La Consigliera di Parità è una figura istituzionale nata nel 1991 per operare a livello territoriale, in ogni regione, provincia e città metropolitana. Il decreto legislativo 198/2006 ne ha potenziato i compiti.
Viene nominata con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali e del Ministro per le Pari Opportunità, su designazione della Città metropolitana.
I suoi compiti:
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promuovere i principi di uguaglianza e pari opportunità nel mondo del lavoro;
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controllare che siano rispettate le norme vigenti a garanzia della parità di trattamento nell’accesso all’attività lavorativa, nella formazione professionale, nella progressione di carriera, nella retribuzione e in generale nello svolgimento del rapporto di lavoro.
Il suo ufficio collabora con aziende, istituzioni e sindacati per attuare politiche e progetti per le pari opportunità sul lavoro, conciliare gli impegni di lavoro e quelli famigliari, istituire appositi organismi, e presentare progetti di flessibilità.
Nell'esercizio delle sue funzioni è una pubblica ufficiale, perciò se viene a conoscenza di reati è obbligata a segnalarli all'autorità giudiziaria.
Nelle azioni a giudizio promosse l'ufficio della Consigliera di Parità può avvalersi del supporto di avvocate e avvocati esperti in materia di non discriminazione, promozione di pari opportunità per lavoratori e lavoratrici, prevenzione di violenze e molestie sui luoghi di lavoro. Si entra nell'Albo degli avvocati (PDF 82 KB) tramite autocandidatura. Gli incarichi vengono conferiti da Città metropolitana su richiesta della Consigliera di Parità. La chiamata avviene seguendo i criteri dell’esperienza professionale più pertinente al singolo caso e al principio di rotazione.