanziari) che sono soggetti a cicli di programmazione pluriennale di sette anni e hanno lo scopo di raggiungere gli obiettivi strategici comuni. Quello in corso è relativo al periodo 2014-2020 e si prefigge di realizzare la strategia "Europa 2020".

Le risorse delle politiche di coesione in generale sono allocate secondo un criterio territoriale che favorisce le aree più svantaggiate

Per quanto riguarda le risorse europee, le regioni con un PIL pro capite inferiore al 75% della media comunitaria sono le maggiori destinatarie dei fondi, attraverso progetti che ne favoriscono la crescita e la convergenza.

Nell'ultimo periodo di programmazione le regioni italiane sono state suddivise in: “Regioni meno sviluppate/Regioni in transizione/Regioni più sviluppate” e tale ripartizione sarà manatenuta anche per la prossima programmazione 2021-2027.

Nel 2014-2020, le “Regioni meno sviluppate” sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; le “Regioni in transizione” sono Abruzzo, Molise e Sardegna, mentre le “Regioni più sviluppate” sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e le Province Autonome di Bolzano e di Trento.

Le risorse destinate dalla nuova programmazione finanziaria europea 2021-2027 prevedono la destinazione di un totale di 38,6 miliardi di euro ripartiti in base alla succitata classificazione nel seguente modo:

REGIONI MENO SVILUPPATE   26.9 MILIARDI

REGIONI IN TRANSIZIONE       1.4 MILIARDI

REGIONI PIU'SVILUPPATE        9.6 MILIARDI

I tetti di cofinanziamento dell'UE saranno più bassi con percentuali differenti in base alla seguente ripartizione:

70%      Regioni meno sviluppate

55%      Regioni in transizione

40%      Regioni sviluppate 

Per quanto riguarda le risorse nazionali aggiuntive, in virtù del citato art. 119 della Costituzionale, da assegnare attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e l'attività di programmazione del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), il criterio di classificazione è geografico, con le regioni italiane suddivise in “Mezzogiorno” (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e “Centro-Nord” (tutte le altre).

Per il ciclo di programmazione 2014-2020, il FSC è stato rifinanziato con una dotazione di 54.678,1 miliardi di euro, con una ripartizione territoriale pari all'80% al Mezzogiorno ( per 44.069,2 miliardi di euro) e 20% al Centro-Nord (per 10.608,9 miliardi di euro)*.

 *i dati sono stati reperiti dalla Piattaforma della Commissione europea per la gestione condivisa dei fondi.

 

Autore: dott.ssa Ester Lucà



 
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