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I Principi

Sostenibilità come pietra angolare del Piano I 17 goals per lo sviluppo sostenibile

Alla luce delle finalità generali e sulla base dei poteri e delle funzioni dell’Ente, definite dal combinato disposto tra la norma nazionale e lo Statuto, la Città metropolitana di Milano individua nell’aggiornamento del Piano Strategico l'occasione, da una parte, per riorganizzare la propria matrice programmatoria, e dall’altra per costruire un “patto di territorio” in cui ciascun attore metropolitano si possa riconoscere e assumere responsabilità e impegni precisi per realizzarlo. Entro tale “patto”, Città metropolitana vuole essere l’interlocutore per il rilancio di forme sostenibili di sviluppo strategico del territorio e per dare migliori e più adeguate risposte ai bisogni dei Comuni, delle imprese e dei cittadini, anche nell’ottica di rendersi soggetto attivo del programma Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritto nel settembre 2015 dai Governi dei 193 Paesi membri dell’ONU e che fissa 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile.

1. Sostenibilità Socio-Economica— Attrattività, Innovazione e Inclusione

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Milano metropolitana è entrata in una nuova fase. La rinnovata capacità milanese di competere ai livelli più alti dei processi di sviluppo è però associata a processi di evidente polarizzazione sociale, caratterizzata dalla combinazione di fenomeni vecchi e nuovi (decadimento del ceto medio, working poor, disoccupazione, precarietà, nuove tipologie di disagio ed esclusione, ecc.). Questi fenomeni stanno determinando lo scadimento dell’abitabilità di alcune periferie urbane o addirittura di interi comuni metropolitani, con l’affacciarsi di rinnovati squilibri territoriali.
Le peculiari caratteristiche e la forza propulsiva della struttura economico-sociale milanese - accompagnate da alcune politiche amministrative locali - hanno finora contenuto la forza dirompente di tali fenomeni e orientato il sentiment locale in modo differente rispetto al resto del Paese.
La capacità di riproduzione di tale “modello” si giocherà in futuro non solo sul rafforzamento della propensione attrattiva/innovativa/competitiva (attrattività internazionale, collegamenti veloci, formazione superiore, R&S, innovazione tecnico-organizzativa, connessione tra “sapere e saper fare”, ecc.), ma anche sulla capacità di promuovere inclusione sociale e civile, attraverso una molteplicità di misure assunte a vari livelli e a diverse scale territoriali (crescita di investimenti pubblico-privati, estensione e diversificazione della base occupazionale con lavori più stabili e salari più elevati, formazione tecnica intermedia, distribuzione dei redditi più equa, riorganizzazione del sistema dei servizi attraverso l’accesso alla casa, all’istruzione, alla sanità, garanzia di sicurezza soprattutto per i cittadini più deboli, accessibilità metropolitana, riduzione degli squilibri territoriali metropolitani e regionali, ecc.).
Il PSTTM 2019-2021, pur nella consapevolezza del proprio “dominio”, intende fornire un contributo in tale direzione, sia attraverso politiche e progetti specifici, sia attraverso un’azione di networking tra una pluralità di attori al fine di costruire sequenze di azioni tra loro coordinate e coerenti.
 

2. Sostenibilità territoriale-ambientale—Rigenerazione, resilienza e mobilità:

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La Città metropolitana degli anni duemila presenta un duplice volto. Da una parte, conferma, nel suo complesso, una persistente e importante dotazione di risorse territoriali e ambientali e di collaudati dispositivi di tutela (il sistema dei parchi e delle aree protette, meccanismi regolativi del consumo di suolo, infrastrutture verdi e blu, quadri normativi in tema di contenimento degli inquinanti, forme di calmierazione del traffico veicolare e servizi di mobilità smart e sharing, politiche di risanamento di varia natura di acque e suolo, ecc.). Dall’altra, presenta problemi di assetto territoriale e ambientale mai risolti. Elevato consumo di suolo pur in presenza di un ampio patrimonio di aree dismesse/abbandonate e sotto utilizzate, intenso impiego delle risorse energetiche e ambientali, rilevanti problemi idrogeologici, consistente inquinamento atmosferico, ma anche dei suoli e delle acque, insufficiente capacità di adattamento ai cambiamenti climatici, congestione da traffico veicolare, ecc. sono infatti tra le principali questioni al centro del dibattito pubblico, iscritte nell’agenda degli Enti locali e, più in generale, delle Istituzioni metropolitane e regionali.
Anche in questo caso, il PSTTM 2019-2021, intende contribuire alla promozione di modalità di riuso, riciclo, riconversione e rigenerazione di beni e spazi, insieme all’ampliamento delle forme di mobilità sostenibile, attraverso l’impiego di tecnologie digitali, modalità d’uso innovative di beni e servizi, l’adozione di nuovi comportamenti, al fine di creare le condizioni per un territorio che sappia essere sempre più resiliente, capace di adattarsi al mutare continuo delle condizioni.

3. Sostenibilità politico-amministrativa—Condivisione tra attori e territori

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Un Piano che assume un valore esclusivamente di indirizzo, promosso da un’istituzione di secondo livello che si trova a operare in un’arena istituzionale e socio-economica popolata da stakeholder potenti, che interviene entro un contesto territoriale, come quello milanese, caratterizzato da significative specificità territoriali, non può che fondare la sua forza sulla capacità di “persuasione” e di aggregazione/coordinamento di una pluralità di soggetti su idee e progetti. In altri termini, la sostenibilità politico-amministrativa del Piano e quindi le sue speranze di efficacia - si fondano, oltre che sull’abilità nel programmare e organizzare l’azione diretta dell’Ente, anche sulla capacità di suscitare integrazione verticale tra differenti livelli di governo e orizzontale, promuovendo l’apporto di diversi attori sul territorio.
In termini operativi, nel Piano tutto ciò si declina attraverso:

  • la condivisione di un orizzonte comune e la convergenza multi-attoriale su una strategia d’azione, riconoscendo al contempo specificità e autonomia ai vari soggetti;
  • la creazione di piattaforme di lavoro con gli attori metropolitani per la raccolta e la promozione di iniziative e progettualità;
  • il rafforzamento del ruolo di supporto ai Comuni, alle Zone omogenee e alle forme associate di servizi comunali;
  • la facilitazione nel loro concreto operare di istituzioni, autonomie funzionali, corpi intermedi, imprese e cittadini, attraverso sburocratizzazione, semplificazione e digitalizzazione.

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