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I diritti della madre e del bambino

Il riconoscimentoIl riconoscimento di un bambino è un atto volontario e legale, compiuto da entrambi i genitori o da uno di essi (art. 250 Codice Civile).

L'atto del riconoscimento può essere effettuato presso l'Ospedale entro 3 giorni dalla nascita, oppure entro 10 giorni presso il Comune di nascita del bambino o di residenza della madre (art. 30 L.396/2000).

La madre che, per particolari e gravi motivi, non è in grado di formalizzare il riconoscimento entro 10 giorni, può chiedere al Tribunale per i Minorenni una proroga (chiamata sospensione dell'iter adottivo) per un massimo di 60 giorni; in questo periodo la madre deve mantenere con continuità la relazione con il bambino (art.11 L.184/1983).

Alla madre minore di sedici anni non è consentito riconoscere il proprio figlio: se vuole tenere il bambino con sé, può fare domanda di autorizzazione al riconoscimento  presso il Tribunale Ordinario (art. 1 L.219/2012).

In attesa del riconoscimento, il Tribunale per i Minorenni nomina un tutore per il neonato. La legge permette a ogni donna di esprimere la volontà di non riconoscere il proprio figlio, dichiarando di non voler essere nominata nell'atto di nascita e di mantenere così l'anonimato (art.30 L. 396/2000).

I diritti della madre che non riconosceOgni donna ha il diritto di essere informata sulle norme che regolano il riconoscimento e sulle risorse di aiuto La madre che non riconosce ha gli stessi diritti delle altre donne in tutte le fasi della gravidanza, del parto e del dopo parto. Anche una donna coniugata può non riconoscere il bambino.Il nome e le notizie sulla madre che "non consente di essere nominata" nell'atto di nascita sono tutelati per legge. 

I diritti del bambino non riconosciuto

Tutti i bambini, anche se non riconosciuti alla nascita, possiedono i diritti fondamentali: capacità giuridica (diritto al nome e alla cittadionanza) e dirittto all' educazione.

Entro 10 giorni dalla nascita il neonato non riconosciuto riceve un nome dallo Stato Civile del Comune di nascita e acquisisce la cittadinanza italiana: il Tribunale per i minorenni nomina un tutore e provvede immediatamente ad aprire il procedimento di adottabilità. Al neonato viene garantito così, il più rapidamente possibile, il diritto a una famiglia attraverso l'affidamento a una coppia adottiva; dopo un anno acquista, mediante l'adozione, lo status di figlio.

L'adottato, raggiunto i 25 anni di età potrà risalire alle sue origini.

 

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