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Settembre - Dicembre: il nuovo cambio di passo


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Con il mese di settembre, nonostante alcuni circoscritti segnali di recrudescenza nella diffusione di Covid-19, la vita normale appare ripartire, partendo dal ritorno di tutti gli studenti in classe per lezioni dal vivo.  Tra allarmi e dubbi la quotidianità a settembre riprende il suo spazio, ma di pari passo riprendono a salire i contagi tanto che il 19 ottobre, il Governo vara un nuovo DCPM contente nuove misure restrittive per i bar e i ristoranti e vengono nuovamente fermati gli sport da contatto [1].  Il dibattito riguardante l’impatto della riapertura della scuola trova eco anche nelle misure di questo DCPM dedicate alla didattica a distanza; inoltre viene nuovamente rilanciato lo “smart working” quale forma di lavoro preferenziale.

Il ritorno alle restrizioni da zona “Rossa”, sebbene inferiori al lockdown totale della prima ondata hanno avuto un effetto immediato sulla curva del numero degli avviamenti settimanali; effetti che si sono dimostrati durevoli nel tempo. Infatti, i mesi conclusivi dell’anno, riportati nella Figura 9, confermano quanto gli elementi esogeni abbiano preso il sopravvento sulla sfera economico e produttiva.

A tal riguardo, sconcertano soprattutto i numeri degli avviamenti di fine novembre ed inizio dicembre, periodo dell’anno nel quale usualmente si concentra il dinamismo dei commerci natalizi che coinvolgono anche i servizi di consegna oltre che la vendita al dettaglio ed alimentare.  Nonostante che il flusso di nuovi avviamenti fosse ripartito da fine agosto, crescendo settimana su settimana, a testimoniare il desiderio delle imprese di ripartire e pianificare il futuro.

I mesi finali del 2020 hanno segnato un cambio di prospettiva e di aspettativa sul futuro da parte delle imprese che hanno iniziato a fare i conti con l’idea della durata prolungata nel tempo delle restrizioni e della difficoltà anche nei mercati internazionali.  Ciò che a marzo ed aprile era stato vissuto come transitorio, da ottobre è diventato permanente.

Le aziende hanno riorganizzato la propria modalità di lavoro, nel terziario impiegatizio basato sul lavoro di ufficio si è raggiunta la consapevolezza che il ricorso a riunioni online e allo smart working, da situazione emergenziale, si è trasformato in una durevole normalità.  Nella manifattura, le misure di sicurezza e distanziamento hanno imposto differenti modalità di funzionamento ed accesso agli impianti di produzione, agendo su orari di ingresso e di presenza e ricalibrando il processo di produzione ed assemblaggio, le fabbriche da luoghi di concentrazione della manodopera sono divenuti luoghi di isolamento.

Figura 9

Figura9

 

Alla data del 31 dicembre 2020, restano anche sul terreno, in attesa di una definizione della data di termine, tutte le misure introdotte da specifici DCPM, che hanno impatto diretto sul mercato del lavoro.  Il divieto di apertura di nuove procedure di licenziamento collettivo e la sospensione di quelle pendenti avviate dopo il 23 febbraio 2020.  La possibilità di prorogare e rinnovare i contratti a tempo determinato anche a scopo di somministrazione nel periodo in cui l’azienda ha in atto una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni.  Il largo impiego degli strumenti di sostegno al reddito, quali la cassa integrazione straordinaria per tutti i lavoratori ed i ristori economici diretti alle imprese colpite dal calo del fatturato.  Provvedimenti che, fintanto che resteranno vigenti, occultano la dimensione dell’impatto strutturale che quest’anno ha avuto sul tessuto produttivo metropolitano e sul modello di crescita economica che lo ha caratterizzato fino al 2019.

Sul terreno concreto rimane una situazione di incertezza, alla fine del primo lockdown la vita sembrava potesse ripartire, poi con l’inizio dell’estate, delle vacanze, tutto si rianima e sembra come voler recuperare il tempo perduto, anzi il parossismo di questa “socialità vuota” aumenta e sarà una causa, forse la principale, del disastro dei contagi a ottobre, quando i bar e i ristoranti ricominciano ad avere pochi clienti, un gran numero di alberghi ed hotel restano chiusi, mentre le stazioni ferroviarie e della metropolitana perdono nuovamente buona parte dei pendolari che le animavano, lavoratori chiusi in casa con lo smart working.  

Questa condizione paradossalmente ci consente di scattare, nei prossimi capitoli del Rapporto, una “radiografia degli organi interni” del mercato del lavoro milanese, nelle sue componenti contrattuali e settoriali.  

 


[1]  Due settimane dopo viene varato il DPCM del 3 novembre 2020 che congegna il regime differenziato in tre fasce di rischio contagio (le zone: gialle, arancioni e rosse) a seconda dei 21 parametri scientifici.  Le norme sono valide a livello regionale vengono concordate d’intesa con i presidenti delle Regioni.  Questo DPCM, prevede che l’attribuzione di ogni regione ad una fascia di rischio venga valuta su base settimanale per una durata minima di 15 giorni.

Ultimo aggiornamento: 05 July 2021
Data creazione: 04 May 2021