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Per una mobilità sostenibile

Infrastrutture e mobilità

Sostenibilità ambientale e parchi

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Sempre più sentito e diffuso è l’approccio al tema della mobilità in chiave di sostenibilità sociale, economica ed ambientale, come sancito anche dal Decreto MIT del 04.08.2017 che definisce le linee guida per la stesura, anche per le Città metropolitane, dei PUMS – Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile. In quest’ottica sono essenziali le sinergie con il sistema territoriale ed insediativo (specificatamente trattato nella stesura del PTM – Piano Territoriale Metropolitano), al fine di garantire adeguati e sostenibili livelli di accessibilità degli attrattori di mobilità, favorendone lo sviluppo in modo contestuale al contenimento della necessità dell’uso dell’automobile e all’espansione degli spostamenti mediante il TPL e la modalità ciclabile. Si tratta quindi, da un lato, di governare il territorio, per indirizzare la domanda di mobilità, e, dall’altro, di valorizzare il ruolo centrale del trasporto pubblico (affinché soddisfi in modo sostenibile le esigenze e la domanda di mobilità del territorio) e di creare le condizioni di miglioramento della vivibilità (anche attraverso opportune forme di mobilità “intelligente” e pulita) e della sicurezza (riducendo l’impatto sociale dell’incidentalità).

L’obiettivo della mobilità sostenibile può essere traguardato a partire dalla messa a punto di tre filoni di progetto, che troveranno concreta trattazione entro il PUMS metropolitano.

Centri abitati metropolitani. Valutazione, da condividere con i Comuni coinvolti, delle modalità e condizioni di fattibilità per l'attuazione dei poteri conferiti al sindaco metropolitano dall'art. 7 comma 12 del D.Lgs 285/1992 (Codice della strada) in materia di perimetrazione di mega-centri abitati, che comprendono più comuni, ambiti ove pianificare la regolazione della circolazione con gli interventi “tipici” delle aree urbane: zone 30, aree con limitazione al transito di categorie di veicoli, istituzione di corsie preferenziali, controllo degli accessi, regolamentazione della sosta, in analogia a provvedimenti attuati dal Comune di Mila-no negli ultimi anni sul proprio territorio. Tra gli ipotetici ambiti da sottoporre a verifica: conurbazione Alto Milanese e conurbazioni fra i comuni di cintura del capoluogo. Oltre a ciò, fornire ai Comuni indirizzi e linee guida per la stesura dei PGTU in tema di organizzazione della circolazione lungo gli itinerari urbani che costituiscono elemento di continuità per le direttrici viarie extraurbane di competenza della Città metropolitana di Milano, al fine di garantire coordinamento ed integrazione delle prestazioni (es. per quanto riguarda la percorribilità del TPL) tra tratte di un medesimo itinerario afferenti a soggetti gestori diversi.

Coordinamento provvedimenti di limitazione del traffico e di regolamentazione della sosta nei nodi di interscambio. Città metropolitana, di concerto con i Comuni e con gli altri enti interessati, si propone di rafforzare le azioni di coordinamento dei vari provvedimenti di limitazione del traffico (rispetto a orari, tipologie di flussi, tipi di mezzi…) e di regolamentazione della sosta nei nodi di interscambio modale delle stazioni ferroviarie e metropolitane.

Fulcri di interscambio modale e perimetro dell'area comprensoriale per auto pubbliche. Individuazione di luoghi, esterni al Comune di Milano, e degli interventi infrastrutturali necessari perché diventino hub, aree di interscambio fra le varie modalità di trasporto, dove l'interscambio sia possibile, facile, sicuro, veloce, conveniente e attraente per tutte le categorie sociali, anche quelle individua-te come più "deboli". Nel contempo occorre porre attenzione, più in generale, anche agli interventi per migliorare l'accessibilità alle infrastrutture di trasporto pubblico esistenti (nuovi punti di accesso, percorsi ciclo-pedonali, tratti stradali più prossimi), la riconoscibilità/fruibilità e l’inserimento/accessibilità nei contesti urbani o periurbani delle fermate del TPL su gomma e la preferenziazione (fisica e tecnologica) del transito per i veicoli lungo la viabilità e alle intersezioni. In aggiunta, potrebbe rientrare in quest'ottica anche la valutazione di proposte per la ridefinizione del perimetro "comprensoriale" per le auto pubbliche (taxi) previ-sto dalla L. 21/1992, in modo che i centri di interscambio sopra individuati siano serviti anche da taxi con modalità e tariffe integrate.

Infrastrutture per carburanti alternativi. Per cogliere la sfida determinata dalle evoluzioni nel settore delle fonti energetiche di trazione alternative e a ridotto impatto ambientale, il Piano si porrà l'obiettivo di individuare le strategie e gli incentivi necessari a introdurre, in maniera capillare, un sistema di infrastrutture finalizzato a consentire l'espansione di veicoli a emissioni ridotte o, comunque, alimentati da fonti rinnovabili, al fine di perseguire la riduzione del consumo di carburanti tradizionali diversi. Possono rientrare tra queste attività sia la localizzazione di sistemi di ricarica di apparati a motore elettrico (cercando di favorire l'utilizzo di elettricità prodotta da fonti rinnovabili), sia impianti di produzione, distribuzione e vendita del cosiddetto "bio-metano", combustibile che, oltre ad essere perfettamente normato e utilizzabile, è anche prodotto da fonti rinnovabili.

 

 

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