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MONNA LISA sempre più lombarda.

4 Nov 2018 - Due delle quattro ipotesi più accreditate sull'identità della donna più misteriosa dell'arte conducono a Milano e in Lombardia.

Gioconda 

Secondo un’analisi scientifica del 2004, quattro sono i volti che sono stati realizzati sulla tavola di pioppo dal genio di Vinci, e quattro sono le ipotesi più accreditate che sono state formulate, in tempi più o meno recenti sempre da studiosi italiani, sull'identità della Monna Lisa.

La prima tradizionale identità è tutta fiorentina: quella che le fu attribuita da Giorgio Vasari, secondo il quale il quadro ritrarrebbe Lisa Gherardini moglie di Francesco del Giocondo, nobile mercante fiorentino.

Una seconda ipotesi conduce nelle Marche e scaturisce da un’intuizione di Carlo Pedretti del 1957. Tale teoria, sostenuta anche dagli studi di Roberto Zapperi, vuole che la modella della tavola di Leonardo sia Pacifica Brandani da Urbino. Pacifica fu amante di Giuliano de’ Medici e morì dando alla luce il futuro cardinale Ippolito. L’identificazione dei paesaggi retrostanti in quelli marchigiani, da parte di Olivia Nesci e Rosetta Borchia, sosterrebbe ulteriormente tale tesi.

Nel suo viaggiare Leonardo da Vinci arriva a Milano alla corte degli Sforza; ed è qui, secondo le ultime due teorie, che va cercata l’identità della dama.

La terza tesi vuole che sia Bianca Giovanna Sforza, figlia di Ludovico il Moro, la Monna ritratta. Secondo gli studi condotti da Carla Gori, il ponte a destra della Monna Lisa sarebbe identificabile con il Ponte Gobbo sul Trebbia nei pressi di Bobbio e l’abito della Monna Lisa sarebbe riconducile alla moda sforzesca dell'ultimo decennio del ‘400.

E’ Isabella d’Aragona Sforza duchessa di Milano l’ultima -in ordine temporale- identità proposta, ipotizzata dallo storico dell’arte Luca Tomìo. Come già anticipata nel recente libro dello stesso Tomìo scritto con Marco Torricelli e presentata in un recente convegno a Milano nell’ottobre 2018 presso Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi, tale ipotesi si basa sia sull’identificazione geomorfologica del paesaggio lombardo della Valle dell’Adda e delle prealpi lecchesi, sia sulle convergenze storiche e stilistiche che vedrebbero l’originale del Louvre e la copia del Prado eseguite in un periodo tra dicembre 1511 e febbraio 1512 da Leonardo e dall’allievo Francesco Melzi, nella villa di quest’ultimo a Vaprio d’Adda.

Le tesi più recenti concordano nel ricercare l’identità della Gioconda in terra lombarda: Monna Bianca o Monna Isabella hanno come sfondo il paesaggio lombardo, come già anticipato durante il convegno I LUOGHI DELL'ANIMA. I paesaggi lombardi di Leonardo da Vinci tra terra e acqua.

 

 

Di seguito il link dell'articolo di Benedetta Tintillini dal quale è tratta la notizia.

http://www.umbriaecultura.it/enigma-monna-lisa-umbria/ 



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