I quaderni del Piano territoriale metropolitano

La collana "I quaderni del Piano" è disponibile in consultazione presso gli uffici del Settore Pianificazione Territoriale in Viale Piceno, 60 a Milano.

Per la consultazione dei volumi e per richiederne copia ove ancora disponibile, è necessario telefonare preventivamente ai nn. 02 77403064 - 02 77403061 - 02 77405822.

 

Quaderni del Piano territoriale

BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI
Dalle indagini alla pianificazione territoriale provinciale

A cura di Luca Marescotti

pp. 176, L. 35.000 (18,08 Euro), Volume + CD, 1999
Cod. 1265.2 (U)
Collana: Quaderni del Piano per l’area metropolitana milanese n. 3

La Provincia di Milano sta conducendo da anni un lavoro di analisi e di catalogazione per tutelare e valorizzare il patrimonio architettonico e ambientale, coinvolgendo il Politecnico di Milano, il Centro per i Beni Culturali e Ambientali della Lombardia, il Centro Studi per la Programmazione Intercomunale dell’Area Metropolitana, l’Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda. I risultati sono stati utilizzati nell’ambito della redazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

Dalla documentazione emerge l’impostazione teorica e operativa dell’Amministrazione, ribadita nelle presentazioni dell’Assessore al Territorio Ugo Targetti e dell’Assessore alla Cultura Daniela Benelli.

Se da una parte il catalogo è strumento centrale per le teorie storico - critiche, per lo studio dell’efficacia degli interventi e quindi come guida operativa, così dall’altra parte sul versante del governo del territorio fornisce la conoscenza concreta del patrimonio necessaria per la redazione e l’uso di metodiche e norme, sperimentabili e verificabili.

L’analisi del territorio pone in risalto la progettazione del rilievo e la necessità di una descrizione multimediale dell’architettura e dell’ambiente, prospettata dal progetto di sistema informativo territoriale della Provincia di Milano e da quello del CNR-Itim e del Politecnico di Milano.

L’aggiornamento del catalogo deve essere visto come una fase integrata con le attività normali di ricognizione, di intervento e di amministrazione ordinaria. Come il rilievo architettonico diviene un nuovo archivio che aggiorna e approfondisce il censimento e come le indagini strutturali messe a confronto permettono migliorie tecnologiche, riduzione dei costi e verifiche nel tempo, così la pianificazione usa e approfondisce il censimento, aggiunge nuove voci e criteri di elaborazione dei dati. Il passaggio successivo si finalizza alla valorizzazione urbanistica. La lettura integrata dei beni architettonici e ambientali comporta l’interpretazione di valori di sistema sull’intero territorio, da cui si passa al rapporto tra piano e progetto tramite la ricerca degli elementi appartenenti ai grandi sistemi e di norme tecniche per una strategia unitaria nella pianificazione locale.

A completamento dei testi sono allegate fotografie, cartografie e un CD a esemplificazione dei lavori di informatizzazione, con un’avvertenza essenziale: i risultati, infatti, non rappresentano il sistema informativo finale, ma la base o meglio l’analisi per la sua fattibilità: dunque, non la fine, ma l’inizio.

Luca Marescotti è professore nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. È presidente del Centro per i Beni Culturali e Ambientali della Lombardia. Tra i suoi scritti si segnalano sull‘argomento: A. Bellini, A. Canevari, L. Marescotti, M. C. Giambruno, M. Mascione,(a cura di) Territorio, beni culturali, piano. Un esperimento in Lombardia (Alinea, 1995); M. Alberti, L. Bagini, L. Marescotti, M. Puppo, Sistemi informativi ambientali e urbanistica (Il Rostro, 1995).

INDICE

  1. Presentazioni, di U. Targetti e D. Benelli
  2. Parte I. Il censimento come analisi territoriale
    • Conoscenza e divulgazione per la tutela del patrimonio culturale, di L. Marescotti;
    • Nota sul Censimento dei beni architettonici e ambientali della provincia di Milano;
    • Nota sull’Archivio dello spazio.
  3. La conoscenza come strategia operativa
    • Il catalogo come possibile strumento per la gestione dei beni culturali, di A. Bellini;
    • L’analisi del patrimonio culturale e il governo del territorio, di A. Canevari;
    • Strumenti e indagini per la gestione dei valori teritoriali, di M. Mascione;
    • Complessità, progetto aperto e censimento: strategie per la conservazione della città esistente, di M. Giambruno
  4. La documentazione fotografica
    • Il progetto e la fotografia: dal censimento all’Archivio dello spazio, di A. Sacconi
    • I beni raccontati, di R. Valtorta;
    • Il paesaggio fotografico, di C. Bertelli;
    • Cultura architettonica, cultura della fotografia: feconde inquietudini, di P. Costantini;
  5. I sistemi informativi per la diffusione della conoscenza
    • Il sistema informativo territoriale e il suo ruolo nella gestione del Ptcp, di M. Pompilio;
      Progetto e realizzazione di un database geografico per la gestione dei beni architettonici e ambientali, di P. Demaestri e F. Moretti;
    • Appendice: elaborazione di nuovi tematismi cartografici in funzione del PTCP: specifiche operative;
    • Cartografia tematica, immagini e documenti multimediali nei sistemi informativi per i beni culturali, di A. Della Ventura;
  6. Parte II. Dalla conoscenza all’azione
    • La vitalità e l’utilità del censimento tra piano, intervento e aggiornamento, di L. Marescotti;
  7. La pianificazione territoriale e urbanistica per valorizzare il patrimonio culturale
    • La tutela e la valorizzazione dei beni architettonici e ambientali nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, di G. Boatti;
    • Dall’inventario alla valutazione dei beni storico-architettonici, di V. Erba e F. Felloni;
    •  Appunti per una lettura progettuale dei beni architettonici e ambientali: il caso della regione milanese, di C. Macchi Cassia;
    • Il censimento come rilievo del territorio, a cura di A. Cunietti;
    • Dal censimento al progetto per nuovi valori: il Centro fotografia contemporanea a “Villa Ghirlanda”, di D. Gasparini;
    • Vivere la storia per valorizzare il patrimonio archeologico, di Renzo Andrian.
  8. Strumenti e azioni per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione del patrimonio
    • Il rilievo come archivio. Rappresentazione, misura, giudizio, di V. Ugo;
    • Il rilievo come archivio. Procedure descrittive, modelli tematizzati, di G. Massari;
    • Catalogazione e progetto delle indagini per la diagnosi e per il controllo dell’intervento, di A. Anzani, G. Baronio, L. Binda, A. Saisi, C. Tiraboschi;
    • Il paesaggio “storico”: alcune questioni di tutela, manutenzione e uso, di M. Boriani;
    • Pubblicazioni, mostre e giornate di studio relative al censimento dei beni architettonici e ambientali - Pubblicazioni relative al censimento dei beni architettonici e ambientali dell’Amministrazione Provinciale di Milano.
  9. Parte III. Immagini dell’Archivio dello Spazio
    La fotografia e la documentazione del territorio
  10. Tavole fuori testo
    L’informatizzazione del Censimento dei beni architettonici e ambientali dei Comuni della Provincia di Milano
    • Lo sviluppo del Censimento dal 1985 al 1995;
    • La distribuzione territoriale dei beni.

LA RETE ECOLOGICA DELLA PROVINCIA DI MILANO

di Sergio Malcevschi

pp. 135, Euro 18,00, 2006
Cod. 1265.3 (U)

Collana: Quaderni del Piano per l’area metropolitana milanese n. 4 1999 (prima edizione) - 2006 (ristampa)  

Il territorio della provincia di Milano è caratterizzato da un elevato tasso di antropizzazione che determina livelli di pressione ambientali critici in molti settori. In tali condizioni il riequilibrio ambientale è obiettivo primario della pianificazione territoriale. Una regola generale è costruire una rete interconnessa di unità ecosistemiche tra loro complementari, che funzionino come “organi” di un più complesso “organismo” in grado di svolgere funzioni e di sostenere le valenze necessarie.

Su tali presupposti è impostato il presente lavoro, che sviluppa i seguenti punti:

  • la definizione di un modello ecosistemico-territoriale applicabile alla provincia di Milano, facente riferimento al concetto generale di rete ecologica;
  •  l’applicazione, a tale fine, di modelli analitici, valutativi e progettuali basati sulla combinazione di strumenti che derivano dalla landscape ecology, dalla valutazione di impatto ambientale, dall’ingegneria naturalistica, dalla restoration ecology;
  • la definizione di strumenti e di regole tecniche necessarie per predisporre tale rete e una verifica di fattibilità tecnico-economica della proposta tecnica.   

Sergio Malcevschi, è professore incaricato di Valutazione di impatto ambientale e di Impatto ambientale e Ingegneria naturalistica presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e naturali dell’Università degli studi di Pavia. Nelle sue ricerche ha sviluppato metodologie ed esperienze  sulla valutazione di impatto ambientale e sulle reti ecologiche polivalenti. E' presidente dell'Associazione Analisti Ambientali.

La ristampa del quaderno n. 4 (2006)  ha  in allegato un CD-ROM che contiene il progetto di rete ecologica della provincia di Milano, studi di approfondimento locale del progetto di rete ecologica, la carta delle unità ecosistemiche e un sistema di consultazione interattiva dei dati.

INDICE

Presentazione, di Pietro Mezzi

Presentazione del Settore Pianificazione Territoriale Paesistica e
Ambientale

  1. Introduzione
    1. Premesse ed obiettivi 
    2. Articolazione del lavoro
    3. Riferimenti generali per la messa a punto di un nuovo modello ecosistemico territoriale
      1. Il modello attuale
      2. Elementi per un nuovo modello
  2. Lo stato attuale delle componenti biotiche e dell’ecosistema
    1. Inquadramento fisico e territoriale
      1. Clima
      2. Idrografia
      3. Geomorfologia
      4. Sistema antropico
    2. La vegetazione (di I. Ogliari)
      1. Premessa
      2. La componente floristica
      3. La componente vegetazionale
      4. Lo stato delle conoscenze
      5. Le stazioni rappresentative
    3. La fauna (di C. Prigioni)
      1. La fauna vertebrata terrestre e anfibia
      2. Entità faunistiche di particolare pregio
      3. Valutazione del livello delle conoscenze faunistiche per ambiti territoriali
      4. Il popolamento ittico (di G. L. Bisogni)
    4. L’assetto ecosistemico
      1. Le unità ecosistemiche elementari
      2. Gli ecomosaici
  3. La rete ecologica della Provincia di Milano
    1. I contenuti dello schema di rete
      1. Finalità del progetto
      2. Il modello tecnico assunto
      3. Gli elementi della rete ecologica utilizzati
      4. La carta della rete ecologica
    2. Proposte normative
      1. Premessa
      2. Ricostruzione della rete ecologica provinciale
      3. Tutela della naturalità e rinaturalizzazione dei corsi d’acqua
      4. Ricostruzione del sistema delle zone umide e degli specchi d’acqua
      5. Tutela ed incremento delle aree boscate e della flora minore
      6. Tutela e governo della fauna
      7. Tutela e valorizzazione dell’agricoltura come presidio dell’ecosistema
      8. Riqualificazione polivalente delle fasce di transizione tra insediamenti
      9. Mantenimento dei varchi tra insediamenti
    3. Gli interventi elementari
      1. Premessa
      2. Riqualificazione di aree naturali esistenti
      3. Interventi spondali di ingegneria naturalistica
      4. Rinaturazioni polivalenti in fasce di pertinenza fluviale
      5. Passaggi per pesci
      6. Consolidamenti di versante con tecniche di ingegneria naturalistica
      7. Siepi e filari arborei-arbustivi in aree agricole
      8. Nuovi nuclei boscati extraurbani
      9. Rinaturazioni in aree intercluse e degradate
      10. Recupero di cave
      11. Ecosistemi-filtro palustri
      12. Barriere antirumore a valenza multipla
      13. Fasce tampone tra aree a differente uso del suolo
      14. Fasce arboree stradali e ferroviarie
      15. Attraversamenti di infrastrutture di significato naturalistico
      16. Verde urbano e periurbano con elementi di interesse naturalistico
      17. Strutture ricreative urbane o extraurbane con elementi di interesse naturalistico
    4. Aspetti di fattibilità tecnico-economica
      1. I rapporti con gli strumenti programmatici
      2. La fattibilità economica
  4. Conclusioni

Tavole

Bibliografia

Tavole fuori testo:
Tavola 1- Carta delle unità ecosistemiche
Tavola 2- Carta della Rete ecologica (tav.4 - Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale)

LE RETI ECOLOGICHE IN AREE URBANIZZATE
Atti del Seminario, Milano 5 febbraio 1999

a cura di Claudia Dimaggio, Rossana Ghiringhelli 

pp. 168, formato 22 x 28, L. 34.000 (17,56 Euro), 1999
Cod. 1265.13 (U)
Collana: Quaderni del Piano per l’area metropolitana milanese n. 13 - 1999

Il seminario è stato organizzato dalla Provincia di Milano e dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA) con lo scopo di diffondere le conoscenze tecnico-scientifiche sul significato di “rete ecologica” quale collegamento ecosistemico funzionale tra aree aventi caratteristiche naturali, territoriali, paesistiche ed ambientali differenti tra loro, in coerenza con la Direttiva 94/43/CEE “Habitat”, recentemente recepita anche nel nostro Paese.

Nella prima parte del seminario si affrontano problematiche di carattere generale che hanno accompagnato in questi anni il dibattito su: i contenuti per la tutela e la valorizzazione del nostro territorio; la trasformazione del paesaggio e dell’ambiente, dovuto alle pressioni determinanti dello sviluppo economico; l’eutrofizzazione e gli inquinamenti che hanno portato alla necessità di puntare a forme di difesa dell’ambiente con un approccio di tipo ecosistemico esteso all’intero territorio; la necessità di dare una risposta alle continue pressioni di crescita mediante la determinazione di linee di sviluppo sostenibile all’interno delle previsioni di assetto territoriale.

Nel seminario vengono quindi trattati tutti gli aspetti interdisciplinari affrontati in Italia ed Europa sui contenuti delle reti ecologiche e sul loro significato ecosistemico: concepiti come sistema polivalente di collegamento tra ambienti naturali all’interno di un territorio antropizzato, i corridoi ecologici consentono, perseguendo l’obiettivo di un riequilibrio ecologico, di assorbire gli impatti prodotti dalle attività umane e di relazionare ambienti/paesaggi diversificati. «Condizione di riequilibrio ecologico diventa infatti quella di “mettere in rete” gli elementi pregiati con gli elementi naturali ricostruiti, in modo che possano meglio conservare le valenze residue che addirittura rischierebbero col tempo di scomparire in caso di isolamento, e che possano essere meglio sviluppate funzionalità ecologiche che resterebbero altrimenti inespresse» (Malcevschi). Un problema che deve essere affrontato all’origine, attraverso la conoscenza del proprio territorio e la scelta di strategie che possono essere proposte sia nell’ambito della pianificazione di area vasta, sia in quella locale; tema che in questi ultimi tempi viene molto dibattuto e che è stato trattato nella seconda parte del seminario.

Nella terza parte vengono invece affrontati con un taglio più operativo, i modelli analitici, valutativi e progettuali utilizzati per la fattibilità e la realizzazione delle reti ecologiche, mediante l’esposizione di esempi concreti posti in luoghi fisicamente differenti, tra cui, solo per citarne alcuni: dal più coraggioso progetto di Zurigo di riportare in superficie i corsi d’acqua che lo sviluppo urbano negli anni passati aveva ricoperto, con lo scopo di ricreare biotopi per la flora e la fauna anche in città, alla descrizione degli interventi di rinaturazione dei corsi d’acqua per l’abbattimento dei carichi di sostanze inquinanti nella campagna del Veneto, alle risoluzioni per il superamento delle barriere lineari causate dalle infrastrutture previste per il potenziamento dell’aeroporto della Malpensa.

INDICE

  • Introduzione, di L. Tamberi
  • Presentazione, di U. Targetti
  • Le iniziative dell’ANPA per la sistematizzazione delle conoscenze sulle reti ecologiche, di M. Guccione
  • Pianificazione paesistica e progettazione del paesaggio: la formazione delle competenze, di A. Maniglio Calcagno,
  • Le reti ecologiche: struttura e funzioni, di P. F. Ghetti
  • La rete ecologica della Provincia di Milano a supporto della pianificazione di area vasta. Sintesi del progetto, di S. Malcevschi,
  • Reti ecologiche in ambiente urbano, l’esperienza dei Paesi Bassi, di RH.G. Jongman, G.P.A. Willems
  • Collegamenti fra biotopi e reti ecologiche nelle aree urbane della Germania - Che senso hanno i corridoi verdi nelle città?, di J. Ott
  • Le connessioni tra aree naturali attorno alla città di Roma, di C. Battisti
  • Occasioni per le reti ecologiche nella pianificazione comunale, di M. G. Gibelli, R. Santolini
  • Corridoi ecologici lungo corsi d’acqua ripristinati in ambito urbano. L’esempio di Zurigo, di F. Conradin, R. Buchli
  • Il concetto di ecotessuto come base per la pianificazione ecologica del territorio: il settore Chiaravalle-Selvanesco del Parco Regionale Agricolo Sud Milano, di V. Ingegnoli
  • La Via Appia a Roma: corridoio per l’ingresso di elementi naturali nel centro urbano, di M. Di Giovine
  • La conservazione della biodiversità negli ecosistemi urbani, di M. Dinetti
  • Interventi di rinaturazione per l’abbattimento dei carichi di sostanze inquinanti nei corsi d’acqua. Esperienze di realizzazione di fasce tampone in aree agricole della regione Veneto, di G. Mezzalira
  • Il superamento delle barriere causate dalle infrastrutture lineari nell’area dell’Aeroporto di Malpensa, di D. Furlanetto
  • Le funzioni autorizzative degli impianti come occasione di riqualificazione ambientale, di S. Saladini
  • Tavole.

IL PAESAGGIO AGRARIO

a cura di Claudio Fabelli

pp. 127, € 22,50
Cod 1265.17 (U)
Collana: Quaderni del Piano Territoriale n. 17

Lo studio sul paesaggio agrario pubblicato in questo numero del Quaderno, è stato elaborato nel corso del 2000 ed ha contribuito, unitamente ad altri studi di carattere paesistico e territoriale, alla conoscenza e alla sistematizzazione delle informazioni fondamentali per un buon approccio pianificatorio e delle risoluzioni alle criticità inerenti l'area vasta.

Lo studio si è articolato in varie fasi che hanno portato dapprima alla costruzione delle banche dati, successivamente alla interpretazione e all'incrocio delle stesse.
Tale metodo ha consentito l'individuazione di unità di paesaggio omogenee, in cui si è cercato di "forzare" la delimitazione di aree verso contenitori definiti da caratteri fisiografici e pedoagronomici e riempite di contenuti attraverso la successiva elaborazione di indici paesaggistici; la proposta finale è di 27 unità di paesaggio separabili geograficamente, entro queste possiamo ritrovare in buona parte la suddivisione proposta dal Piano Territoriale Paesistico Provinciale del 1989.

Un esito fondamentale di questo studio è rappresentato dall'individuazione di aree differenti per qualità e quantità di elementi che ne costituiscono la tessitura.

Questa classificazione prevede la suddivisione del territorio agricolo in quattro ambiti di qualità, così definiti:

  • ambiti agricoli di qualificazione paesistica maggiormente strutturati, aree rurali produttive di particolare interesse paesistico-ambientale, da considerarsi come "invarianti", in cui risultano ancora chiaramente leggibili le relazioni tra le diverse componenti del paesaggio agrario;
  • ambiti agricoli di qualificazione paesistica, aree rurali produttive in cui gli elementi storici e paesistico-ambientali caratterizzano il sistema territoriale pur non strutturandosi in maniera funzionale fra loro;
  • ambiti agricoli caratterizzati dalla presenza di elementi di qualità paesistica, aree rurali produttive dove sopravvivono singoli elementi di qualità ambientale e/o paesaggistica;
  • ambiti agricoli a prevalente funzione ecologico-ambientale, aree rurali produttive spesso adiacenti alle periferie urbane, se non intercluse tra aree fortemente urbanizzate, in cui prevalgono processi di trasformazione che hanno destrutturato il paesaggio agrario.

A complemento dello studio sono state definite delle linee guida per la tutela e la riqualificazione del paesaggio e si sono delineati i futuri scenari evolutivi del paesaggio in funzione delle politiche agricole comunitarie.

INDICE 

Presentazione, di M. di Tolle 

  1. Introduzione, di R. Ghiringhelli
    1. Aspetti e problematicità del paesaggio
    2. Definizione dell'area di studio
    3. Definizioni e problematiche relative all'idea di paesaggio agrario
    4. Inquadramento geografico, geomorfologico, pedologico
      1. Geomorfologia
      2. Caratteri pedologici 
  2. Gli elementi del paesaggio agrario
    1. Costruzione delle banche dati 
    2. La tessitura attuale e storica del paesaggio agrario e gli elementi componenti 
  3. Individuazione dei nuclei insediativi rurali sia isolati che aggregati
  4. Vegetazione arbustiva e arborea presente nel tessuto territoriale agricolo
    1. La vegetazione di ripa e di filare
    2. La vegetazione naturale potenziale della Provincia di Milano
  5. Reticolo irriguo principale storico e più recente
    1. Rete irrigua
    2. Manufatti idraulici
    3. Teste e aste dei fontanili sia attivi che non attivi
    4. Rete del Canale Villoresi
  6. Sistemazioni agrarie e forme colturali tradizionali
    1. L'inchiesta sulle condizioni dell'agricoltura lombarda e la carta topografica del Regno Lombardo-Veneto
    2. Colture che stabilizzano il paesaggio in senso estetico ed ecologico  
  7. Viabilità
  8. Partiture poderali e loro evoluzione storica 
  9. Le immagini del paesaggio 
  10. Elementi detrattori del paesaggio 
  11. L'interpretazione del paesaggio
    1. Composizione del mosaico delle unità di paesaggio: fase propositiva di inquadramento
    2. Criteri per l'individuazione delle unità di paesaggio
    3. Elaborazione di indici paesaggistici
  12. La collina e le superfici terrazzate
    1. Colline moreniche briantee
    2. Pianalti terrazzati delle Groane e di Meda
    3. Terrazzi briantei
    4. Terrazzo di Trezzo
    5. Terrazzi di S.Colombano
    6. Terrazzo intermedio occidentale
    7. Superfici terrazzate di Monza
    8. Terrazzi intermedi di Bernareggio
  13. La pianura
    1. Alta pianura asciutta occidentale
    2. Alta pianura asciutta dei torrenti Lura e Bozzente
    3. Alta pianura asciutta centrale
    4. Alta pianura asciutta brianzola
    5. Alta pianura asciutta di Trezzo
    6. Alta pianura irrigua occidentale
    7. Alta pianura irrigua occidentale in sinistra Olona
    8. Alta pianura irrigua centrale
    9. Alta pianura irrigua orientale
    10. Media pianura occidentale della fascia dei fontanili
    11. Media pianura orientale della fascia dei fontanili
    12. Bassa pianura occidentale
    13. Bassa pianura orientale
  14. Le valli fluviali
    1. Valle del Ticino
    2. Valle dell'Olona
    3. Valle del Seveso
    4. Valle del Lambro Nord
    5. Valli del Lambro Sud e della Vettabbia
    6. Valle dell'Adda
  15. La classificazione della tessitura del paesaggio agrario 
  16. Espressione delle vocazionalità colturali del territorio provinciale 
  17. Evoluzione storica del paesaggio agrario 
  18. Formazione di linee guida per la conservazione, tutela e riqualificazione del paesaggio agrario  
  19. Gli scenari evolutivi del paesaggio agrario e politiche agricole ed ambientali della UE 

Bibliografia

Tavole e immagini

  • Figura 1 - Principali ambiti geomorfologici e caratteri dei suoli 
  • Tavola 1 - Schemi costruttivi delle principali tipologie di manufatto idraulico 
  • Tavola 2 - Schemi costruttivi delle principali tipologie di manufatto idraulico
  • Tavola 3 - Esempi di manufatti idraulici
  • Tavola 4 - Esempi di manufatti idraulici
  • Tavola 5 - Esempi di manufatti idraulici
  • Tavola 6 - Esempi di manufatti idraulici
  • Figura 2 - Distribuzione dei complessi rurali censiti
  • Figura 3 - Distribuzione degli elementi detrattori del paesaggio
  • Figura 4 - Filari, siepi e fasce boscate; distribuzione dei punti di osservazione della vegetazione
  • Figura 5 - Grandi areali di distribuzione della vegetazione di ripa e di filare
  • Figura 6 - Ubicazione e classificazione delle teste dei fontanili
  • Figura 7 - Suddivisione della rete idrica per provenienza delle acque
  • Figura 9 - Distretti censuari dell'inchiesta sull'agricoltura e particolare della carta topografica del Regno Lombardo-Veneto
  • Figura 10 - Uso del suolo e colture stabilizzanti
  • Figura 11 - Vocazionalità colturali
  • Figura 12 - Carta dell'uso del suolo storico
  • Figura 13 - Carta della classificazione della tessitura del paesaggio agrario
  • Figura 14 - Indici paesaggistici: superfici al netto di urbanizzato; complessi rurali totali
  • Figura 15 - Indici paesaggistici: rete idrica; teste di fontanile
  • Figura 16 - Indici paesaggistici: filari e siepi; viabilità
  • Tavola 7 - Immagini del paesaggio: le colline ed i terrazzi
  • Tavola 8 - Immagini del paesaggio: le colline ed i terrazzi
  • Tavola 9 -Immagini del paesaggiol'alta pianura
  • Tavola 10 - Immagini del paesaggio: la media pianura dei fontanili
  • Tavola 11 - Immagini del paesaggio: la bassa pianura a vocazione risicola
  • Tavola 12 - Immagini del paesaggio: le valli fluviali
  • Tavola 13 - Distribuzione ed esempi delle tipologie edilizie degli insediamenti rurali
  • Tavola 14 - Esempi di tipologie edilizie degli insediamenti rurali
  • Tavola 15 - Il paesaggio agrario nell'iconografia storica

IL PAESAGGIO DELLE FRANGE URBANE
Direzione di Progetto Pianificazione Territoriale

a cura di Maddalena Gioia Gibelli

pp.216, Euro 24 (U)
Cod 1265.19 (U)
Collana: Quaderni del Piano territoriale n. 19 - 2003

Lo studio sul paesaggio delle frange urbane pubblicato in questo numero del Quaderno è stato elaborato nel corso del 2000-2001 ed ha contribuito, unitamente ad altri studi di carattere paesistico e territoriale, alla conoscenza e sistematizzazione delle informazioni fondamentali per un buon approccio pianificatorio e alla risoluzione delle criticità inerenti l'area vasta.

Lo studio ha affrontato la definizione delle caratteristiche dei paesaggi di frangia urbana attraverso un processo di analisi e valutazione del territorio capace di tenere conto degli aspetti strutturali, funzionali e formali di tali ambiti.
I temi principali che hanno costituito il riferimento per lo sviluppo della ricerca sono stati:

  • conflitto città/campagna e sostenibilità;
  • qualità ambientale e qualità della vita.

Partendo dal presupposto che il paesaggio è un sistema complesso oggetto di studi transdisciplinari (dall'ecologia, all'economia, alla cultura, alla storia, ecc.), la metodologia utilizzata si avvale sia degli strumenti tradizionali delle indagini urbanistiche, sia degli strumenti derivati dalle scienze biologiche ed ecologiche.

I principali caratteri che accomunano gli ambiti di frangia urbana sono stati individuati in:

  • una generale carenza di organizzazione del tessuto urbano;
  • la velocità dei processi di trasformazione;
  • un contrasto elevato tra gli elementi che costituiscono le aree di frangia;
  • un alto grado di frammentazione e di eterogeneità paesistica del tessuto;
  • l'incompiutezza di quanto pianificato.

La ricerca si è articolata nello studio di cinque aree campione che fanno riferimento ai comuni di Rho, Magenta, San Donato Milanese, Brugherio e Trezzo d'Adda e che possono considerarsi rappresentative della molteplicità degli aspetti significativi legati alle problematiche delle aree di frangia urbana.

Per descrivere e valutare la realtà di tali ambiti sono stati utilizzati alcuni indicatori ambientali.
Dalla sintesi generale complessiva delle aree campione sono stati infine elaborati criteri generali per la pianificazione e gestione del territorio di frangia urbana nonché indirizzi particolari per la progettazione (quaderno delle opere tipo).

INDICE

Presentazione, di Marco di Tolle

Introduzione, di Rossana Ghiringhelli

  1. Premessa
    1. Inquadramento delle problematiche
    2. Obiettivi
    3. Risultati attesi
  2. Definizioni e principi teorici di riferimento 
    1. Il paesaggio come sistema complesso
    2. Rapporti tra struttura, fisionomia, percezione e dinamica
    3. Aspetti dinamici del paesaggio e loro significato nella pianificazione territoriale
  3. Principi e criteri metodologici
    1. Metodo di studio
    2. Articolazione del lavoro
  4. Descrizione del lavoro svolto
    1. Sostenibilità e risorse
    2. Stima del valore della risorsa suolo
    3. Le aree campione
    4. Studio delle macro-aree (scala 1:25.000)
    5. Le aree studio (scala 1:5.000)
    6. Dall'analisi aI metaprogetto
  5. Gli studi delle aree campione
    1. Brugherio
    2. Magenta
    3. S. Donato Milanese
    4. Rho
    5. Trezzo sull'Adda
  6. Sintesi finale: estrapolazione di criteri generali per la pianificazione e gestione delle frange urbane
    1. Sintesi valutativa
    2. Criteri generali di pianificazione

Riflessioni conclusive

Bibliografia

Tavole

  • Tavola 1 Inquadramento territoriale
  • Tavola 2 Brugherio - Mosaico ambientale ottocentesco e sintesi delle esigenze ambientali di scala vasta
  • Tavola 3 Brugherio -.Confronto diacronico delle carte d'uso del suolo della macro area
  • Tavola 4 Legende delle carte relative alle aree studio
  • Tavola 5 Brugherio - Carta dell'uso del suolo dell'area studio
  • Tavola 6 Brugherio - Transetto città/campagna
  • Tavola 7 Brugherio -.Analisi fisionomico-strutturale dell'area studio
  • Tavola 8 Brugherio - Approfondimenti tematici
  • Tavola 9 Brugherio - Metaprogetto
  • Tavola 10 Magenta - Transetto città/campagna
  • Tavola 11 Magenta - Mosaico ambientale ottocentesco e sintesi delle esigenze ambientali di scala vasta
  • Tavola 12 Magenta - Metaprogetto
  • Tavola 13 S. Donato Milanese - Mosaico ambientale ottocentesco e sintesi delle esigenze ambientali di scala vasta
  • Tavola 14 S. Donato Milanese - Metaprogetto
  • Tavola 15 Rho - Confronto diacronico delle carte d'uso del suolo della macro area
  • Tavola 16 Rho - Metaprogetto
  • Tavola 17 Trezzo sull'Adda - Mosaico ambientale ottocentesco e sintesi delle esigenze ambientali di scala vasta
  • Tavola 18 Trezzo sull'Adda - Metaprogetto
  • Tavola 19 Immagini fotografiche delle aree di frangia
  • Tavola 20 Opere tipo 1/3 - Sovrappassi plurifunzionali
  • Tavola 21 Opera tipo 11b - Sovrappassi pedonali
  • Tavola 22 Opera tipo 9 - Fasce filtro
  • Tavola 23 Opera tipo 6a - Sistemazione delle fasce di territorio poste a lato delle strade di bordo
  • Tavola 24 Opera tipo 6b - Sistemazione strade di bordo
  • Tavola 25 Opere tipo 18,23 - Organizzazione spazi verdi
  • Tavola 26 Opera tipo 17 - Giardini privati
  • Tavola 27 Opere tipo 19 - Orti
  • Tavola 28 Opere tipo 8. - Orti urbani collettivi
  • Tavola 29 Opere tipo 7 - Corsi d'acqua e rogge p
  • Tavola 30 Opera tipo 10 - Cave
  • Tavola 31 Opera tipo 5c. - Esempi di multifunzionalità degli spazi
  • Tavola 32 Opera tipo 17a,c,d - Esempi di margini che accentuano le relazioni tra città e campagna
  • Tavola 33 Opera tipo 13 - Osservatorio
  • Tavola 34 Opera tipo 20 - Dettagli
  • Tavola 35 Opera tipo 17b - Uso multifunzionale delle coperture
  • Tavola 36 Opera tipo 17e - Graduale transizione tra città e campagna
  • Tavola 37 Opera tipo 26 - Dettagli
  • Tavola 38 Opera tipo 6e - Modifica strada di bordo
  • Tavola 39 Opera tipo 6f - Rafforzamento della strada di bordo
  • Tavola 40 Opere tipo 5a, 5b - Esempi di multifunzionalità degli spazi

LINEE GUIDA PER INTERVENTI D'INGEGNERIA NATURALISTICA LUNGO I CORSI D'ACQUA

a cura della Direzione di progetto Pianificazione Territoriale - Servizio Pianificazione Paesistica Ambientale

pp. 165
ISBN: 88-8335-400-1
Collana: Quaderni del Piano territoriale n. 20 - aprile 2003

In considerazione degli evidenti squilibri idraulici dei corsi d'acqua nella Provincia di Milano, sono state elaborate specifiche linee guida per la realizzazione d'interventi sui corsi d'acqua naturali e artificiali, indirizzate a tutti gli operatori ed Enti competenti in materia di riassetto idraulico e idrogeologico.

Lungo le fasce ripariali l'impiego di tecniche d'ingegneria naturalistica, quale evoluzione delle tradizionali opere idraulico-forestali, assume carattere multifunzionale consentendo il raggiungimento delle seguenti tipologie di risultati:

  • la difesa del suolo;
  • la rinaturazione delle sponde ai fini della costruzione di reti ecologiche;
  • il miglioramento della qualità delle acque;
  • il recupero paesistico.

L'obiettivo del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è favorire il naturale evolversi dei fenomeni di dinamica fluviale e degli ecosistemi da questa sostenuti nella consapevolezza che solo in questo modo è possibile attuare la prevenzione del rischio idrogeologico. In quest'ottica risulta strategico l'impiego di tecniche d'ingegneria naturalistica e le presenti linee guida rappresentano uno strumento di supporto per consentire la promozione di prime applicazioni in campo fluviale e per avviare un percorso finalizzato a creare modalità e procedure ordinarie che facciano riferimento basilare a queste tecniche e all'approccio "ecosistemico" nei piani di riassetto idraulico-ambientale.
In particolare sono contenute:

  • indicazioni relative alle diverse fasi dell'esecuzione delle opere (programmazione e pianificazione, progettazione, esecuzione, collaudo, manutenzione e monitoraggio)
  • schede tecniche con tipologie d'intervento in funzione delle caratteristiche dei contesti in cui le opere dovranno inserirsi.

Presentazione, di Marco di Tolle.

Introduzione, di Rossana Ghiringhelli e Lisa Sacchi.

 

LE ARCHITETTURE VEGETALI NEL MILANESE
Parchi, giardini e alberi di interesse storico e monumentale

A cura della Direzione di progetto Pianificazione Territoriale - Servizio Pianificazione paesistica e ambientale 

AVV Alberta Cazzani, Mariacristina Giambruno, Angela Poletti, Cinzia Robbiati, Lionella Scazzosi, Renato Bertoglio, Marco Broglia, Andrea Capolongo, Paolo Demaestri, Claudia Dimaggio, Rossana Ghiringhelli, Alberto Giana, Fausto Moretti.

pp.198, Euro 17,50 (I.I.)
Cod. ISBN 88-8335-400-1-X
Collana: Quaderni del Piano territoriale n. 22 - 2003

Il giardino storico e le architetture vegetali, trattati nella prima parte del quaderno, devono essere considerate un patrimonio culturale di interesse per l'intera collettività.

Vi è sempre un progetto paesistico e architettonico unitario in cui si relazionano elementi costitutivi del giardino stesso (viali d'accesso, elementi di arredo, ecc.) esprimendo originali valori culturali e storici.

La tematica degli elementi del verde storico è qui approfondita con l'obiettivo di valorizzare il ruolo che può assumere la presenza di strutture del verde storico all'interno del territorio milanese. Il fine non è quello di salvaguardare i singoli elementi, ma di proporre "sistemi del verde" leggibili e fruibili alle diverse scale, nei quali tali elementi risultano valorizzati.

Come per le architetture vegetali più complesse, anche i singoli elementi assumono per l'uomo un forte significato simbolico. Il riconoscimento di "monumentalità" di alcuni esemplari arborei è riconducibile a specifiche categorie che caratterizzano l'elemento o complesso arboreo: le dimensioni, l'età, la rarità botanica, la forma, la capacità di connotare un luogo, il legame con la storia, l'arte, la cultura. Tali caratteristiche rivestono un peso differente secondo il territorio di riferimento. In quest'ottica è trattato il tema degli alberi monumentali che rivestono un importante interesse culturale, architettonico, paesistico, botanico e che conferiscono un significato particolare al luogo in cui sono situati.

INDICE

Presentazione, di Marco di Tolle

Introduzione, di Rossana Ghiringhelli

PARTE PRIMA

"Parchi, giardini e architetture vegetali di interesse storico"
AAVV Alberta Cazzani, Mariacristina Giambruno, Cinzia Robbiati, Lionella Scazzosi

  1. Per una politica di tutela e conservazione delle architetture vegetali
    1. Le "architetture vegetali" storiche: definizioni e tipi
    2. Glossario delle principali architetture vegetali
    3. Censire le architetture vegetali
      1. Criteri generali di un censimento
      2. I censimenti di giardini, parchi e altre architetture vegetali in Lombardia
      3. Il censimento come processo
  2. La campagna di censimento delle architetture vegetali nel territorio della Provincia di Milano
    1. Criteri e fasi di lavoro
      1. Definizione di un modello di Scheda specifica per le architetture vegetali
    2. Le principali fonti cartografiche storiche per la Provincia di Milano
      1. Un esempio del metodo. La lettura della cartografia storica per il Comune di Paderno Dugnano
    3. Le architetture vegetali del territorio provinciale: bibliografia ragionata
  3. Le architetture vegetali nel territorio della Provincia di Milano: problematiche e potenzialità
    1. I risultati del censimento: catalogazione e schedatura dei beni
    2. Il sistema dell'insediamento di villa nel Milanese
    3. Analisi di alcuni casi campione: uso, manutenzione, gestione
    4. Indicazioni bibliografiche essenziali
  4. Linee di tutela e di conservazione delle architetture vegetali
    1. La tutela
      1. Unitarietà architettonica del sito
      2. Rapporti del sito con il contesto paesistico
      3. Compatibilità di nuove funzioni
      4. Rischi di distruzione del bene per la frammentazione
    2. La conservazione del manufatto
      1. Le architetture vegetali "opera aperta"
      2. Conservazione non significa Restauro o Ripristino
      3. Indicazioni metodologiche

Tavole e immagini

  • Tavola 1- Carta delle rilevazioni delle architetture vegetali nel territorio provinciale
  • Tavola 2- Stralcio delle rilevazioni dei giardini e parchi storici
  • Figura 1- Dugnano, Catasto Teresiano
  • Figura 2- Palazzolo, Catasto Teresiano
  • Figura 3- Paderno, Catasto Teresiano
  • Figura 4- Bollate: scenografia per Villa Arconati
  • Figura 5- Ortofoto aerea del Parco Reale di Monza
  • Figura 6- Ortofoto aerea del Parco Castelbarco a Vaprio d'Adda
  • Figura 7- Cinisello Balsamo: Villa Ghirlanda
  • Figura 8- Desio: Villa Cusani, Traversi, Tittoni
  • Figure 9, 10- Cesano Maderno: Villa Borromeo Arese
  • Figure 11, 12- Arcore Villa Borromeo
  • Figure 13, 14- Albiate Villa Campello
  • Figure 15, 16- Carate Brianza: Villa Cusani
  • Figure 17, 18- Limbiate: Villa Mella
  • Figure 19, 20- Milano: Parco Villa Reale
  • Figura 21, 22- Milano: Parco Villa Reale
  • Figura 23- Vimercate: Parco Gussi
  • Figura 24- Limbiate: Parco Villa Mella

PARTE SECONDA

"Proposta di piano per la tutela e la valorizzazione degli alberi di interesse storico e monumentale"
Renato Bertoglio, Marco Broglia, Andrea Capolongo, Paolo De Maestri, Claudia Dimaggio, Rossana Ghiringhelli, Alberto Giana, Fausto Moretti

  1. 1. La tutela e la valorizzazione paesistica degli alberi monumentali nella pianificazione
    1. Alberi monumentali e valenza paesistica
    2. La tutela delle "architetture vegetali"
  2. Inquadramento nel PTPR e nel progetto di PTCP della proposta di Piano per la tutela e la valorizzazione degli alberi monumentali
    1. Il Piano Territoriale Paesistico Regionale e gli alberi monumentali
    2. Gli alberi monumentali nell'ambito della valenza paesistica del progetto di Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale
  3. Attività di ricognizione e redazione del Piano di settore
  4. Metodologia di selezione degli alberi sulla base del censimento provinciale
  5. Organizzazione del rilievo
  6. Informatizzazione e cartografia numerica
    1. Introduzione
    2. Obiettivi
    3. Impostazione dei database
    4. Cartografia numerica
    5. Rappresentazioni prodotte
    6. Conclusioni e possibili sviluppi
  7. Schede per gli inquadramenti cartografici
    Evoluzione storica della normativa in tema di tutela paesistica
  8. Aspetti giuridico-normativi inerenti la proposta di Piano
  9. Proposta di indirizzi normativi per la tutela e la valorizzazione degli alberi di interesse monumentale

Bibliografia

RETE ECOLOGICA E FAUNA TERRESTRE

a cura di Stefano Gussoni

pp.249, Euro 25,50 (I.I.)
Cod. ISBN 88-8335-488-5
Collana: Quaderni del Piano Territoriale n. 23 - 2003

Questo numero rappresenta il proseguimento ideale del n°4 “La rete ecologica della provincia di Milano” e del n°13 “Reti ecologiche in aree urbanizzate – Atti del Seminario” della stessa collana.Dopo aver analizzato ecologicamente il territorio provinciale nella sua interezza ed aver dato uno sguardo alla situazione nazionale ed europea con i precedenti, la presente pubblicazione vuole presentare un compendio di cinque distinti lavori, realizzati complessivamente tra il 1999 ed il 2002, che hanno arricchito le basi conoscitive a disposizione del Servizio di Pianificazione Paesistica-Ambientale della Provincia di Milano. Quattro di questi studi hanno sviluppato ed approfondito ad una scala più locale l’analisi territoriale e l’idoneità faunistica rispetto ad animali individuati quali specie guida, come lo scoiattolo rosso ed il moscardino. Avendo preso in considerazione ambiti territoriali più contenuti, hanno potuto prefiggersi lo scopo di analizzare in modo più sistematico e approfondito le varie componenti ecosistemiche e le pressioni antropiche, nonché entrare in una progettualità molto più puntuale e localmente mirata.

Da tali informazioni sono scaturite delle ipotesi di intervento per un riequipaggiamento vegetazionale ed elaborate delle soluzioni progettuali per il consolidamento delle connessioni ecologiche. A questo proposito risulta interessante il fatto di aver sondato il mondo agricolo, attraverso interviste, riguardo la sua eventuale disponibilità a collaborare per tali riqualificazioni ambientali e ad intraprendere attività ecocompatibili.
Il quinto studio, che ha mantenuto invece un approccio a scala provinciale, è un atlante a schede sui Vertebrati terrestri per il quale si è utilizzato un uso del suolo derivato da un’immagine satellitare. Da fonti bibliografiche e rilievi di campo emergono per Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi una sintesi della loro ecologia, la distribuzione per le specie più frequenti e le emergenze faunistiche a livello provinciale.

Pagina aggiornata il 09/03/2026

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