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Gestore unico del Servizio Idrico Integrato metropolitano

Semplificazione e digitalizzazione

Intercomunalità, supporto ai comuni e politiche europee

Sostenibilità ambientale e parchi

Sviluppo economico, formazione e lavoro

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La strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici e l’organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano, ancor più se in materia ambientale, sono funzioni fondamentali affidate dalla L. 56/2014 a Città metropolitana.
Milano e i comuni metropolitani, nella generalità dei casi, non dividono le loro acque tra uso umano e altri usi in quanto i loro acquedotti sono pensati, analogamente alle fognature, in forma mista.
Al fine di un utilizzo più razionale della risorsa acqua, la legge 152/2006 chiede ai Comuni, ove possibile, di provvedere alla realizzazione di una rete duale che consenta la conservazione delle acque nobili per i soli usi umani e animali, una gestione più razionale dei reflui neri, delle acque piovane e di quelle di prima falda, la generazione di benefici in termini energetici, conseguendo così rilevanti vantaggi sia sul piano ambientale che su quello economico.
Per un progetto così ambizioso è però necessario, dopo la costruzione di un unico Ambito Territoriale Ottimale (ATO) acque metropolitano, compiere un ulteriore passo in avanti, muovendosi nella direzione di un gestore unico del Servizio Idrico Integrato metropolitano, superando l’attuale assetto “bicefalo” centrato su CAP Holding spa, che gestisce il territorio metropolitano, e MM spa, che gestisce la città di Milano.

 

La costruzione di un gestore unico del Servizio Idrico Integrato, coincidente con l’intero territorio dell’ATO acque metropolitano, non risponde alla mera necessità di conformarsi alle previsioni della L. 152/2006 ma consente di ottenere molteplici vantaggi sia sul piano ambientale che su quello economico e gestionale.
Uno degli obiettivi è la creazione della rete duale che ha le seguenti positive ricadute in termini energetico ambientali:

•integrazione nella rete di tutti gli emungimenti passivi di acqua di falda oggi principalmente inviati in fognatura e fonte di soli costi energetici senza utilizzo alcuno;

•realizzazione di una rete che consenta le irrigazioni pubbliche e private – con particolare riferimento all’agricoltura di prossimità - della Città Metropolitana con acque non potabili (e di minore durezza) e conseguente integrazione del reticolo superficiale;

•ampliamento della rete che mette a disposizione l’acqua di falda per la produzione di energia termica per riscaldamento e per raffrescamento, con la correlata possibilità di usare tale rete come accumulo dei cascami termici prodotti dalle attività cittadine in modo da fornire alle utenze in pompa di calore valori termici superiori (sia in caldo che in freddo);

•miglioramenti della qualità delle acque sia del reticolo idrico principale che di quello minore;

•contenimento significativo delle emissioni in atmosfera (anche inferiori del 50% di quelle attuali).

Accanto ai benefici di carattere energetico-ambientale, la realizzazione di un gestore unico del servizio presenta rilevanti vantaggi anche sotto il profilo economico:

•la rimodulazione della tariffa, restando comunque entro valori molti bassi rispetto ai costi sopportati dagli utenti sia in Italia che, ancor più, in Europa;

•la sostenibilità economica dell’operazione, con “rientro” degli investimenti entro un arco di tempo ragionevole, consentendo così di diminuire progressivamente l’onere in bolletta;

•l’opportunità per i Comuni di liberare risorse oggi impegnate per la manutenzione delle infrastrutture dedicate alle acque meteoriche, in quanto in una gestione integrata la ricchezza origina proprio dal recupero integrale e l’efficienza dei drenaggi è uno strumento industriale indispensabile;

•lo sviluppo di economie di scala e di sinergie tecnico-organizzative tra le due attuali società di gestione.

Al fine di incentivare i benefici di carattere energetico-ambientale sopra indicati, risulta di fondamentale importanza l’attuazione di un percorso di transizione verso l’economia circolare che riguardi soprattutto l’ambito della depurazione. Tale obiettivo potrebbe essere perseguito attraverso la promozione e l’attuazione di progetti finalizzati al recupero di energia e materia da fanghi da depurazione e/o sostanza organica da “far trattare” alle linee fanghi degli impianti di depurazione del Servizio Idrico Integrato, stringendo sinergie con il settore rifiuti. La produzione del biogas e la commercializzazione di materie estratte dai fanghi, oltre a costituire un traguardo di grande valenza ambientale, contribuirebbe alla riduzione della tariffa del Servizio Idrico Integrato.

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