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Graffiti milanesi

26 Oct 2016 - di Ansano Giannarelli

Attraverso immagini di repertorio conservate presso l'Archivio audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (Roma), si ricostruiscono pezzi di storia e vita sociale e politica della città di Milano e del suo hinterland, dalla fine della Seconda guerra mondiale agli anni Ottanta.  Nel ripercorrere visivamente alcuni dei momenti più significativi della vita sociale e politica di Milano (la Liberazione, le lotte operaie degli anni Sessanta, il '68, la strage di Piazza Fontana) il filmato intende sottolineare l'importanza dei documenti audiovisivi per la documentazione e la ricostruzione storica, e stimolarne l'uso nella didattica e nella ricerca.

Il documentario era parte del progetto di catalogazione dei materiali audiovisivi su Milano e provincia conservati presso l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio (Roma) che comprendeva anche il trasferimento dello stesso corpus di materiali su nastro videomagnetico. La catalogazione si svolse a Roma nella primavera del 1985 ad opera di Renato Ferraro, Aurelio Citelli, Ansano Giannarelli e Michele Conforti mentre il trasferimento fu realizzato a Milano, presso Medialogo da Renato Minotti, Marino Panigati e Aurelio Citelli.

La "prima" di Graffiti milanesi si tenne a Milano, alla Sala Guicciardini, nel giugno del 1985, in occasione della presentazione del catalogo "Primo elenco del materiale di repertorio cinematografico su Milano e provincia" edito dall'Archivio Storico Audiovisivo del Movimento Operaio (Roma).

53 min., 1985

Scheda catalografica


L'autore
Ansano Giannarelli (Viareggio, 1933 - Roma, 2011), regista italiano. Dopo essersi laureato in legge, fra il 1953 e il 1955 è assistente alla regia di M. Monicelli in film come Proibito (1954) e Totò e Carolina (1955). Negli anni ’60 si dedica ai cortometraggi, ottenendo ottimi risultati e una nomination all’Oscar per 16 ottobre 1943 (1960), incentrato sulla retata nazista nel ghetto ebreo di Roma. Il suo primo lungometraggio è Sierra Maestra (1968), storia di un giornalista italiano arrestato dalla polizia venezuelana per complicità con i ribelli, che scatena molte polemiche alla Mostra di Venezia dove viene presentato. Remake (1987) è invece una commedia in cui due ex amanti, che si rincontrano alla Mostra di Venezia, simboleggiano l’amore del regista per il cinema raccontandosi le loro vite come se fossero film. Dal 1996 al 1999 insegna documentario e teoria e tecnica del linguaggio cinematografica al DAMS di Bologna.