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Archivio Acquabella

Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo
- Virginia Woolf -

La Città metropolitana di Milano ha dato l'avvio alla valorizzazione dell'archivio storico degli istituti provinciali di assistenza all’infanzia, attualmente situato nei sotterranei del palazzo di viale Piceno 60. Questa, nell'area denominata Acquabella, è stata l'ultima sede del brefotrofio della Provincia di Milano, una struttura caritatevole attiva in città fin dall'VIII secolo grazie all'Arciprete Dateo.

 

Il patrimonio storico-culturale dell’archivio “Acquabella”

L’archivio storico degli Istituti provinciali di assistenza dell'infanzia di Milano conserva, infatti la storia dell’infanzia del territorio metropolitano milanese dal 1483 ai giorni nostri. La quantità di documenti dell’Archivio si avvicina ai due chilometri lineari.
All'interno si trovano registri del brefotrofio, fascicoli individuali dei minori, fotografie, libri, filmati e diversi fondi cartacei, che ci raccontano tante storie: dei minori esposti, illegittimi, dei loro genitori, delle balie, della vita del brefotrofio e della vita dell’epoca in generale.

 

Cos'è un brefotrofio?

Il brefotrofio era l'istituto che accoglieva e allevava i neonati abbandonati o in pericolo di abbandono, soprattutto a causa della povertà.
Il legame con la famiglia d’origine non si spezzava mai del tutto: all’atto della consegna veniva lasciato un segno distintivo che sarebbe poi stato utilizzato, insieme al certificato d’accoglienza per riconoscere il bambino e ricongiungersi se e quando la famiglia avesse avuto i mezzi per farlo. Proprio in questo si contraddistingue il brefotrofio dall’orfanotrofio, che è invece la struttura dove sono accolti ed educati i bambini orfani dei genitori.

All’interno dell’archivio storico, inoltre, è presente una sezione dedicata alla salute mentale, con documenti provenienti dalla sezione ospedaliera femminile del manicomio provinciale di Mombello, dal SIPM (Servizio d'igiene e profilassi mentale di Milano), dal Centro di Psicologia Clinica dell’Ospedale Psichiatrico Paolo Pini così come del Centro di pronto intervento per malattie nervose e mentali “Riccardo Bozzi”.

 

Il progetto di valorizzazione

La città metropolitana di Milano intende aprire l’archivio storico alla cittadinanza e per farlo pensa alla ristrutturazione di un edificio del complesso di viale Piceno al fine di dargli una sede adeguata e conforme alle norme vigenti.
La nuova sede dell’archivio dovrà svolgere sia una funzione di conservazione e consultazione del materiale custodito, sia tramandare la memoria storica attraverso un percorso espositivo multimediatico che utilizzi linguaggi adatti a catturare l’attenzione dei visitatori.

Si è costituito un gruppo di lavoro che ha il compito di mettere a punto modalità operative, fonti di finanziamento e strumenti adatti ad accompagnare il percorso di valorizzazione, all'insegna dell'innovazione e dell'accessibilità.

 

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