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FACCIAMO SQUADRA CONTRO LA POVERTA' – Adda Martesana

Visualizza la scheda completa del Progetto (formato .pdf - 849 kB)

Ambito

L’Area di riferimento insiste sui 28 Comuni appartenenti all’ambito dell’Adda Martesana che comprende i seguenti quattro Distretti e relativi Comuni:

  • Distretto n. 5 Melzo - Capofila del progetto - comprende i Comuni di Melzo, Cassano d’Adda, Inzago, Liscate, Pozzuolo Martesana, Settala, Truccazzano e Vignate.
  • Distretto n. 4 Cernusco S/N comprende i Comuni di Cernusco S/N, Bussero, Carugate, Cassina De Pecchi, Cambiago, Bellinzago L.do, Gessate, Gorgonzola, Pessano con Bornago.
  • Distretto n. 3 Pioltello - Distretto Sociale Est Milano - comprende i Comuni di Pioltello, Rodano, Segrate, Vimodrone.
  • Distretto n. 8 Trezzo S/A - comprende i Comuni di Trezzo sull'Adda, Basiano, Grezzago, Masate, Pozzo d'Adda, Trezzano Rosa, Vaprio d'Adda.

I quattro Distretti afferiscono all’ASST Melegnano Martesana, anch’essa partner progettuale.

Durata

Settembre 2020 - Dicembre 2021

Analisi del contesto Territoriale

Nell'ambito territoriale Adda Martesana si evidenzia il progressivo invecchiamento della popolazione.

Le azioni di contrasto alla vulnerabilità (povertà ed esclusione) riguardano anche il tema dell’abitare con l’attuazione di misure regionali e comunali volte al supporto abitativo.

Il dato anagrafico relativo alla fascia d’età “over 65” e lo scarso indice di natalità, evidenziano una situazione demografica in linea con il livello nazionale e che si è progressivamente spostata sull’invecchiamento generale della popolazione.

Oltre a questo si rileva una situazione di rischio relativamente allo scivolamento in povertà relativa, spesso legata a subitanei eventi critici che le famiglie si trovano ad affrontare (la perdita del lavoro, un lutto, una separazione, la malattia o disabilità di un componente del nucleo, etc.).

Tale situazione si riverbera sul progressivo aumento dell’instabilità e dell’insicurezza delle famiglie, intesa come inserimento sempre più incerto e fragile entro i principali sistemi di integrazione sociale e distribuzione delle risorse ed è una realtà riferibile anche alle condizioni abitative, all’impiego, alla cura di figli o anziani dipendenti, all’organizzazione familiare. Un dato significativo è costituito dalla graduale erosione del reddito familiare pro-capite.

Sul territorio, significative sono state le contribuzioni per il sostegno delle spese abitative e sono presenti interventi di Housing sociale a favore dei nuclei o donne in condizione di maltrattamento/violenza che versano in situazioni di emergenza abitativa.

Obiettivi 

Il progetto ha l’obiettivo di promuovere nei cittadini vulnerabili competenze di gestione responsabile del proprio percorso biografico in ottica di coesione sociale e cittadinanza attiva, attraverso esperienze formative, inserimento e reinserimento lavorativo.

Il progetto intende implementare e consolidare il coordinamento avviato nel territorio della Martesana al fine di ricomporre in una visione omogenea i lavori avviati dai 4 Ambiti in tema di vulnerabilità, per individuare prassi innovative di successo, spazi di lavoro e potenziali azioni di Zona, anche attraverso l’analisi di buone prassi esistenti nel Terzo Settore anche al di fuori dal territorio di Adda Martesana.

A ciò si connette l’implementazione della continuità dell’assistenza tra i vari setting di cura e della presa in carico integrata a favore delle persone vulnerabili, in particolare attraverso la definizione di protocolli territoriali che uniformino le attività realizzate da ciascun Distretto e da ASST.

Risultati attesi

Il progetto permetterà la sperimentazione di modelli di valutazione multidimensionali integrate, come indicato nell’accordo di programma socio sanitario definito tra ATS Milano – Città Metropolitana, ASST Melegnano Martesana ed i 4 Distretti.

L’esigenza di governare un processo che affronti nella sua completezza l’accompagnamento all’inclusione socio-lavorativa dei soggetti in condizione di vulnerabilità e disagio sociale trova la sua peculiarità nell’idea di “cantiere aperto” dove, partendo dall’esperienza maturata, si consolidino e connettano metodologie e risorse, integrate con le diverse misure che la normativa sia nazionale che regionale ha definito a sostegno del reddito e dell’inclusione attiva a
contrasto della povertà.

  • Si ambisce a sostenere i nuclei e gli individui vulnerabili attraverso interventi che permettano di non cronicizzare la fragilità attraverso percorsi di sostegno che restituiscano autonomia e capacità di fronteggiare momenti di crisi.
  • Si vuole insistere su quei legami di cui il territorio è già dotato, lavorando a partire dalle interazioni territoriali per consolidare e rafforzare l’esistente, sperimentando delle attività che aprano alla possibilità di incontrare l’altro e di scambiare competenze e capacità, secondo il presupposto che gli interventi orientati alla ricerca attiva e i percorsi di accompagnamento al lavoro prevedono la costruzione di connessioni con la comunità di appartenenza del soggetto beneficiario
  • I partner progettuali intendono potenziare le azioni tese a sviluppare coesione e prossimità tra le persone che abitano e vivono i medesimi luoghi, passando attraverso la realizzazione di attività che hanno come sfondo comune quello di creare rete intorno alle vulnerabilità, creare scambio di buone prassi e di “risorse” tra le persone e i gruppi, valorizzare le capacità di chi già sul territorio opera a contatto con soggetti diversi, fornendo degli strumenti professionalizzanti che non snaturino però l’attivazione spontanea e volontaria dell’agire sociale.

La scelta di considerare il territorio come snodo strategico ed attivo si basa sull’idea di rapporto sinergico con l’associazionismo e la cooperazione sociale in quanto titolare di significative esperienze, anche innovative, in tema di azioni propedeutiche agli inserimenti lavorativi sperimentate, e il mondo profit come uno dei luoghi di realizzazione dei progetti individualizzati.

Con questa azione territoriale si intende intercettare “luoghi innovativi e strategici” dove sperimentare iniziative di promozione dell’autonomia lavorativa di soggetti fragili. Viene dedicata un’azione specifica per la promozione e sensibilizzazione delle realtà produttive territoriali rispetto al tema dell’inserimento lavorativo (es. piccoli esercenti, artigiani, associazioni, ecc). 

Target

I destinatari del progetto sono i cittadini vulnerabili, che appartengono ad un'area di povertà ed esclusione sociale, di deprivazione socioculturale e sociosanitaria, con particolare attenzione a cittadini con problematiche psichiche ed alle donne vulnerabili.

Il progetto si sviluppa con l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale e lavorativa delle fasce di cittadini vulnerabili attraverso interventi finalizzati all’integrazione sociale e lavorativa dando agli stessi lo status di cittadino/a e non più “vulnerabile” “povero”;

Esso fornisce ai beneficiari l’opportunità di essere coinvolti ed inseriti in una rete di rapporti e relazioni interpersonali, utili allo sviluppo e rafforzamento dell’identità personale e professionale e alla sperimentazione delle proprie autonomie professionali in percorsi formativi e di inserimenti/reinserimento lavorativo.

Attività 

Il progetto intende avviare le seguenti attività, rivolte direttamente ai cittadini, ai partner, alla Rete Progettuale ed altri soggetti del territorio.

Per i cittadini:

  • Supporto al cittadino nel bilancio e sviluppo di competenze che ampliano occasioni di borse lavoro, tirocini formativi, tirocini risocializzanti ed altre esperienze di promozione dell’autonomia lavorativa.
  • Costruzione di occasioni per l'avvio di progetti di cittadinanza: definizione di una rete che promuova la sottoscrizione fra i segretariati e i cittadini di progetti di prossimità rispetto alle esigenze del territorio; riqualificazione degli spazi e dei ruoli territoriali attraverso la creazione/implementazione di una rete che convogli le esperienze territoriali verso l'obiettivo di coesione sociale, condivisione degli strumenti e azioni di contrasto alla povertà ed emarginazione, in collaborazione con i servizi per il lavoro e in connessione con gli altri snodi di programmazione presenti nei territori.
  • Redazione di strumenti informativi e comunicativi rivolti ai potenziali beneficiari del progetto ed ai servizi territoriali che possono segnalare cittadini. Sviluppo di pagine web dedicate sui siti istituzionali per l’illustrazione e la promozione del progetto.
  • Implementazione delle azioni già avviate con i progetti PON SIA e Fondo Povertà, dedicate al target specifico del presente progetto.

Rispetto alle azioni di sistema:

  • Definizione del sistema di governance progettuale: individuazione di differenti livelli di responsabilità in una matrice organizzativa per obiettivi e processi.
  • Promozione del lavoro di rete con le aziende, volto a favorire e a sollecitare la disponibilità delle realtà imprenditoriali a percorsi di formazione/inserimento lavorativo.
  • Costituzione, monitoraggio e ampliamento della banca dati delle aziende, delle cooperative e di altre realtà lavorative del territorio.
  • Promozione e sensibilizzazione delle realtà produttive territoriali rispetto al tema dell’inserimento lavorativo, in particolare attraverso la definizione di un sistema informativo che dovrà assicurare l'efficace incrocio tra le informazioni relative alle imprese con quelle relative ai lavoratori.
  • Condivisione di metodologia, monitoraggio e strumenti di valutazione con i servizi socio sanitari attraverso momenti formativi e laboratoriali.
  • Definizione di un piano di comunicazione strategico per la promozione e la diffusione del progetto nel territorio Adda Martesana.

Partenariato

L’Area Omogenea dell’Adda Martesana ha una ricchezza peculiare di risorse, volontari, piccoli esercizi commerciali, imprese nei singoli comuni, e pertanto sono stati ingaggiati i soggetti aderenti la rete, proprio perché presenti nei territori e che raccorderanno le varie azioni con il sistema del progetto, coadiuvando i partner, in particolare Arti e Mestieri per distretto 3, Mariposa per il distretto 8 e per le azioni relative alle donne vulnerabili, CGIL trasversale con i suoi CAF territoriali e Fondazione Somaschi e Punto d’Incontro per il distretto 4 e 5.

Il Comune capofila, per il tramite dei ruoli all’interno dell’Ufficio di Piano e dell’Ufficio Unico per la gestione associata del Piano di Zona del Distretto 5, presidierà con il responsabile lo snodo della Cabina di Regia territoriale.

Lo stesso responsabile, con il ruolo “Coordinatore dei progetti personalizzati” dell’Ufficio Unico, presidierà lo snodo del livello decisionale/gestionale.

Il ruolo del coordinatore dei progetti personalizzati dell’ufficio Unico, unitamente agli operatori dei sevizi sociali dei comuni, presidieranno lo snodo operativo delle equipe multidisciplinari.

Il capo fila inoltre presidierà il piano della comunicazione strategica e il piano della valutazione/rendicontazione delle azioni messe in campo.

Governance

Il sistema di governance individua differenti livelli di responsabilità in una matrice organizzativa per obiettivi, progetti e processi:

  • livello programmatorio: cabina di regia territoriale all’interno del già costituito “Comitato Promotore della Comunità generativa”, composto dai responsabili dei 4 Distretti, ATS, Forum Terzo Settore e CIESSEVI con l’obiettivo di connettere il progetto al sistema integrato territoriale;
  • livello decisionale/gestionale costituito dal Coordinamento gestionale /organizzativo di cui fanno parte i referenti degli uffici di piano dei 4 Distretti, dei referenti dei partner progettuali per AFOL, SIL OffertaSociale e CS&L, referenti ASST;
  • livello operativo formato dalle equipe multidisciplinari territorialmente costituite, composte da referente del distretto in cui risiede il cittadino, referente comunale per i progetti personalizzati, referente di ASST per i progetti personalizzati, referente dei servizi di inserimento lavorativo per i progetti personalizzati. Si procederà alla definizione di un sistema di collaborazione integrato sociale e sociosanitario per la costituzione dell’equipe multidisciplinare integrata, la condivisione degli strumenti e delle azioni di contrasto alla vulnerabilità, in collaborazione con i servizi specialistici (CPS, SERT, NOA, UOMPIA), anche attraverso momenti formativi e laboratoriali.

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