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GEV0003_ap1_rnSorgMuzzetta_PrimavDSC_0287 A3Il Servizio volontario di vigilanza ecologica si avvale delle GEV, persone appositamente formate ed abilitate per tutelare e valorizzare gli ecosistemi e la biodiversità.

L'Italia ospita habitat caratterizzati da specie di flora e di fauna, che rappresentano una ricchezza dal valore inestimabile.

La biodiversità presente è tra le più significative in Europa, sia in termini numerici, che per il tasso di endemismo.

Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente (anno 2000), in Italia vivono:

  • 1.255 specie di vertebrati (2,2% del totale delle specie faunistiche) fra le quali 120 sono di mammiferi, 568 di pesci, 473 di uccelli, 58 di rettili e 38 di anfibi;
  • 56.213 specie di invertebrati (pari al restante 97,8%) tra i quali 37.303 d'insetti, che costituiscono la categoria più numerosa presente in Europa localizzata prevalentemente nel Settentrione; gli invertebrati, insieme ad alcune specie di piante e funghi, sono di fondamentale importanza perchè svolgono il ruolo di bio-indicatori della salubrità dell’ambiente.

Nel Bel Paese le diverse specie di animalivegetali e funghi, che costituiscono la biodiversità, sono diffuse su un territorio articolato in ben 48 differenti tipologie di paesaggio.
Le aree biodiverse sono comprese nella Rete Ecologica, un sistema composto da elementi lineari che connettono tra loro diversi punti di valenza naturalistica: è il caso dei corsi d'acqua e dei corridoi ecologici terrestri individuati dagli strumenti di pianificazione, che svolgono la funzione di favorire lo scambio genetico tra le specie.
Le Reti Ecologiche, individuate dalle Regioni italiane recependo la normativa europea, sono parte integrante del sistema continentale Rete Natura 2000, che individua le seguenti Regioni biogeografiche:  

  •  "Siti di Interesse Comunitario" (SIC)  
  • "Zone Speciali di Conservazione" (ZSC) 
  • "Zone di Protezione Speciale" (ZPS), nate per la conservazione degli uccelli selvatici.

In Italia, l'estensione complessiva di SIC, ZSC e ZPS raggiunge circa il 19% della terraferma ed il 4% delle acque territoriali: le tutele dei siti di rilevanza continentale riguardano aree pubbliche e private, dove le attività umane devono essere svolte secondo criteri ecologicamente compatibili e nel rispetto delle finalità di Rete Natura 2000.
L'attività istituzionale delle GEV si inserisce a pieno titolo in tale contesto, rivelandosi utile per presidiare il territorio e difendere le sue componenti (suolo, acqua e aria), in particolare: 

 - nelle aree protette, ovvero in quelle porzioni di territorio soggette a diverse forme di tutela:

  • Parchi Regionali (individuati dalla Regione e disciplinati dal Piano Territoriale di Coordinamento - PTC)
  • Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS, di iniziativa comunale e disciplinati dalla Regione)
  • Oasi di Protezione Venatoria e Zone di Ripopolamento e Cattura (disciplinate dalla normativa faunistico-venatoria)
  • Aree di interesse prioritario per la biodiversità (afferenti alla normativa europea)  
  • Boschi (individuati dalle Province/Città metropolitane nell’apposito Piano di Indirizzo Forestale - PIF, anche con denominazioni diverse)

- in corrispondenza di elementi di rilevanza ecologica (Reti Ecologiche Regionali - RER - e Provinciali/della Città metropolitana) rispettivamente individuati e disciplinati dalla RER e dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)/della Città metropolitana:

  • Elementi di primo e secondo livello e Gangli di Naturalità
  • Principali direttrici di permeabilità esterna
  • Corridoi ecologici
  • Varchi da mantenere e da deframmentare

- negli ambiti agricoli (art. 2135 del C.C. e ll.rr. di Governo del Territorio), compresi quelli di importanza strategica individuati dai PTC provinciali/della Città metropolitana.

Nel corso dei secoli, infatti, le attività rurali tradizionali (allevamento ed agricoltura non intensivi) hanno configurato campi coltivati, boschi e pascoli di estensione variabile, che rappresentano habitat seminaturali di grande potenzialità ecologica, in termini sia di connettività che di conservazione della biodiversità (anche in agricoltura agrobiodiversità).

Quando tali habitat si trovano in posizione intermedia, fra due o più comunità biologiche rilevanti, si prestano positivamente a svolgere la funzione di fascia ecotonale, particolarmente idonea ad ospitare e far interagire sia le specie endemiche, che quelle tipiche degli ecosistemi contigui. 

Le  GEV, per  formazione e ruolo, intervengono a salvaguardia della flora e fauna "minori" ed ovunque esistano aree caratterizzate dalla presenza di biodiversità (aree protette, "buffer zone" o zone cuscinetto e fasce ecotonali), contribuendo alla corretta gestione e conservazione degli ecosistemi in ambiti tutelati, che richiede di prestare attenzione alle situazioni dei territori non protetti, sia naturali che agricoli o urbanizzati.

L' educazione ambientale per uno stile di vita sostenibile contraddistingue e completa la funzione espletata dalle GEV, intesa a rafforzare il senso civico ed il rispetto della natura, attraverso attività di  divulgazione e sensibilizzazione finalizzate alla  conservazione degli habitat e degli equilibri del sistema ambientale.
 
Tali argomenti, che sono indispensabili per il futuro della collettività, sono spesso sottovalutati.
 
Al fine di stimolare nei Cittadini una consapevolezza ambientale, capace di migliorare i comportamenti quotidiani, le GEV:

  • coinvolgono in attività educative docenti e studenti delle scuole, affinché nel medio periodo si generino effetti a cascata tra parenti e conoscenti
  • svolgono sul territorio semplici incontri informativi, anche comprendenti visite ad aree di rilevanza naturalistica, facilmente raggiungibili dai luoghi di lavoro e di residenza, che sensibilizzino i partecipanti sull'importanza delle buone pratiche. 

Questa competenza ed attenzione alla natura che vale è ristretta e globale nel contempo, e differenzia le GEV da altre guardie volontarie adibite alla vigilanza su attività e/o aree e/o specie animali specifiche e dai volontari preposti alla protezione del territorio.  Essa da il proprio contributo al

sistema regionale di educazione ambientale.

aggiornamento: 08.02.2017 G. Guida

NOTA  il completamento e l'aggiornamento di queste pagine web e delle schede informative correlate, curate dall'URP-UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO, è in corso: per suggerimenti contattare g.guida@cittametropolitana.milano.it