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5. Questionario rivolto a professionisti e docenti

Questionario rivolto a professionisti, tecnici, giuristi e docenti universitari

Durante il mese di luglio 2020 sono state condotte 6 interviste a testimoni e osservatori privilegiati; nello specifico sono stati coinvolti nell’indagine professionisti, tecnici, giuristi e docenti universitari che hanno contribuito a diverso titolo alla nascita, alla costituzione e allo sviluppo delle Zone Omogenee all’interno delle Città metropolitane. Lo scopo delle interviste è stato quello di analizzare lo stato dell’arte e le aspettative rispetto ai presupposti di legge, e raccogliere suggerimenti per orientare futuri interventi organizzativi e regolamentativi delle Zone Omogenee.
Le interviste semi-strutturate sono state condotte e registrate attraverso un servizio di web conference.

La Riforma Delrio viene giudicata complessivamente incompiuta e poco chiara per ciò che riguarda le Zone Omogenee. Questa situazione non semplifica il lavoro degli amministratori e degli Enti che nel caso della Città metropolitana di Milano si ritrovano a gestire una struttura e un territorio molto complessi; per questo richiedono un'attenta e precisa valutazione e di conseguenza di un tempo maggiore per organizzarsi rispetto ad altre città metropolitane. Tra gli aspetti negativi della Riforma emerge un sostanziale depauperamento di risorse economiche, personale tecnico e delle funzioni fondamentali

Viene però evidenziata anche una caratteristica positiva della L.56/2014: essa lascia alle Città metropolitane un certo grado di libertà, che consente loro di diventare degli interlocutori molto importanti anche a livello europeo e di essere in grado di attirare fondi e finanziamenti, anche tramite privati.

Per far funzionare le Zone Omogenee risulta prioritaria e fondamentale l’organizzazione di un sistema di governance di tipo bottom-up: Città metropolitana deve aiutare i Comuni a collaborare tra di loro e ridurre attriti e conflittualità, ciò consentirebbe inoltre di diminuire i costi e aumentare l’efficacia degli interventi. Il singolo piccolo Comune, infatti, non ha chance di poter dialogare con i grandi Comuni, ma, attraverso le Zone Omogenee, ha più possibilità di far valere le proprie istanze e di poter trovare una soluzione condivisa. Le Zone Omogenee devono essere portatrici delle istanze dei territori nella loro unità e non di singoli Comuni, in questo sistema i Comuni più grandi possono diventare dei punti di riferimento per tutti gli altri.[...]

Per una migliore organizzazione e gestione del territorio servono, da un lato portavoce e coordinatori locali, e dall’altro Account Manager e Project manager individuati all’interno del personale della Città metropolitana: devono essere figure con una valenza sia tecnica che politica. [...] Tra gli esempi a cui ispirarsi emergono sicuramente le Città metropolitane di Torino e Bologna, considerate le più organizzate e all’avanguardia. Sarebbe da incoraggiare inoltre un maggior coordinamento tra le diverse Città metropolitane poiché sono portatrici di istanze particolari e diverse da quelle dei Comuni. [...]

Le Città metropolitane devono difendere il loro ruolo e rivendicare maggiori deleghe, ma allo stesso tempo devono organizzarsi per coordinare il territorio e facilitare le relazioni tra i Comuni.

Scarica l'analisi delle interviste completa [PDF, 135 KB]

Scarica la griglia di analisi delle interviste [PDF, 113 KB]

Visualizza il questionario rivolto ai professionisti e ai docenti [PDF, 1 MB]

 

Hanno partecipato alle interviste

Claudio Russo

Claudio Russo (1981), laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, si occupa principalmente di consulenza e di sviluppo di software per le Pubbliche Amministrazioni locali, con le quali ha collaborato in qualità di Project Manager in attività di coordinamento organizzativo e di revisione delle modalità di erogazione di procedimenti amministrativi. Ricercatore presso il Politecnico di Milano dal 2006, è attualmente impegnato nella promozione e gestione di progetti di cambiamento organizzativo e tecnologico della Pubblica Amministrazione. Tra le sue pubblicazioni principali si ricordano il rapporto “Le Zone Omogenee nel sistema istituzionale multilivello” (2016), commissionato da Regione Lombardia e realizzato da Éupolis Lombardia e dal Politecnico di Milano, e il report “Modello di raccordo reciproco tra gli attori dei territori metropolitani” (2018), in collaborazione con il Dipartimento per gli affari regionali, Invitalia e il Politecnico di Milano.

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Franco Sacchi (1959), laureato in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Pavia, dal 2004 ricopre la carica di Direttore responsabile del Centro Studi PIM, un’associazione di enti locali dell’area milanese che svolge attività di supporto operativo e tecnico-scientifico agli enti locali in materia di governo del territorio, ambiente, infrastrutture e sviluppo socio-economico locale. Ha pubblicato articoli su libri e riviste specializzate e partecipa frequentemente, in qualità di relatore, a convegni e seminari sui temi riguardanti l’economia regionale e la pianificazione urbanistica e territoriale. Dal 1995 ha contribuito alla redazione di numerosi studi su temi di carattere socio-economico e territoriale, di pianificazione strategica e d’area; tra i suoi ultimi lavori si ricordano la collaborazione all'elaborazione del “Piano strategico della Città metropolitana di Milano” (2016).

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Gabriele Pasqui (1965), laureato in Discipline economiche e sociali e in Filosofia teoretica presso l'Università Commerciale L. Bocconi e l'Università degli Studi di Milano, è dottore di ricerca in Politiche pubbliche del territorio. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano, dove dal 2011 insegna Politiche urbane e Urban planning. Dal 2005 ha svolto numerose attività di consulenza presso enti pubblici locali, tra cui la Città metropolitana di Milano e il Comune di Milano. Tra i suoi interessi di ricerca figurano le trasformazioni della città contemporanea, le politiche e la governance urbana e i processi di sviluppo territoriale. Autore di numerosi volumi e articoli sui temi dell'urbanistica e delle politiche pubbliche di sviluppo locale del territorio, spesso con un focus specifico sulla città di Milano, tra le sue ultime pubblicazioni si ricorda “Raccontare Milano. Politiche, progetti, immaginari” (2018).

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Paolo Foietta (1956), laureato in architettura al Politecnico di Torino, ha curato il coordinamento delle attività rivolte alla gestione, progettazione e realizzazione per i diversi enti pubblici piemontesi dei loro sistemi informativi su tematiche territoriali ed ambientali. Moltissimi sono gli incarichi assunti dagli anni ’80 ad oggi, tra cui: direttore dell’Area territorio e trasporti della Provincia di Torino (2000-2004), direttore dell’Area pianificazione ambientale della Provincia di Torino (2005-2007), vicedirettore generale della Provincia di Torino (2007-2009). Dal 23 aprile 2015 è Commissario straordinario del Governo per la realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione. Ha partecipato al percorso di genesi della Città metropolitana di Torino, in particolar modo si è occupato della suddivisione in aree omogenee del territorio provinciale attraverso processi partecipativi.

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Ezio Marra (1947), laureato cum laude all’Università di Torino con Norberto Bobbio nel 1971, è oggi Senior d’Ateneo presso la facoltà di Sociologia dell’Università degli studi di Milano-Bicocca dove è stato professore ordinario di Sociologia dell’ambiente e del territorio e Coordinatore del Corso di laurea in "Scienze del Turismo e Comunità Locale". Tra il 1978 e il 1994 è stato professore di Tecniche di Ricerca e di Elaborazione dei Dati e di Metodologia delle Scienze Sociali presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. Dal 1994 al 2007 è stato Professore Ordinario di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio presso la facoltà di Economia dell’Università della Calabria. Dal 2007 è stato chiamato sulla cattedra di Sociologia Urbana (precedentemente tenuta da Guido Martinotti) presso l’Università di Milano-Bicocca dove ha diretto anche il Laboratorio Internazionale di Scienze Turistiche. I suoi principali campi di ricerca riguardano la Sociologia Urbana, la Sociologia del Turismo e del Tempo Libero, l’analisi dei comportamenti e dei flussi elettorali, con particolare attenzione agli aspetti statistici e metodologici.

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Carlo Alberto Barbieri (1949), laureato in Architettura presso il Politecnico di Torino, opera in qualità di urbanista e pianificatore, con incarichi ai più alti livelli. Ha sviluppato la sua considerevole attività scientifica e professionale nel campo della pianificazione e progettazione urbanistica, mantenendo come costante centro di riferimento la sua Alma mater, presso la quale opera dal 1980 ad oggi. Attualmente insegna Pianificazione locale e Profili normativi e istituzionali nella pianificazione. Dal 2013 ricopre la carica di Presidente dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) - Sezione Piemonte Valle d'Aosta. Collabora da anni come esperto urbanista e pianificatore con diversi enti pubblici piemontesi, tra cui la Regione Piemonte e la Città metropolitana di Torino, e ha svolto attività di consulenza anche per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Molto intensa è la sua attività di ricerca scientifica, così come innumerevole l'elenco delle pubblicazioni sui temi di cui si occupa.

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