Archivio ricordi

L'Archivio Storico Ricordi, dal 2003 ospitato negli spazi della Biblioteca Nazionale Braidense, costituisce una delle più importanti raccolte musicali private del mondo. L’importante patrimonio si andò formando nel lontano 1808 quando Giovanni Ricordi fondò l’omonima società e iniziò a raccogliere e catalogare ogni sorta di documenti riguardanti il suo lavoro: manoscritti autografi, lettere, bozzetti, manifesti, libretti, lettere e, persino, note contabili. Attualmente l’archivio comprende 3593 partiture dal Settecento al primo Novecento di cui 2246 autografe, circa 15mila lettere di musicisti e librettisti, oltre diecimila bozzetti e figurini, più di 9000 libretti, 4000 foto d’epoca, manifesti liberty firmati dai grandi maestri della grafica.

archivio_ricordiIn particolare, l’Archivio Ricordi conserva gli originali di 23 delle 28 opere scritte da Giuseppe Verdi, tutte le opere di Giacomo Puccini (con la sola eccezione di “Rondine”), nonché il ricchissimo patrimonio iconografico legato alle prime rappresentazioni, composto da bozzetti scenici, figurini dei costumi, schizzi e piante sceniche, il fondo fotografico e quello epistolare oltre ad una ricchissima documentazione che permette di ricostruire la genesi dei loro capolavori.

La riproduzione di tutta la sezione iconografica dell’Archivio relativa alle opere di Verdi e Puccini dà la possibilità di conoscere un patrimonio che non è solo legato all’ambiente strettamente musicale, ma si estende a quello pittorico, scenografico, e delle arti minori (come ad esempio la storia del costume, i gioielli, i diversi manufatti), aziendale (ricostruendo i rapporti che intercorrevano fra editore e artista, fosse musicista, poeta o grafico), e al mondo del teatro (dall’impresario ai cantanti ai direttori d’orchestra). La collezione permette di ripercorrere la vita umana e professionale dei compositori, partendo dalle loro primissime opere, ad esempio “Oberto Conte di San Bonifacio” di Verdi e “Le Villi” di Puccini, fino ad arrivare ai loro ultimi capolavori: il verdiano ico_audio “Falstaff” e la “Turandot” di Puccini.