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Segnali e messaggi

L'abbandono infantile, in quanto pratica sociale accettata e codificata, seguiva un rituale di cui faceva parte almeno dall'epoca medioevale, la consuetudine di lasciare sui neonati segnali e messaggi verbali. Per Milano le descrizioni degli oggetti e le trascrizioni dei biglietti che accompagnavano i bambini affidati alla beneficienza dell'Ospedale Maggiore sono disponibili dal 1659, mentre per il periodo dal 1800 al 1868 possediamo anche la raccolta quasi completa dei corredi espositivi originali, poichè furono allegati, prima con ceralacca e poi con spilli, ai processi verbali d'ingresso nella Pia Casa degli esposti e delle partorienti in Santa Caterina alla Ruota....Se eccezionalmente, c'era chi lasciava una crosta di formaggio o un fiore, in linea generale i manufatti sembrano riducibili a tre grandi categorie semiotiche. Un primo gruppo è formato da oggetti interi o spezzati che erano "segni" precisamente codificati, dotati di un significato autonomo, collettivamente condiviso e riconoscibile, di natura sacra come le immagini, le reliquie, i crocifissi, i rosari, le medagliette. Oppure di natura profana, medagliette, stampe, tarocchi...La funzione identificativa privilegiava la prospettiva del ricongiungimento , confermata dalla pratica di conservare sezioni dei contrassegni da parte dei parenti per presentarli all'atto del ritiro.(tratto dal libro "Si consegna questo figlio" I corredi espositivi di Flores Reggiani ed. Skira) 

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